SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Nel processo d’aiuto la relazione e l’atteggiamento che l’assistente sociale instaura con l’utente ne rappresentano un punto focale. Il candidato sviluppi gli aspetti propri della relazione e dell’atteggiamento professionale.
2)Il processo di aiuto nel servizio sociale: aspetti valoriali, metodologici, relazionali ed operativi. Immaginando un promo incontro con un cliente/utente, e magari esemplificando a titolo strumentale, si illustrino tali aspetti sviluppando un proprio ragionamento per spiegare come e perché essi debbano essere coniugati tra loro in un corretto esercizio professionale. In altre parole, si evidenzi la necessaria congruenza tra i valori, i principi e gli obiettivi del servizio sociale e le scelte operative (di modelli, metodi, tecniche e strumenti) dell’assistente sociale.
3)L’autonomia delle persone nel servizio sociale è insieme valore e fine fondamentale. Essa è contemplata sia nel riconoscimento del diritto all’autodeterminazione, che indica costantemente la traiettoria degli interventi operativi, sia nell’aspirazione a indurre cambiamento e responsabilità, che richiede azioni non meramente assistenziali. Si espongano le proprie riflessioni su tale apparente paradosso, facendo anche riferimento alle funzioni “curativo-riparativa” e “preventivo-promozionale” del servizio sociale e agli aspetti ad esse correlati.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Nel corso del tempo il tema delle politiche sociali si è evoluto nei contenuti e significati e ha via via assunto rilievo fondamentale nell’ambito del diritto pubblico, sia in quanto riferito ai così detti diritti sociali in continua espansione, sia in quanto rappresenta una parte consistente dell’agire della pubblica amministrazione. Dalle primordiali e aleatorie forme di beneficienza, agli interventi di contenimento e controllo del malessere sociale, all’affermarsi dei così detti diritti di cittadinanza, i principi ideali ispiratori delle politiche sociali si sono faticosamente trasformati, nel corso talora discontinuo della civilizzazione, il cui processo non è mai scevro da insidie. In una carrellata, possibilmente agile, si illustrino e commentino i principi che hanno maggiormente caratterizzato le diverse forme storiche di politica sociale fino ad oggi.
2) Si prospetti un’ipotesi di piano di organizzazione per la gestione integrata di un servizio sociale, motivando e illustrando le relative opzioni.
3) Dopo averne illustrato le caratteristiche, si commenti il vigente sistema dei servizi alla persona nelle sue luci ed ombre, se ne prefigurino eventuali aspetti di realizzabilità e di critica.
PROVA PRATICA
1) Sara è una bambina di 8 anni che, a causa del prolungarsi delle turbolenze familiari provocate dai suoi genitori in continuo conflitto, da qualche mese è stata accolta in regime di affidamento familiare per il periodo di un anno, presso un’altra famiglia e qui sperimenta una quotidianità emotivamente più tranquilla e materialmente più confortevole. Nell’ambito dell’attuazione del progetto di aiuto (che contempla –come noto- la parte contrattuale) e specificamente in occasione di una visita domiciliare alla famiglia d’origine, lei in quanto assistente sociale riceve le lamentele di Sara riguardanti difficoltà di rapporti con la bambina e con la famiglia affidataria, tali da crearle angoscia e paura di un allontanamento affettivo della figlia da lei. La donna si dichiara cosciente delle pregresse responsabilità sue e del marito (attualmente in carcere) e promette una vita più ordinata, nonostante il disagio economico, tuttavia protesta per il comportamento della famiglia affidataria che sente sottilmente denigratorio nei suoi confronti (a tal sostegno riferisce di episodi a suo giudizio sospetti) e perciò pericoloso per la stabilità affettiva della bambina. Esponga considerazioni illustrative e metodologiche della fattispecie proposta e tracci qualche ipotesi operativa per la specifica questione nella situazione prospettata.
2) Il Telefono Blu, l’organizzazione locale corrispondente al più noto “Telefono Azzurro”, segnala a lei, in quanto operatore di ente pubblico, il caso di tre minori, residenti nella sua città, in temuta situazione o pericolo di violenza e abuso in ambito familiare o parafamilliare. Viene riferito dal segnalante di una telefonata ricevuta da una bambina che, con voce angosciata e seppure in modo stentato, avrebbe chiesto aiuto per sé e i suoi due fratellini più piccoli, perché “a casa sua qualche volta il fidanzato della mamma si comporta in modo brutto, non solo con la mamma ma anche con loro”. La bimba avrebbe spiegato di aver conosciuto il Numero del Telefono Blu a Scuola, ma avrebbe anche implorato di non rivolgersi alle maestre; infine, tuttavia, avrebbe sia dichiarato il suo nome che dato sufficienti indicazioni della sua abitazione. Dopo preliminari riflessioni, soprattutto con riferimento ai diritti soggettivi delle persone coinvolte, provi a tracciare un’ipotesi di approccio strategico al “caso”.
3) Luisa, un’insegnante di quarant’anni, sposata con due figli, si rivolge al centro sociale territoriale del comune per chiedere aiuto relativamente a problemi di gestione dei propri genitori molto anziani. Il padre presenta una malattia grave, degenerativa ed invalidante, mentre la madre da qualche tempo non riesce più a gestire autonomamente il problema. Da sei mesi Luisa ha accolto con gravi difficoltà sia organizzative che relazionali i genitori nella sua abitazione. La signora appare disorientata e chiede sostegno. In sede di colloquio si concorda un progetto di assistenza integrata. Il candidato segnali se ed in quale direzione intende approfondire la raccolta di informazioni e provi ad individuare le fondamentali istruzione da dare all’operatore socio-sanitario e l’illustrazione del Progetti di aiuto.
4) Immagini di essere preposto al Servizio di Segretariato Sociale di un Comune di media entità, dove sia presente un discreto indice di immigrazione extracomunitaria. Si presenta a lei una giovane signora, dall’aspetto un po’ dimesso e smunto in evidente stati di gravidanza, accompagnata da due figli piccoli di cui uno ancora in braccio. La signora chiede aiuto economico, oppure una casa più adeguata, oppure un lavoro mentre intercala confusi riferimenti al compagno, padre dei suoi figli, un cittadino nordafricano. Provi a tratteggiare il suo approccio nell’accoglienza dell’utente e nella conduzione del colloquio.
5) La sig.ra Anna, casalinga sposata da 12 anni col sig. Michele meccanico, madre di due figli in età scolare, le chiede aiuto per indurre suo marito ad abbandonare il vizio del gioco alle slot machines, di cui sarebbe ormai dipendente da qualche anno, depauperando il già fragile bilancio domestico e stravolgendo in negativo il menage familiare. La signora si presenta tanto disperata da dirsi disposta a separarsi da lui se non inizierà realmente a disintossicarsi senza più menzogne, e affrontare le conseguenti difficoltà di provvedere da sola ai bisogni della famiglia. ratteggi una possibile conduzione del colloquio ponendo in evidenza un’ipotesi di proposta operativa alla signora.
6) Il signor Mario e la moglie si rivolgono all’assistente sociale di zona poiché la sorella di lui ha problemi di alcolismo trascurato. Chiedono aiuto al servizio sociale per la tutela del minore. Il candidato indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Illustri inoltre, un eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Nell’ambito delle politiche sociali è sempre più diffusa la progettazione micro e macro. Si esprimano considerazioni critiche intorno a tale pratica e si argomenti sulle sue caratteristiche peculiari, rispetto ad altri ambiti, nonché sugli approcci e modelli.
2. Il controllo di gestione (supervisione) e la valutazione nei servizi rientrano fra i momenti fondamentali per realizzare azioni corrette nei servizi sociosanitari. Se ne illustrino i principali approcci. Tecniche e nodi problematici.
3. Nell’ambito del lavoro sul territorio, la ricerca-intervento può rappresentare un utile strumento professionale per agevolare l’interlocuzione e la riflessione nella dialettica fra il livello delle risorse e della organizzazione dell’offerta e il livello dei bisogni e della espressione della domanda. Si espongano i caratteri di questo tipo di ricerca con possibili analisi critiche, come ad esempio facendo riferimento al problema del mandato sociale spesso slegato dall’organizzazione del servizio.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) L’assessorato alle politiche sociali del Comune di una piccola città, recentemente interessata da un discreto afflusso immigratorio, avendo consultato lo staff di servizio sociale, decide di aprire uno Sportello di segretariato sociale specifico al tema, con un duplice obiettivo immediato: a) conoscenza del fenomeno e delle problematiche; b) orientamento e sostegno di prima accoglienza; e con un obiettivo mediato: predisporre un appropriato piano di interventi e servizi. Allo scopo incarica il Servizio sociale di presentare un Progetto per l’implementazione dello Sportello. Si proponga un disegno per un tale Progetto corredandolo, se si vuole, di commenti.
2) In una scuola media inferiore accadono frequenti episodi di bullismo tra gli alunni, e il preside fa ricorso, ad ogni emergenza, all’assistente sociale del Consultorio familiare di zona. In occasione di un ennesimo episodio i due operatori concordano sulla necessità di operare in modo preventivo e l’assistente sociale accetta di preparare una bozza di Progetto di intervento integrato da discutere e definire tra Scuola, Consultorio ed eventuali altri Attori ritenuti da coinvolgere. Si proponga e si illustri un tale Progetto.
3) Il “Centro Antiviolenza sulle Donne” della città propone al Servizio sociale del territorio di avviare un’alleanza non episodica per combattere il fenomeno dei maltrattamenti familiari a carico di donne e bambini. Si ipotizzi un Piano di accordi per la gestione in rete di azioni e interventi.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1. La dignità della persona umana quale valore primario e matrice essenziale del Servizio Sociale. Porre in rilievo, anche con riferimenti teorici ed esempi, come il Servizio Sociale ricerchi modelli, sviluppi metodi e tecniche e appronti strumenti finalizzati a tale valore.
2. Il valore del territorio nel Servizio Sociale quale punto di riferimento essenziale per i singoli e per le comunità.
3. Dal concetto di bisogno al concetto di domanda: si descriva il processo di aiuto in quanto tipo di risposta proposta dal Servizio Sociale, descrivendone caratteri, tempi e strumenti e argomentandoli anche in riferimento agli obbiettivi di fondo del Servizio Sociale nella sua ottica trifocale (persona-comunità-istituzioni).
SECONDA PROVA SCRITTA
1. Il servizio sociale e le politiche sociali: elementi di interazione. Come la professione di assistente sociale si colloca nel sistema organizzato dei servizi, nel rispetto del mandato sociale e del mandato istituzionale.
2. Decentramento, sussidiarietà, solidarietà e partecipazione sono concetti ricorrenti nelle azioni di politica sociale. Il candidato illustri le loro possibili traduzioni operative con particolare attenzione alla progettazione e alla valutazione.
3. Dal welfare state al welfare mix, dal centralismo al decentramento. Quali opportunità e quali incertezze nell’attuale scenario del sistema dei servizi alla persona.
PROVA PRATICA
1. All’assistente sociale di un Comune di medie dimensioni (20.000 abitanti) si presenta una signora di circa settanta anni, vedova, segnalando la necessità di intervenire a favore della figlia di quaranta anni con un grave ritardo mentale, sempre seguita dalla madre, mai giunta ai servizi sociali. Il Candidato descriva i possibili interventi.
2. All’Assistente Sociale del Comune si rivolge una giovane donna pesantemente maltrattata in famiglia. Più volte si è rivolta al consultorio familiare, a suo dire senza esiti di grande rilievo; quali sono le possibilità di intervento alternative per l’assistente sociale.
3. All’assistente sociale del Comune si rivolge una giovane donna non coniugata e madre di una minore di 5 anni, affetta da grave handicap psico-fisico. La donna svolge lavori precari che rendono insufficiente il proprio reddito. Il Candidato elabori un piano di intervento.
4. I nonni materni di Lucia, una bambina di 4 anni, si sono occupati della nipote sin dalla nascita, con lunghi periodi di convivenza, in quanto i genitori, per la loro giovane età e per difficoltà personali, non riuscivano a seguire in modo adeguato la figlia. A seguito di un reato commesso dal padre, emerge la situazione della minore e i servizi della ASL ritengono opportuno un affidamento. I nonni chiedono che siano loro ad occuparsi della minore. Indichi il Candidato le modalità di intervento dell’Assistente Sociale.
5. Jasmine ha 38 anni e vive in un alloggio popolare, ha tre figli da diverse relazioni. Il maggiore è sposato e vive per conto proprio; gli altri, rispettivamente di 11 e 15 anni, vivono con lei. La donna è dedita all'alcol e non svolge alcuna attività lavorativa. Il figlio di 15 anni non ha conseguito la licenza media e il più piccolo è stato segnalato dalla scuola per uno svantaggio sociale significativo. La condizione della donna non facilita un adeguato impegno educativo della stessa nei confronti dei figli che vivono sulla strada, sono molto trascurati e non conoscono regole. Il Candidato indichi gli interventi attivabili dall’Assistente Sociale nel percorso di aiuto e sostegno alla famiglia.
6. L’insegnante della scuola dell’obbligo segnala la situazione di un alunno di anni otto che presenta un ritardo nell’apprendimento, problemi di socializzazione e manifesta comportamenti aggressivi nei confronti dei compagni. Nella segnalazione si evidenzia il rifiuto del minore nei confronti della maestra che viene definita dal bambino “cattiva”. La richiesta di aiuto è stata sottoscritta dai genitori. Il Candidato valuti la situazione del minore e della famiglia nell’ottica di un lavoro interdisciplinare e integrato. Ipotizzi un progetto di intervento.
7. I familiari di Alice, 15 anni, orfana di padre dall’età di 3 anni, si rivolgono all’assistente sociale del comune per una richiesta di aiuto. Alice vive con la madre ed il suo secondo marito (che ha adottato la ragazza circa otto anni fa) e il fratellino di 5 anni. Ha interrotto il percorso scolastico per disagi nell’apprendimento. Manifesta difficoltà di relazione nei confronti dei familiari e insofferenza alle regole. Frequentemente “scappa” di casa o non rientra la sera. Il Candidato illustri un’ipotesi di lavoro.
8. Alcuni cittadini segnalano all’assistente sociale di un Comune la situazione di disagio vissuta da un anziano, non più autosufficiente che vive da solo. Il Candidato illustri la metodologia di lavoro nelle diverse ipotesi.
9. Immagini di condurre il primo colloquio, fissato per appuntamento, col signor Piero R. Il sig. Piero ha 76 anni, è di fine e fiero aspetto, per quanto inizialmente un po’ incerto nell’esporre la propria richiesta di aiuto; in seguito incoraggiato, si abbandona allo sfogo della sua angoscia affastellando con ansia vari momenti della sua vita per raccontare il suo disagio che ha origini lontane e una molteplicità di fattori. Durante il colloquio, opportunamente guidato, gradatamente si calma, e si enuclea: a) una situazione di difficoltà a gestire la degenza della moglie ormai non autosufficiente da anni; b) il peso dei propri sensi di colpa nei confronti di lei per averla trascurata durante la lunga cita matrimoniale a vantaggio del lavoro e dell’accumulazione di danaro; c) la difficoltà di rapporti sereni e collaborativi con i figli i quali, proprio in quanto da lui stesso iniziati al lavoro e al guadagno (nell’attività commerciale familiare) risultano degli adulti insensibili. La signora allettata riceve cure a domicilio per circa quattro ore giornaliere. Poche per il signor Piero che deve provvedere personalmente per le rimanenti ore ad accudire la moglie e non può permettersi ulteriori oneri finanziari data la svolta negativa delle sue condizioni economiche. Tracci i vari momenti del colloquio ipotizzato, descriva i suoi possibili comportamenti e interventi
nel condurlo, nonché i possibili piani di azione.
10. Immagini di essere preposto/a ad un servizio che eroga interventi economici integrativi del reddito. Nei tempi predefiniti di accoglimento degli utenti si presenta a lei una signore di circa 40 anni, di aspetto dimesso e atteggiamento impacciato, la quale le consegna la documentazione di rito munita del nulla osta di concessione del sussidio a cura degli uffici amministrativi. Dai documenti risulta che la donna è casalinga; il marito è operaio edile ma disoccupato da 2 anni; dei tre figli solo l’ultimo, di anni 14 frequenta la scuola nella 1° media inferiore, e gli altri due, si 16 e 20 anni, non hanno completato la scuola dell’obbligo e sono disoccupati. Prospetti, motivandola, la sua conseguente attività di accoglienza e trattamento del caso.
11. Immagini di operaie in un Servizio territoriale di base dove perviene la richiesta di un preside di scuola media a cui una ragazzina di 13 anni ha chiesto in lacrime di poter parlare con un’assistente sociale. In sede di colloquio con la ragazza lei rileva il seguente quadro della situazione:
− che i suoi genitori, non sposati, sono separati e in conflitto tra loro;
− che lei vive col padre presso l’anziana nonna paterna e uno zio, invalido per inabilità psichica, in una vecchia casa scomoda, malsana e dove le è impedita ogni riservatezza;
− che il padre è disoccupato, benché sia stato un buon elettricista e, da quando beve, si è trasformato in un padre irascibile fino ad impaurirla;
− che incontra la madre, ora unita con un altro uomo, clandestinamente a causa dei minacciosi divieti del padre, con la quale lei vorrebbe andare a vivere;
− che frequenta periodicamente e col favore del padre, la casa di una zia materna, sposata e con due figli, la quale tende a giustificare il padre e spesso parla male della madre.
Provi a descrivere il suo approccio al caso dal momento in cui riceve la segnalazione, al momento dell’incontro con la ragazza (che si presenta inizialmente titubante e circospetta) e al successivo dipanarsi del colloquio con lei. Prospetti la chiusura del colloquio e un’ipotesi di piano di intervento enucleando gli elementi fondamentali che lo determinano.
12. Immagini di lavorare presso un servizio che eroga prestazioni di assistenza domiciliare integrata e dover rispondere alla domanda di aiuto per il governo della casa e per l’assistenza diretta alla persona, formulata da un figlio di un anziano signore (il cui nome è Bruno) rimasto solo dopo la perdita della moglie e affetto da patologie che lo rendono parzialmente non autosufficiente. Lei deve predisporre l’inserimento di un operatore domiciliare e impostare il progetto di intervento
complessivo. Tracci gli elementi fondamentali del progetto tenuto conto della sua preliminare lettura della situazione e delle dinamiche familiari, così sintetizzabili: il signor Bruno (86 anni) è persona sensibile per quanto dal tono austero; pur cagionevole in salute ha una buona lucidità mentale; vive da solo in una casa grande e confortevole; ha un discreto livello di istruzione e gli piace leggere, ma la sua vista si stanca facilmente; gli piace conversare ma è riservato per le sue questioni private e discreto nei confronti di quelle altrui; denota pudore nel suo contegno personale; gli piace fare delle passeggiate; il signor Bruno ha avuto un buon matrimonio e tre figli (due femmine e un maschio), tutti sposati e con figli già grandi che vanno saltuariamente a fargli visita, ma ciascuno separatamente dagli altri; vi è una malcelata “guerra fredda” tra i figli (e parzialmente i nipoti) relativa alle rispettive responsabilità di accadimento del padre entri uno sfondo di rincorse ereditarie.
13. Nell’ambito del suo ipotetico settore operativo l’equipe di cui lei fa parte ha avviato un affidamento familiare di un bimbo di quattro anni, di nome Fabio, presso una coppia di coniugi (Anna e Gianni). Come previsto nel progetto di affido, che prevede, oltre all’aiuto alla famiglia d’origine, un’attività di accompagnamento della famiglia affidataria; lei esegue la prima visita domiciliare presso la stessa. Descriva i vari atti professionali inerenti tale intervento considerati i seguenti elementi significativi: i coniugi hanno un’età intorno ai 40 anni, sono sposati da 7 anni e non hanno figli. La signora è un’insegnante e il marito un affermato professionista. Vivono in una bella villa di periferia immersa nel verde di un giardino. Hanno fatto demanda di adozione di un bambino ed attendono da quasi due anni di essere esauditi; nel frattempo hanno espresso la loro disponibilità anche per l’affidamento; nella ”visita” lei viene accolto/a con molta cordialità. I coniugi si profondono in resoconti di eventi e situazioni quotidiane da quando Fabio è arrivato a casa (quasi un mese), nonché delle sue continue
trovate e dell’accoglienza ricevuta da parte di parenti e amici: tutto documentato da tante foto e filmini ed evidenziato dal tenore generale della casa e del giardino qua e là disseminati di giochi, presenti poi in abbondanza nella cameretta di Fabio; Fabio, durante la visita è iperattivo e frequentemente si introduce nel dialogo, alzando il tono di voce e talvolta atteggiandosi a neonato o sollecitando i presenti a prestargli attenzione con pizzichi, calci e morsi soprattutto nei confronti della signora Anna,Quando si allontana per un gioco si capisce che cerca comunque di ascoltare e chiede continua attenzione chiamando “mamma” e “papà”.
14. Sandra è una giovane 31enne, da molti anni vittima della dipendenza dalla droga, è madre nubile di Alice, una bella e vivace bambina di 8 anni; è orfana di padre da piccola, i suoi punti di riferimento sono la madre 60enne e il fratello maggiore,economicamente instabile, divorziato e padre di due figli adolescenti che gli procurano continue preoccupazioni. La storia di Sandra legata alla tossicodipendenza è contraddistinta da vicissitudini assai intricate e talvolta drammatiche, nelle quali è rimasta spesso coinvolta la piccola Alice. Nel timore di essere privata della potestà genitoriale sulla figlia Sandra acconsente a sottoporsi a trattamento di recupero sanitario e sociale. L’équipe del servizio, di cui lei fa parte, si fa carico di un Progetto di recupero che contempla un Contratto con la giovane donna e la sua famiglia. Lei deve effettuare una visita domiciliare di verifica e valutazione intermedia del processo di aiuto. Descriva attività ed atteggiamenti che porrebbe in essere in detta circostanza, e su quali linee di resoconto si orienterà, considerati i seguenti elementi: il Progetto ha come presupposto la determinazione del Tribunale per i Minorenni di affidamento di Alice alla nonna materna; Sandra ha l’ingiunzione di risiedere presso la madre, ma in sede di colloquio sfugge che più volte trascorre giorni e notti altrove insieme all’ultimo compagno e talvolta posta con sé Alice; la madre appare sfuggente al dialogo e un po’ omertosa (forse ha paura); il fratello accetta di aiutare la sorella, ma anch’egli appare omertoso e diffidente.
15. Rita ha 15 anni, è una ragazzona dal fisico un po’ mastodontico, ma dall’animo semplice e ancora molto puerile, perciò facile preda di insolenze e malversazioni di bulli e malintenzionati. Frequenta il primo anno di una scuola media superiore. Dopo un ennesimo episodio di gogna di gruppo, colta da crisi di pianto si chiude nei bagni della scuole rifiutandosi di rientrare in classe. Pina, una ragazza del quarto anno, riesce a calmare Rita e gradualmente a ottenerne la fiducia. Nei giorni
successivi Rita confortata dal calore di Pina da sfogo alla sua angoscia e le racconta il suo dramma familiare: da anni è costretta a subire le violenze sessuali di un fratello sotto minaccia di botte e ulteriore ludibrio pubblico. Rita appartiene a famiglia numerosa di stampo borghese; il fratello persecutore è avviato ad una brillante carriera militare. Gli altri fratelli e sorelle concorrono in varia misura nel canzonare sistematicamente la povera Rita. Pina, sua recente amica, avendo conosciuto lei, come assistente sociale, in occasione di un suo intervento di educazione sociale a scuola negli anni delle medie inferiori, le chiede un colloquio, convince Rita e l’accompagna da lei perché le possa esporre le sue sofferenze e si affidi al suo aiuto. Descriva le attività e gli interventi che in una tale circostanza porrebbe in essere.
16. Aldo è un ragazzo di 16 anni che frequenta il secondo anno delle superiori. E’ il primogenito di 4 figli. Di sua iniziativa prenota un colloquio con lei per chiederle aiuto affinchè cessino i maltrattamenti fisici e psicologici commessi dal padre, alcolista da anni, ai danni della madre e, di riflesso, dell’intera famiglia, costretta a mortificazioni e stati d’ansia continui.
Descriva un possibile piano di intervento anche nelle sue modalità di impostazione.
17. Nella sua agenda degli appuntamenti c’è la richiesta di colloquio del signor Carlo che si presenta col figlio Roberto.
Descriva l’avvio e la conduzione del colloquio durante il quale rileva i seguenti elementi:
− il signor Carlo ha 46 anni e fa l’impiegato nella pubblica amministrazione; è separato da 5 anni e vive con la anziana madre conducendo vita regolare, ha una relazione senza convivenza con una donna;
− per decisione giudiziale i due figli Roberto di 13 anni e Giulia di 9 sono affidati alla madre insieme all’abitazione familiare;
− Roberto frequenta la 3° media con profitto, interviene nel corso del colloquio dimostrando una certa maturità e sarà lui ad esprimere il bisogno di aiuto;
− Roberto chiede di poter andare a vivere col padre lamentando di subire il dispotismo della madre, che spesso nervosa con lui gli impedirebbe totalmente svaghi ed amici, ma soprattutto la frequentazione del padre, salvo qualche ora alla domenica,benché il decreto di separazione preveda la possibilità di incontri liberamente concordati;
− la tensione con la madre sarebbe tale da procurare al ragazzo insonnia e viene riferito di un episodio di fuga da casa del ragazzo, non rintracciato per una intera notte e riapparso al mattino dopo presso il padre.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il candidato illustri la metodologia, le tecniche del Servizio Sociale e la loro applicazione per lo svolgimento dei compiti di direzione dei Servizi Sociali in ambito istituzionale
2) Organizzare servizi e interventi nel Welfare-Mix: criteri e problematiche emergenti
3) Il candidato analizzi il profilo dell’Assistente Sociale e il potenziamento del sapere e delle funzioni operative nelle politiche del Welfare, alla luce della formazione universitaria
SECONDA PROVA SCRITTA
1) La direzione del Servizio Sociale professionale: le funzioni dell’Assistente Sociale specialista e le procedure organizzative nell’ambito della programmazione dei servizi territoriali
2) L’analisi del bisogno sociale rappresenta un momento fondamentale per la progettazione di un servizio. Il candidato esplichi gli strumenti e le metodologie d’intervento
3) L’Assistente Sociale specialista è chiamata nel campo delle politiche sociali a gestire servizi complessi attraverso attività professionali quali: pianificazione, organizzazione, gestione e valutazione. Il candidato, sulla base degli elementi di conoscenza, illustri un percorso organizzativo in un ambito a sua scelta.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) La famiglia come risorsa per le politiche sociali ed il lavoro sociale, alla luce della normativa nazionale e regionale. Il candidato illustri il ruolo del Servizio Sociale professionale nel sostegno e nella promozione di interventi in favore della famiglia.
2) Il processo di aiuto caratterizza la funzione dell’Assistente Sociale in diversi ambiti di intervento. Il candidato analizzi gli strumenti e le metodologie applicate in relazione ai modelli teorici e operativi delle scienze del Servizio Sociale professionale
3) Il Servizio Sociale Professionale tra individuo e contesto: il lavoro di rete come momento di sintesi delle diverse dimensioni che caratterizzano l’agire professionale. Il candidato delinei i principali elementi teorici di tale approccio e le possibili applicazioni in ambito operativo
SECONDA PROVA SCRITTA
1) La promozione della qualità della vita degli anziani: il candidato descriva quale ruolo ha il servizio sociale professionale e quale metodologia di intervento può essere promossa a livello locale con particolare riferimento ai servizi di prevenzione e di sostegno nei casi di autosufficienza
2) Il decadimento della solidarietà sociale rappresenta un grave rischio insito nell’evoluzione delle società postmoderne. Alla luce di tale considerazione il candidato descriva gli aspetti rilevanti per lo sviluppo di azioni di promozione, partecipazione e sostegno con riferimento alla problematica dell’integrazione multietnica e multiculturale
3) Analisi dell’istituzionalizzazione e delle problematiche conseguenti per il mantenimento dell’integrazione sociale della persona. Si illustrino i possibili servizi alternativi e gli strumenti professionali da attivare nel contesto delle politiche socio-sanitarie vigenti.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Efficaci politiche sociali richiedono un’elevata capacità di lavoro interprofessionale e di collaborazione tra i Servizi di Istituzioni diverse. Il candidato, facendo riferimento ad una tematica sociale, evidenzi sia gli aspetti problematici che i punti di forza di tale modalità operativa
2. PLUS: nuovo strumento di programmazione e gestione integrata delle politiche sociali a livello locale, come si colloca l’operatività dell’Assistente Sociale Specialista.
3. Per l’organizzazione di qualsiasi prestazione sociale è indispensabile l’analisi quantitativa e qualitativa del bisogno Il candidato predisponga un progetto di servizio sociale a sua scelta.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Lavorare per progetti implica l’elaborazione del progetto, l’individuazione delle azioni, delle fasi di realizzazione e il raggiungimento dei risultati attesi. Il candidato illustri un progetto operativo nell’ambito di un’area problematica a scelta.
2) In un Comune di piccole dimensioni il candidato individui un’area problematica a sua scelta e definisca un progetto d’intervento, evidenziando le fasi attuative e metodologia professionali.
3) Il candidato evidenzi gli aspetti di contenuto e gli elementi di valutazione necessari per l’elaborazione di un report, in vista della riprogrammazione di un servizio
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il rapporto operatore/utente durante l’accoglienza vede l’utente come portatore non solo di bisogni ma anche di risorse. Spieghi il candidato il significato di questa affermazione e descriva coma l’A.S. ne tiene conto nella relazione di aiuto, facendo riferimento ai principali approcci e strumenti metodologici
2) Il problema degli anziani assume sempre più rilevanza nel nostro panorama sociale. Il candidato descriva quale ruolo e quale metodologia di intervento può essere promossa a livello locale con particolare riferimento ai servizi di prevenzione e di sostegno nei casi di autosufficienza.
3) Il rispetto delle differenze individuali e culturali deve orientare e guidare il processo d’aiuto del Servizio Sociale professionale. Il candidato si esprima sul come nella realtà dei servizi i principi e le specifiche metodologie guidano le azioni degli A.S. nella società contemporanea.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Plus: nuovo strumento di programmazione e gestione integrata delle politiche sociali a livello locale, il candidato illustri le modalità operative dell’Assistente Sociale nelle diverse fasi di programmazione, realizzazione, valutazione, e della sua riformulazione nell’ottica dell’ambito territoriale.
2) La recente normativa nazionale e regionale identifica sempre di più la famiglia come risorsa per le politiche e per il lavoro sociale. Il candidato illustri il ruolo del Servizio Sociale professionale nel sostegno e nella promozione di azioni collaborative che favoriscano e ottimizzino la famiglia.
3) Il lavoro di rete rappresenta forse il più alto livello di sintesi delle dimensioni che caratterizzano la professione di Assistente Sociale. Il candidato esponga le sue riflessioni sul rapporto tra questo approccio metodologico e l’evoluzione del sistema di offerta connesso all’affermazione del nuovo Welfare comunitario
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
Tema 1. La normativa regionale negli ultimi anni ha galvanizzato la propria attenzione in tema di disabilità e senescenza. Illustri il candidato, partendo dai saperi specifici dewlla professione, come tali nuovi interventi apportino un reale e auspicato “Miglioramento della qualità della vita” dei beneficiari e come l’agire professionale dell’Assistente Sociale si interseca con tali proposte progettuali.
Tema 2. L’area della sofferenza mentale costituisce un ambito di intervento importante per la creazione di nuovi servizi rivolti alla cittadinanza. Il candidato predisponga la pianificazione, l’organizzazione e la gestione di un servizio di socializzazione semi-residenziale riovolto a tale area con particolare attenzione all’enunciazione delle azioni di sistema, degli obiettivi e dell’iter procedurale tecnico amministrativo da adottare.
Tema 3. Il candidato illustri la metodologia, le tecniche del servizio sociale e la loro applicazione per lo svolgimento dei compiti di direzione dei Servizi Sociali in ambito istituzionale.
SECONDA PROVA SCRITTA
Tema 1. Nell’ambito della programmazione PLUS la conferenza dei servizi individua come area prioritaria di intervento per la programmazione quella dell’inclusione sociale delle fasce deboli della popolazione in situazione di esclusione lavorativa ed economica. Il candidato strutturi il canovaccio di progetto rispondente a tale mandato con rilievo alle azioni di sistema, gli obiettivi specifici e le azioni operative da portare avanti. Si tenga in considerazione che il target di riferimento afferisce a un ambito composto da 10 Comuni per un bacino di popolazione di circa 150.000 abitanti.
Tema 2. Con lo scadere del primo triennio di programmazione del PLUS, viene richiesto dall’Ufficio di Programmazione Gestione di redigere il Bilancio Sociale. Il candidato ipotizzi una struttura del predetto documento con gli elementi che ritiene debbano essere presi in considerazione e le modalità di redazione e presentazione del medesimo.
Tema 3. Facendo riferimento alla programmazione-attivazione e gestione di un servizio complesso, si descriva il contributo del terzo settore nel welfare locale.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
Tema 1. Facendo riferimento al principio di uguaglianza, di giustizia ed equità sociale, il rispetto delle differenze individuali e culturali deve orientare e guidare il processo d’aiuto del servizio sociale professionale. Il candidato si esprima sul come nella realtà dei servizi i principi e le specifiche metodologie guidano le azioni del servizio sociale professionale nella società
contemporanea.
Tema 2. Il concetto di povertà si è evoluto nell’arco degli ultimi decenni. Il candidato esamini i diversi significati di tale concetto descrivendo quali azioni può porre in essere l’’Assistente Sociale per contrastare il fenomeno, mediante gli strumenti della normativa regionale e nazionale di cui dispone.
Tema 3. Il lavoro con le famiglie, nelle sue diverse forme ed espressioni, è uno degli aspetti fondamentali dell’intervento professionale dell’Assistente Sociale. Il candidato illustri le modalità di presa in carico, di valutazione, di sostegno, di eventuale rimodulazione e conclusione dell’intervento.
SECONDA PROVA SCRITTA
Tema 1. In qualsiasi settore di intervento, l’assistente sociale deve sempre confrontarsi con la questione “integrazione”. Descriva il candidato, in una situazione a sua scelta, le modalità di intervento, le problematiche e le soluzioni prospettabili nell’ottica di un lavoro integrato, anche in riferimento all’attuale quadro normativo.
Tema 2. Dalla legge regionale 4/1988 alla legge regionale 23/2005. Il candidato illustri i punti salienti del percorso normativo delle predette leggi e le principali novità introdotte per le modalità operative dei servizi, con particolare rilevanza alle interconnessioni con l’agire del servizio sociale professionale.
Tema 3. La crisi del welfare state. Il candidato illustri le possibili strategie e gli interventi che il servizio sociale professionale può progettare e porre in essere nell’ambito del sistema integrato dei servizi alla persona.
PROVA PRATICA
1. Anna, madre nubile di 25 anni si reca al Servizio Sociale Comunale con la figlia Giada di 3 anni. Anna riferisce all‘assistente sociale di non essere in grado di provvedere alle cure della minore dichiarando altresì di non volerla più tenere con sé. Il candidato illustri gli interventi che il Servizio Sociale Professionale può attivare nel caso in esame.
2. Al Servizio Sociale perviene una segnalazione del dirigente scolastico della scuola media cittadina nella quale si manifesta le difficoltà comportamentali di Mario, 12 anni, frequentante la seconda media. In tale missiva si riferisce che il ragazzo ostacola le lezioni e si manifesta verbalmente aggressivo nei confronti degli insegnanti. La scuola richiede al Servizio Sociale l’invio di un educatore ed una segnalazione ditale situazione alle Autorità Competenti. Il Candidato illustri
quali interventi il Servizio Sociale Professionale può porre in essere.
3. Perviene agli uffici di Servizio Sociale la segnalazione da parte dei vicini di casa di Clotilde, una donna di 61 anni che vive sola ed è affetta da disturbo Bipolare ad andamento cronico. I Vicini riferiscono che la signora si trova in condizioni di estremo disagio igienico - abitativo, dal pianerottolo si sentono infatti odori malsani, e altresì che la stessa si rifiuti di parlare con chiunque, scacciando eventuali visitatori con urla e strepiti. Il candidato indichi quali interventi pone in essere l‘Assistente Sociale e quali elementi considera nell‘analisi della situazione.
4. Arriva in Ufficio Erikca, una giovane di diciassette anni che riferisce di aver appena scoperto di essere incinta e chiede all‘Assistente Sociale, la procedura per l ‘Interruzione Volontaria della Gravidanza (IVG). Durante il colloquio riferisce di voler evitare di coinvolgere i propri genitori e altresì che il suo fidanzato, non appena scoperta la notizia, l’avrebbe lasciata. Il candidato indichi quali interventi pone in essere l’Assistente Sociale e quali elementi considera nell‘analisi della situazione.
5. Si presenta in ufficio un ragazzo di 36 anni, Donatello, che concitatamente espone all‘Assistente Sociale di vivere per strada da un mese perché scacciato dalla madre. Riferisce di essere in carico da 10 anni al Ser..D. per una doppia diagnosi. Chiede al Servizio un intervento economico immediato e una casa popolare e rifiuta un inserimento in una struttura di accoglienza. Il candidato indichi quali interventi pone in essere l’assistente sociale e quali elementi considera nell‘analisi della situazione.
6. All‘Assistente Sociale del Comune si rivolge una giovane donna madre di due minori di cinque e quattro anni frequentanti ambedue la scuola materna. La minore di 4 anni è affetta da grave handicap. La situazione familiare risulta precaria sia sotto l’aspetto economico che sociale. Il Candidato elabori un piano d’intervento.
7. L ‘insegnante della scuola dell’obbligo segnala la situazione di un alunno di anni 8, che presenta un ritardo nell‘apprendimento e manifesta e comportamenti aggressivi nei confronti dei compagni. Nella segnalazione si evidenzia il rifiuto del minore nei confronti della maestra che viene definita dal bambino “cattiva “. Il Candidato valuti la situazione e le azioni da compiere.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
Tema n° I - La valutazione dei servizi come strumento di lavoro a garanzia della qualità della Programmazione e Progettazione dei servizi sociali. Il Candidato illustri le modalità di applicazione e le difficoltà operative con riferimento alle diverse fusi del percorso progettuale
Tema n°2 - La legge quadro nazionale n. 328 del 2000 e la legge regionale n. 23 del 2005 prevedono un sistema integrato dei servizi attraverso uno strumento di programmazione e gestione delle politiche sociali a livello locale. Il candidato illustri le modalità attuative e gli aspetti organizzativi di competenza del servizio sociale professionale.
Tema n°3 - L‘art. 36 del Codice Deontologico degli Assistenti Sociali recita: “L ‘Assistente Sociale deve contribuire alla promozione, allo sviluppo ed al sostegno di politiche sociali integrate, favorevoli alla emancipazione di comunità e gruppi marginali e di programmi finalizzati al miglioramento della loro qualità di vita. “Il Candidato illustri alla luce dei recenti indirizzi delle politiche sociali possibili strategie di interventi e di organizzazione dei servizi.
SECONDA PROVA SCRITTA
Traccia n. 1. La Conferenza dei Servizi, al fine di programmare il Documento PLUS per il triennio 2010 — 2012 richiede al Responsabile dell’Ufficio di Piano di predisporre una proposta di riorganizzazione dell’UPGA, secondo il modello più funzionale di programmazione sociale. Disponga pertanto il Candidato una relazione propositiva, da sottoporre alla Conferenza dei Servizi. In merito al contesto, il Candidato tenga presente che l’ambito di rifèrimento è quello di n. 7 Comuni con una popolazione totale di 100.000 abitanti.
Traccia 2. La conferenza dei servizi, in concomitanza con lo scadere del primo triennio di programmazione attraverso il PLUS, chiede al responsabile dell’ufficio di programmazione e gestione dei servizi alla persona di rendere conto del percorso svolto nel triennio e dei risultati raggiunti. Il candidato illustri gli elementi che ritiene debbano essere presi in considerazione e le modalità di redazione e presentazione del documento.
Traccia 3. La nostra società sta attraversando un periodo di grave crisi economica ed
occupazionale.
Il candidato predisponga un progetto che preveda l’integrazione delle politiche e dei servizi, volto ai
sostegno delle fasce di popolazione maggiormente colpite dalla crisi.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
Traccia n. 1. La cultura della valorizzazione, integrazione democratica e la tutela delle c.d. “minoranze culturali e etniche”. Il candidato esponga come l’agire professionale si può intersecare, attraverso i principi e gli atteggiamenti tipici del servizio sociale Professionale, per creare delle azioni di aiuto e sostegno nei confronti delle vittime delle varie forme di discriminazione.
Traccia n. 2. Il concetto di famiglia si è evoluto rapidamente nel corso degli ultimi decenni. Accanto alla Famiglia Tradizionale nella società contemporanea sono sorte nuove forme ed espressioni di legami affettivi stabili. Il candidato illustri il ruolo e le azioni che l’ Assistente sociale, considerata la sua funzione di agente di cambiamento, può svolgere a tutela, sostegno e valorizzazione di tali tipologie di famiglie;
Traccia n. 3. L’applicazione e la valorizzazione dei principi di partecipazione e sussidiarietà nell’agire professionale dell’Assistente Sociale in aree ad alto rischio di emarginazione. Il candidato illustri alla luce di tali principi le modalità di intervento a garanzia del riconoscimento dei diritti delle persone.
SECONDA PROVA SCRITTA
Traccia n. 1. La legge regionale n. 23 del 23/12/2005 apporta notevoli modifiche sulla gestione delle politiche socio assistenziali e socio sanitarie regionali. Il candidato pertanto descriva quali novità introduce tale normativa, con rilievo delle funzioni dell’Assistente Sociale in merito alla programmazione e gestione del nuovo assetto delle politiche sociali integrate.
Traccia n. 2. Politiche sociali a favore delle famiglie e persone in difficoltà. Il candidato illustri i ruoli, le competenze e le azioni che può sviluppare il servizio sociale professionale.
Traccia n. 3. Il lavoro di rete costituisce un importante metodo di integrazione e realizzazione dell’agire professionale. Il candidato indichi dove tale modalità trova legittimazione nella normativa nazionale e regionale e in quali termini esso si realizza nella professione dell’Assistente sociale.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Il candidato illustri i fondamenti etici della professione di Assistente Sociale indicati dal codice deontologico ed approfondisca i contenuti relativi alla riservatezza e al segreto professionale.
2. Lo sviluppo normativo regionale in tema di programmazione sociale ha introdotto un nuovo strumento di pianificazione e gestione dei servizi: i PLUS: Il candidato ne sviluppi i concetti teorici e gli aspetti legislativi.
3. La complessità dell’attuale situazione sociale si caratterizza per la sempre più frequente presenza nei servizi del territorio di situazioni multiproblematiche. Il candidato descriva le modalità di intervento dell’Assistente Sociale, gli strumenti istituzionali e professionali attivabili per la gestione integrata socio-sanitaria di tale tipologia di situazioni.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. Il candidato elabori un progetto di intervento sociale finalizzato a rispondere alle esigenze della popolazione anziana in un comune di piccole dimensioni, partendo dall’analisi della comunità residente.
2. Una circoscrizione cittadina è caratterizzata dalla presenza di nuclei familiari extracomunitari. L’età media delle famiglie è bassa e vede una forte incidenza di minori di età compresa tra i 10 e i 17 anni. Il candidato elabori un progetto di inclusione sociale in favore dei minori presenti nel territorio distinguendo in obiettivi, fasi, risorse necessarie, verifica.
3. Il dirigente di un comune di medie dimensioni chiede all’assistente sociale responsabile del settore minori di elaborare un progetto di comunità finalizzato a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica presente nella popolazione di riferimento. Come potrebbe attivarsi l’operatore per rispondere a tale richiesta?
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Il candidato illustri lo strumento del colloquio professionale e ne evidenzi le caratteristiche e le differenziazioni secondo i modelli teorico-metodologici conosciuti.
2. Il sistema familiare all’interno del processo di aiuto. Il candidato sviluppi il quadro teorico di riferimento e le implicazioni metodologiche.
3. L’aspetto della responsabilità nella relazione Assistente Sociale- Utente. Il candidato ne illustri le prevalenti caratteristiche secondo i diversi approcci metodologici.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. Il ruolo dell’Assistente Sociale: mandato professionale, mandato sociale e mandato istituzionale. Il candidato analizzi l’operatività all’interno di questo sistema.
2. La legge 8 Novembre 200, n. 328 e la successiva norma di recepimento a livello regionale n. 23 del 23 Dicembre 2005, hanno introdotto rispettivamente il piano di zona e il piano unitario locale dei servizi: il candidato individui e sviluppi i principi alla base dell’attuale logica programmatoria.
3. La legge 4 Marzo 1983, n. 184 e successive modifiche, “ Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”, sottolinea il diritto del bambino a crescere nell’ambito della propria famiglia. Il candidato descriva il ruolo del servizio sociale territoriale nel caso di un minore in affidamento e come questo possa conciliarsi con il diritto preminente previsto dalla legge.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
Tema A. Ripensare il rapporto tra comunità locale e programmazione sociale: necessità, opportunità e vincoli in rapporto alla legislazione vigente
Tema B. Politiche sociali e promozione della partecipazione: ruolo dell’assistente sociale, strumenti, tecniche criticità della funzione nell’attuale scenario normativo e organizzativo
Tema C. Famiglie e servizi alla persona: orientamenti di politica sociale nella programmazione e progettazione degli interventi
SECONDA PROVA SCRITTA
Traccia 1. Orientare il welfare locale vero l’integrazione socio-sanitaria e la partecipazione comunitaria: con quali azioni e con quali metodologie la candidata ritiene di poter sostenere tale percorso evolutivo
Traccia 2. Valutare i servizi alla persona: la candidata ne delinei i tratti fondamentali di contenuto e di metodologia attraverso la stesura di un report valutativo su un servizio a scelta
Traccia 3. Percorso organizzativo e metodologico possibile per la gestione della programmazione e progettazione partecipata (all’interno di un settore a scelta)
PROVA ORALE
1. Discussione dell’elaborato scritto
2. Discussione su argomenti teorico-pratici relativi all’attività svolta durante il tirocinio
3. Legislazione e deontologia professionale
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
Traccia 1. Il lavoro con le famiglie presuppone un corretto approccio etico - deontologico e un’adeguata scelta sul piano metodologico e teorico. Il/la candidato/a si soffermi su tale affermazione sviluppandone i tratti salienti nel percorso di intervento professionale
Traccia 2. Il processo di aiuto del SSP e il principio della personalizzazione: da vincolo etico a opportunità di sviluppo e cambiamento per il benessere delle persone
Traccia 3. La funzione di consulenza, sostegno e intervento psico-sociale è propria dell’assistente sociale di base. Il/la candidato/a ne illustri le finalità, le caratteristiche metodologiche, le basi teoriche e i vincoli deontologici
SECONDA PROVA SCRITTA
Traccia 1. Il/la candidato/a si soffermi a descrivere un percorso possibile di organizzazione di servizi per5 la famiglia e la prima infanzia, illustrandone i principi di riferimento e la metodologia prescelta
Taccia 2. La legislazione vigente individua i diversi attori fondamentali del sistema integrato dei servizi sociali. Il/la candidato/a illustri quali principi e atteggiamenti rendono possibile un percorso di integrazione tra gli attori al fine di programmare e gestire i servizi stessi
Traccia 3. Le politiche sociali e le sfide dell’integrazione sociale e multiculturale: quali le opportunità e quali le criticità da considerare nell’approntare un sistema di servizi sociali
Alcuni casi esaminati durante la PROVA PRATICA
- La scuola richiede al Comune un’assistenza specialistica. Che cosa deve fare l’Assistente Sociale?
- Descriva come il servizio sociale è chiamato ad intervenire sull’integrazione di cittadini stranieri: procedimento metodologico e operatività
- Descriva i vincoli e opportunità per la definizione del piano personalizzato
- Descriva quali strumenti professionali negli strumenti a favore dei disabili
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