Raduni e incontri
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A Roma, dal 15 al 17 gennaio, si è svolto il quarto ASit Raduno, aperto a tutti i colleghi che frequentano i nostri spazi virtuali (mailing list, forum e sito).
Ci siamo incontrati il venerdì sera davanti ad un ristorante etnico (per non smentire lo spirito goliardico che ci contraddistingue) e abbiamo avuto il piacere di avere con noi alcune colleghe del CNOAS.
Il sabato è stata una giornata prettamente operativa; la mattina, ospitati presso la sede del CNOAS, c'è stato un confronto sull'esperienza di ASit, la conoscenza con i colleghi incontrati per la prima volta e, nell'ultima parte della mattinata, è stato presentato dai colleghi della Web TV degli Assistenti Sociali l’insieme delle attività svolte, dei loro obiettivi e dei progetti in corso.
Il momento del pranzo realizzato insieme ai vecchi soci e alle nuove persone conosciute in questa occasione è stato un evento aggregante che, come in tutti i precedenti raduni, ha rafforzato la voglia di fare comunità insieme e di mettere in comune le esperienze ma anche le caratteristiche particolari di ciascuno di noi: insomma lavorare per offrire servizi utili, ma divertendosi insieme!
Il pomeriggio del sabato era dedicato all'assemblea associativa. E' stata definita la quota associativa che, per il 2010 è di 30 euro; è stato nominato Mario Abrate come socio onorario e sono state rinnovate le cariche del consiglio direttivo, con i seguenti membri:
Rispetto alla gestione del sito è stata fatta la scelta di passare dall’attuale sito statico a uno dinamico. L'obiettivo sarà quello di consentire una maggiore interazione e una progressiva partecipazione da parte dei gestori del sito, che saranno quindi più di uno e anche da parte dei frequentatori: si potranno creare vari livelli di accesso e migliorare i servizi.
La domenica mattina, fazzoletti alla mano, ci sono stati i saluti ma da non trascurare l'incontro in stazione avvenuto con l’ultima partecipante al raduno, “Schiuma Roma”, assidua frequentatrice e colonna del nostro forum.
anche per me il raduno è stato una esperienza affettiva bella, d’amicizia complice. Ma del resto me lo immaginavo, conoscendo Vittorio, Marta, Mita (coloro che mi avevano parlato di ASit); sapendo che con l’avvicinarsi dell’incontro aumentavano le defezioni.
Sono partito da Perugia con un obiettivo professionale: trovare una motivazione per indirizzarmi meglio nel sociale; un ambito di lavoro che mi piace.
Dagli appunti che ho preso nei momenti di riflessione emergono soprattutto alcune domande: cosa realmente valuto nella formazione post-universitaria? Vedo l’assistente sociale come una professione in declino perché non ha saputo portare una novità nella complessità delle professioni sociali emergenti? La ritengo realmente una figura professionale ibrida, ancorata al modello formativo di 10 anni fa, che vede il suo lavoro attuato da figure non direttamente collegate alle assistenti sociali? Quello che più mi ha affascinato è stato lo scoprire alcune delle potenzialità del sito internet come mezzo di comunicazione interattivo.
Per arrivare in ritardo al primo ASit raduno ho però la colpa di essermela presa comoda, con troppa tranquillità. Quando vi ho trovato attorno al tavolo il pomeriggio di sabato già avevo alle spalle un viaggio ferroviario da Terontola con locomotore mal funzionante, una serie di commissioni romane sbrigate, la visita all’albergo che Stefano (l’amico) mi ha offerto, un pranzetto. Mi siete piaciuti subito.
Mi sono subito sentito vicino a voi. Mi avete fatto tornare un po’ col pensiero al «coordinamento dei duss» di alcuni anni fa. Eravate la bellezza circondata dalla precarietà. Una freschezza in una sede ben posizionata, la novità in una biblioteca impolverata sul fondo di un corridoio squallido. L’iscrizione all’albo, la stesura del codice deontologico, la certificazione di qualità, mai potranno darmi quella sicurezza di chi può permettersi di offrire gratis una sede per finalità formative.
Quanto al riconoscer le persone poi, per me che di ASit ne aveva solo sentito parlare, non aveva gran senso. Tranne Ombretta, Daniele, Vittorio e Yure tutti eravate dei perfetti sconosciuti. Non avevo con me fascinazioni lontane da far conciliare con la realtà, avevo solo la certezza che se il servizio sociale su internet ci aveva riuniti li, in 15 su 600 di cui non ci sono dati, non poteva che accadere qualcosa di carino.
Dell’evolversi delle riunioni in tanti bei momenti conviviali Maurizio ha fatto una sintesi felicissima su cui veramente non saprei che aggiungere. In risposta a Fiore però, il cui invito a scrivere è già una bella cronaca, desidero farvi avere un mio piccolissimo resoconto della partenza, come haiku più lungo di un thanka che incanta:
Nel cielo di Roma,
Poul non canta ancora
e son felice lo stesso
Anche se mi tocca partire,
lasciare nuovi amici
fino alla prossima
ASit come Beatles
tra 40 anni ancora in giro
starà
Dipinte in tecniche batik
le relazioni intessute
si vedranno?
Virtuali e reali fruste
di coda alla vaccinara
tratterremo?
Guardo il lato brutto
del supplemento rapido,
mi allontanano
Presto riceverò e-mail
di persone care
a KB come chili
Vi voglio bene
Francesco
Quel sabato mattina ero un po' in ansia.
A che ora avevano detto? E dove sarà la fantomatica ragazza che dovrò ospitare? Dopo pochi minuti mi telefona proprio lei, Alessia; è già lì, ma non c'è nessun altro ancora. Caspita, sono ancora in pigiama!
Arrivo trafelata e scorgo un gruppetto al bar dell'EISS; si presentano e dai nomi che ascolto mi tornano in mente i cognomi o i nomignoli che usano su Asit, finalmente vedo il volto dei miei amici virtuali, è bellissimo attribuire a quei volti le tante mail storiche che leggo da anni.
Questo vispo ragazzetto colorato è Vittorio? L'uomo anziano barbuto che scrive così pacatamente su Asit? Non può essere, mi aspettavo un vecchietto saggio, dov'è? E questo Fiore chi è? Non ricordo il suo nome tra quelli di Asit, forse è uno di quelli come me, che non scrivono ma osservano tutto...
Cominciano i lavori; incredibilmente a 33 anni riesco ad intervenire in un gruppo e a dire la mia! Mi sono sbloccata, vuol dire che c'è davvero una bella atmosfera.
E seguono momenti di approfondimento, di scambi di sensazioni, risate, senso della professione, Internet e noi, passeggiate, nuovi incontri, mangiate alla "romana", allegria e vino, turismo assolato, fotografie...affetto.
In linea con l'atmosfera goliardica, mi sbilancio e vi dedico un rima concatenata.
Il primo che ho fissato nella mente
è un giovane già saggio ma curioso,
Vittorio, colorato e divertente
di fatto un tipo molto generoso!
Yure mi è apparsa all'improvviso
l'ubertosa bellezza ci ha donato,
con l'armonia che emerge dal suo viso
ed una dose di ottimismo innato!
Che dire di Maurizio il nostro Apino?
è stato allegro, vispo e divertente,
giocherellone simile a un bambino
ma poi profondo come poca gente.
Il nome ricordava a me una strega,
ma una strega certo lei non era
felice vien dal sud e non lo nega
Carmela, dolce come primavera.
Daniele è indubbiamente il più gentile
è sorridente, a volte pensieroso,
con entusiasmo e idee di un certo stile
un tipo dal talento portentoso.
Alessia e il suo durevole stupore
colpita da sorpresa smisurata
lei ci rallegra con il suo fervore
pe' Roma e i rigatoni co' a pajata!
Forse un bel nome non è mai casuale
il fascino di Fiore è sì evidente
è stato un Cicerone eccezionale
e il suo entusiasmo resta nella mente.
Non posso non citare a onor del vero
Susanna che è ammaliante ed anche altera
mi sembra come avvolta di mistero
quel che si dice una "donna vera"!
Francesco sembra un po' Frate Indovino,
non parla molto ma è un poeta nato,
pacato assai bonario, è un Perugino
lo ascolterei per ore senza fiato.
Più giovane di tutta la brigata,
lei non somiglia a me ma il nome è uguale,
caotica ma assai determinata,
si firma "Silvia Io", che idea geniale!
Ed ecco a voi la nostra Lady Ombretta,
io la definirei: la mente e il cuore
sa fare tutto anche se è di fretta,
tenace, schietta e di gran valore.
E per finire questa carrellata
cos'altro dire senza alcun timore?
che sono io davvero fortunata
se ho conosciuto voi: grazie di cuore!
Silvia C.

L'AsitRaduno, il primo della storia, si è quindi realizzato.
E' finalmente successo quanto ho sperato in questi anni di webmasteraggio.
Ed io non c'ero.
Non c'ero perché nella vita non sempre si può fare quello che si vuole, perché ci sono scelte sbagliate, perché perché… perché è andata cosi'.
Ed ora mi passano sott'occhio, una dopo l'altra, le foto di quel week end e le riflessioni, perfino le poesie nate da quell'incontro a metà tra il professionale ed il raduno tra vecchi compagni di scuola.
Ingrandisco con il mouse ogni pixel di quelle immagini: questo è Vittorio, lo riconosco, Maurizio (avrà portato anche la palla ovale?)... e questa, sarà Yure? Questa è di sicuro Ombretta….
Vado per esclusione, ci sono quei quattro o cinque nomi che colloco a casaccio, facendo uno strano gioco di accoppiamento fra fisionomia e nome: a questa starebbe bene il nome di Chiara, a questo di Jack lo Squartatore. Toh, c'è anche Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo!!!
Mi sorprendo nel vedere che si è parlato anche di me, in quei due giorni, addirittura e' stato tracciato un profilo di quello che sembro da dietro i monitor di tanti amici asittiani:
Istituzionale. Severo come un padre severo. Lontano ma presente. Controlla sempre senza mai dire bravo. Discreto. Corpulento e barbuto. Un po' orso tibetano e un po' uomo di mezza età. Grassoccio con la barba. Sornione e schivo. Sguardo buono. Non molto alto. Rotondo. Paterno. Estroverso. Alto. Sulla quarantina. Serio. Con la barba nera. Un armadio. Massiccio (apre la giacca e sembra un'anta di un armadio che si apre). Pacato. Calmo. Cicciotto. Vecchiotto. Un babbo simpatico. Serio. Brontolone. Alto. Magro. Piacevole. Bell'uomo. Il guru irraggiungibile. Topo da computer, occhialuto, emaciato da questo lavoro. Pacato. Tranquillo, piacevole.
L'immagine che ne esce non è negativa, anzi, ma, e come potrebbe essere diversamente, non mi ci riconosco. Però è cosi' che mi vedono è questo quello che viene fuori dai miei scritti, dai miei interventi, dalle cose che faccio come webmaster.
Intanto la barba: l'ho tenuta per vent'anni ma sono almeno tre che la taglio regolarmente, dopo i quaranta invecchia troppo… tutto sommato ne vengo fuori come un papà attempato, normativo, non molto alla mano, almeno questo io vedo come sintesi del profilo. Comunque molto distaccato e da questo punto di vista credo che abbia influito anche la mia scelta di non partecipare al raduno.
Riguardo le foto e mi rileggo le pagine scritte. Cerco di immaginarmi fra di voi, vi ho lasciati soli, che padre sono??
Ci saranno altre occasioni, dovranno esserci e non potro' mancare e, lo prometto fin da ora, non mancherò più'.
Solo uno è, in attesa di quel giorno, l'interrogativo che mi assilla e che voglio gridare al mondo: "A Mauri', e farsi un corso di fotografia??"
Eccomi qui, sono passate quasi tre settimane dal primo raduno di ASit e un po' alla volta stanno iniziando a uscire i contenuti di queste due giornate.
Il nostro paterno web master si è prodigato ed attivato per riuscire a pubblicare al più presto gli "atti virtuali". In realtà basta andare a leggere i contenuti dei singoli post-it appiccicati allo schermo per capire che non si tratta proprio di atti ma piuttosto di "matti" che per due giorni si sono incontrati, abbracciati, conosciuti, confrontati e (lo dico piano e sottovoce)… innamorati!
Non lo so, ma in questo momento e a distanza di così tanti giorni, non trovo altri termini per presentare l'esperienza e per trasmettere appieno la passione che si è respirata al raduno.
Ma proviamo a fare un po' di cronaca, per poter poi fare altre considerazioni sparse sul tema.
Le presenze
Al raduno complessivamente si sono viste 15 persone di cui 3 hanno partecipato per non più di due ore, ma che hanno voluto ugualmente prendere parte all'evento. Delle 15 persone 13 sono assistenti sociali, 1 assistente domiciliare, 1 studente. Dei 13 assistenti sociali alcuni non fanno l'assistente sociale ma altro (operatore domiciliare, psicologo, funzionario comunale) e i più giovani non hanno il classico impiego da dipendente pubblico (a tempo indeterminato) e può essere che lavorino in situazioni un po' particolari (co.co.co., in cooperative, contratto di formazione lavoro, all'interno di progetti specifici…). Qualcuno dei meno giovani invece ormai può vantare esperienze e posizioni molto più "in vista" (docenze, collaborazioni con università, libero professionista…).
Le provenienze regionali erano le seguenti:
| Lazio | |
| Puglia | |
| Veneto | |
| Sardegna e Piemonte (due in uno, ebbene sì avevamo anche questo!) | |
| Calabria | |
| Abruzzo | |
| Lombardia | |
| Umbria | |
| Liguria |
Davvero un raduno nazionale, non c'è dubbio… anzi, se si aggiunge che Yure non è italiana, si potrebbe - esagerando un po' - dire che si è trattato di un incontro persino internazionale… ma francamente questo aspetto non conta poi così tanto. Una cosa molto più interessante è lo spirito che ha spinto 15 persone ad incontrarsi assieme, a dedicare due o tre giorni della propria vita per ritrovarsi con delle persone conosciute in una mailing list professionale. La motivazione all'incontro era davvero forte e questo ha facilitato davvero le cose, per cui ci si è trovati in sintonia rispetto alla giornata, pur non avendo una "scaletta" dei temi da affrontare non ci si è persi o dilungati su questioni futili… è stata un'esperienza forte anche dal punto di vista dei contenuti, quindi! Si è partiti ciascuno dalla propria esperienza e personale percezione di ASit e dello strumento "internet" per l'assistente sociale.
Abbiamo subito scoperto che al raduno c'era sia chi è più attivo ed impegnato in ASit o nel sito (alcuni membri della redazione, altri molto attivi nel partecipare alle discussioni), sia la parte "silenziosa" che raramente (e in alcuni casi anche mai) interviene nelle discussioni in lista. Una bella scoperta davvero per me è stata proprio questa parte "silenziosa", che non è per nulla passiva o indifferente a quanto appare in ASit, ma anzi legge tutto con attenzione, cataloga, raccoglie ed anche - mi ha davvero sorpreso! - fotocopia e distribuisce a colleghi che non sono iscritti ad ASit. Una bella scoperta davvero, un modo, ritengo, di fare e diffondere parte della "cultura professionale" che ASit produce.
Tutta gente che ha a cuore la propria professione, si interroga su quanto fa con passione ed ha voglia di confrontarsi con altri proprio per migliorare sempre di più. E tutti allo stesso livello attorno allo stesso tavolo: c'erano esperienze, storie ed orientamenti diversificati tra loro, ma tutti accomunati dal desiderio di poter costruire qualcosa assieme. C'era una trasversalità quindi rispetto ad appartenenze, ruoli e posizioni anche all'interno del nostro piccolo e confuso mondo professionale. E la ricchezza era proprio nelle diversità, che c'erano ma non si percepivano… il raduno era proprio come l'avevo sognato!
ASit od ASìt, asitiani oppure asittiani?
La realtà, si sa, è diversa dal mondo virtuale, ma quando la realtà entra nel mondo virtuale o il mondo virtuale sconfina nella realtà cosa può accadere? Accade che ci si confronta davvero con l'altro per come è e si riescono a capire di più le interpretazioni e letture che l'altro fa di cose che io magari intendevo in un altro modo… dalle cose più semplici, tipo appunto decidere come si pronuncia quella cosa che tutti noi vediamo scritta "A - S - i - t"? l'accento va sulla "a" o sulla "i" come si direbbe qui nel Veneto? E le persone che frequentano ASit, come si chiamano? Con sorpresa in questi giorni ho osservato la nascita di una nuova parola… anzi di due: "asitiani" ed "asittiani"… forse la differenza è ancora legata agli accenti…
Ma da questo giochino, si può capire la differente e soggettiva percezione di ciascuno su quanto in ASit appare… ecco anche la necessità a volte di chiarire meglio i termini e le questioni sì, ma anche di lasciarsi prendere dal gioco e allentare un po' le proprie difese, per scoprire poi la ricchezza che il sereno confronto può portare. Il linguaggio di internet è diverso da quello cui si è abituati, vi sono le netiquette e gli emoticon per esempio, ma non tutti sanno usarli al 100% e se li usano forse altri non li sanno interpretare con lo stesso significato che volevano avere… uno magari usa il MAIUSCOLO perché ci vede male ed un altro pensa (come la netiquette prevedrebbe) che si stia urlando… uno scrive alla sera stanco e stressato dal lavoro ed un altro lo legge al mattino della domenica… i contesti e le predisposizioni sono differenti, ma queste si trasmettono molto meno per e-mail.
Bene, ci siamo arrivati: le "emozioni". Le emozioni vengono un po' falsate od annullate dallo schermo del nostro computer, ma di emozioni ne sentiamo davvero un grande bisogno! Ecco forse perché il raduno è stato così ricco e pervaso di affettività e passione: avevamo tutti degli arretrati da recuperare! :-)
Anziano professore o simpatico studente?
Queste, volendo un po' riassumere, le due rappresentazioni di me presenti nell'immaginario degli asitiani… curioso davvero! Ma ripensandoci mi viene voglia di buttare giù un paio di commenti su questa cosa. E quello che ho notato è come le persone più "mature" mi identificavano tendenzialmente più come un simpatico e timido giovincello con tanta voglia di fare, mentre i colleghi più giovani mi vedevano già adulto e preparato… addirittura docente universitario! Curioso davvero, in fin dei conti come ciascuno mi dipingesse come diverso e lontano da sé… che sia un momento di lento passaggio da una descrizione all'altra?
Ovvero: gli asitiani VISTI dagli (altri) asitiani ovvero: come ci si immaginava prima di incontrarsi di persona
Maurizio Cartolano
Serioso. Precisino. Formale. Coi baffi. Più sui 60 che sui 50. Col tempo la sua immagine si è confusa con Exxxx. (rompiscatole giuridico).Trentenne. Alto. Bello. Noioso. Simile a Uxx.. Richiamo a fronti rigidi. Riferimento giuridico importante. Ragazzo giovane. Paffutello. Sedentario. Pingue. Calvo. Grassoccio. Più grande e serioso. Più sedentario. Meno peloso. Dinamico. Attivo. Preciso. Quarantenne morettiano. Basso. Sulla quarantina. Simpatico. Occhiali. Cicciotto. Pignolo. Serio. Secchione. Basso. Panciuto. Pochi capelli. Formalissimo. Con la camicia. 30 anni circa. Alto. Bello.
Daniele Sandri Boriani
Sui 30 anni. Con gli occhiali. Serio. Introverso. 45/50 anni. Basso. Capelli ricci. Nobile. Giovane e moderno incline a porsi come don Antonio Bello vescovo di Molfetta. Attento. Puntuale. Più basso. Capelli ricci neri. Più vecchio. Faccia da secchione, tutta diversa da quella che ha. Occhiali. Sensibile. Scic. Acuto. Profondo. Vicino al mio modo di pensare. Affascinante. Caratteri colorati per scrivere. Assistente sociale di mezz'età rompicoglioni, sputasentenze nel periodo pre-africa. Ispirava prudenza. Poi più presente, più vicino affettivamente. Lord. Pretenzioso. Saccente. Aristocratico. Capace di spingere a schierarsi. Più anziano. Più grosso. Più robusto. Look professorale. Più ansioso nel parlare. Molto sudato.
Vittorio Zanon
Fresco. Giovane. Simile a come è. Molto timido. Più alto. Rivelazione di un tipo sempre più determinato e assertivo nell'esporsi. Studente con un linguaggio attivo. Legato ad un gruppo di studenti. Confuso con una persona anziana. Visto in una doppia immagine. Giovane. Dinamico. Attivo. Non cattolico. Anziano signore. Alto. Barba scura. Sguardo saggio e pacato. Più anziano. Non vestito così ma con un vestito formale. Molto disponibile. Molto sereno. Dolce. Metodico. Precisino. Timidino. Più grande. Persona preparata. Simpatico. Visto in più fasi: prima 50 anni circa, capelli bianchi, barba,aria da docente universitario, giacca e cravatta, 24 ore. Poi sembrava più rumoroso. Molto curioso. Molto più adulto. Adesso: pischellone in pigiama.
Yure Truillo Perez
Bruna. Giovane. Impulsiva. Morissima. Scura di carnagione. Molto sorridente. Più piccola. Ragazza giovane, molto carina, "casinara", estroversa, chiacchierona, spiritosa. Forse temibile per l'eccesso di chiacchiera. Bel ragazzo sudamericano. Ondivaga presenza: a volte troppa o troppo poca. Fresca e nuova con idee diverse. Qualche volta toglie il fiato. Simpatica monella. Chissà che assistente sociale sarà? Più alta. Più magra. Solare. Molto sociale. Molto convinta delle scelte. Appassionata, con un futuro di studi continuo. Uomo. Assistente sociale del Venezuela o del Brasile. Entrato in lista per uno scambio di esperienze. Piccolina. Energica. Look particolare. Capelli corti. Simpatica. Aperta. Curiosa. Solare. Magrolina. Mora. Molto coinvolta emotivamente.
Ombretta Okely
Bella signora milanese tipo Ombretta Colli da giovane. Signora di mezza età mora, magretta, piccolina, viso dolce e simpatico. Saggia e pacata nei toni. Immaginavo che parlasse come in effetti parla. Magretta. Intraprendente. Disponibile. Cinquantenne. Bionda mesciata, più giovane, fatale. Sognatrice. Radicata. Concreta. Magra. Bruna. Occhiali. Capelli ricci. Con gli occhiali. Fisicamente così com'è. Minuta. Poco più di 40 anni. Fisicamente così com'è. Intellettuale. Acuta. Fantasia certa. Sensibilità. Materna. Giovane e fresca. Puntuale. Professionale. Tipo Joni Mitchell. Sui 30/35 anni. Capace di intervenire al momento giusto con la frase giusta. Simpatica e preparata. Seria ma non seriosa. Più giovane. Eclettica. Motivata. Scattante al verde del semaforo. Approccio efficientista rispetto alle istituzioni. Sicurezza. L'assistente sociale che non esiste ma che esiste.
Mario Abrate
Istituzionale. Severo come un padre severo. Lontano ma presente. Controlla sempre senza mai dire bravo. Discreto. Corpulento e barbuto. Un po' orso tibetano e un po' uomo di mezza età. Grassoccio con la barba. Sornione e schivo. Sguardo buono. Non molto alto. Rotondo. Paterno. Estroverso. Alto. Sulla quarantina. Serio. Con la barba nera. Un armadio. Massiccio (apre la giacca e sembra un'anta di un armadio che si apre). Pacato. Calmo. Cicciotto. Vecchiotto. Un babbo simpatico. Serio. Brontolone. Alto. Magro. Piacevole. Bell'uomo. Il guru irraggiungibile. Topo da computer, occhialuto, emaciato da questo lavoro. Pacato. Tranquillo, piacevole.
Carmela Nucera
Più seria. Con la crocchia. Settecentenne strega di Benevento. Bruna
Pomeriggio di domenica che per i non romani è stato un surplus di sensazioni ed emozioni: un pranzo delizioso in una trattoria di Testaccio; un caffé sulla Terrazza mozzafiato di Palazzo Caffarelli (che neanche Silvia C. romana aveva mai visto!), una visita veloce ai Musei Capitolini nelle sale e nei sotterranei approfittando della settimana gratuita nei Musei; l'Ara Coeli, la passeggiata sulla sommità del Campidoglio dove Susanna cercava disperatamente la statua d'amore della "Finestra di fronte"; l'affacciata sui Fori dove abbiamo lanciato "monete all'aria" sui capitelli per Alessia che non aveva il tempo di andare a Fontana di Trevi... il tutto coinvolgendo gli ospiti di Alessia e un amico di Francesco: eravamo un gruppo ubriaco di sole, di vino, di gioia, che ondeggiava nel caldo pomeriggio di Roma sfruttando ogni più piccolo attimo prima del ritorno a casa dopo due giorni di "intimità..."
Credo che tutto questo abbia giocato nel profondo, dando alle persone la felicità di aver fatto una cosa giusta nello scegliere al buio di venire al buio... e che ha dato spunto ad un assente - Domenico (che sinceramente non so chi sia) - di allargare a modo suo quella che sta diventando "la poetica" del raduno...
la cronaca che non si ferma a quello scatenamento di foto di gruppo con volti felici nell'asfalto torrido di via Colossi alle ore tredici di domenica prima degli abbracci e degli addii!
di Domenico (che non c'era)
"il sapore di sandalo inebriava il sentiero ciottoloso, nonostante nel cielo si assembravano lotti di imbardesh
che quasi coprivano il sole,
mentre i suoi dardi colpivano senza pietà le lunghe braccia del viandante
dagli occhi del colore dell'ametista,
forza destriero, corri sulle ali del tempo,
presto fà presto, prima che la leggenda passi e a noi non basterà bere dalla
Fonte Asittiana, troppo fredda e lontana,
corri verso i Bastioni di Gilgam-Eiss, all'interno dei Muri Capitolini,
laggiù ci attendono regine, elfi, monaci, uomini della stirpe di Ahsh,
lambisci la terra sotto il peso del desiderio ...
ma i miei occhi sono tesi, come quando si avvicina il dubbio,
le orecchie non ascoltano più i pensieri,
vanno verso questi sibili,
le voci del Custode dell'Amore si insediano
cercano spazio
e là, vicino all'Oasi Mater si ode un canto
sono le Donne ad accompagnare gli Eredi con l'Arpa,
il loro canto é come quello delle sirene,
che devo fare, o saggio Consigliere dell'Anima,
calpestare il luoghi delle fate ignoranti, gettare monete nel vento,
giocare con le risate le matite e il vino
o rimanere saldato alla terra delle mie origini,
convertire il mio cavallo verso il Tempo dell'Adesso
dentro le Mura della Promessa Eterna di Amore Infinito?
distante venti braccia vedo spegnersi la Vita degli Eredi con l'Arpa,
i loro occhi vedono e implorano, siamo piccoli, troppo piccoli ...
non scagliarci lontano come frecce ... non adesso
visita la nostra vigna ancora acerba ... per renderci forti nel tempo ...
niente ricette di vita o regali di pensieri e certezze e dubbi e sogni e
immaginazioni, pensava il viandante dalle lunghe braccia nere e dagli occhi
del color dell'ametista, mentre lasciava il sentiero ciottoloso dal profumo
di sandalo,
per lui solo giostre e zuccheri filati ..."
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