SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il ruolo della ricerca sociale e del sistema informativo sociale nella programmazione di un servizio a scelta del candidato
2) Il candidato illustri i vantaggi e gli svantaggi dell'emergere delle organizzazioni del privato sociale nei servizi di pubblica utilità, ponendo particolare attenzione agli aspetti legati alla programmazione, organizzazione e gestione dei servizi.
3) Il candidato costruisca un progetto di intervento sociale che abbia l'obiettivo di dare risposte ai bisogni di riduzione del disagio giovanile in un comune di piccole dimensioni (5.000 abitanti). Il candidato nelle varie fasi di lavoro precisi gli indicatori di valutazione.
SECONDA PROVA SCRITTA: manca la trascrizione nel file dell'Università del Molise
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il candidato esponga metodologicamente le funzioni, le fasi e gli obiettivi della visita domiciliare come strumento di rilevazione dei dati personali e ambientali significativi per la formulazione di un progetto di intervento.
2) Il candidato descriva il ruolo e l'attività dell'assistente sociale nel lavoro di equipe e nell'organizzazione e gestione dei gruppi di autoaiuto..
3) Il candidato definisca i limiti imposti dal segreto professionale e dal segreto d'ufficio nel rapporto con l'utenza, con particolare riferimento alla produzione e gestione della documentazione e all'interno della relazione d'aiuto
SECONDA PROVA SCRITTA
1) La famiglia Rossi si è trasferita da pochi mesi nella nostra città per motivi di lavoro del capofamiglia, signor Giuseppe, di anni 57, operaio specializzato presso una falegnameria, la moglie GIna è casalinga. Hanno tre figli : Maria di 15 anni, studentessa del secondo anno di scuola superiore, Marco di anni 13 che frequenta la seconda media e Francesca di anni 6 che frequenta la prima elementare. Marco è stato segnalato al tribunale per i minorenni in ordine a comportamenti aggressivi avuti a scuola nei confronti di un compagno di classe. Il Tribunale richiede all'A.S. del comune una relazione socio-ambientale.
2) Chiara, 29 anni affetta da sindrome di Down e da una cardiopatia congenita, è una ragazza simpatica, vivace ed affettuosa che adora la musica. La sua famiglia è benestante ed è composta dlla mamma di 75 annie da un fratello celibe di 33 anni che lavora presso un'impresa della città. Dopo la morte del padre, la madre ha intensificato le attenzioni nei suoi confronti, di conseguenza è diventata incapace di svolgere anche attività banali in modo autonomo, ha difficoltà a leggere, non conosce l'uso del denaro, non riesce più ad instaurare relazioni con persone diverse dal suo nucleo familiare, quindi si annoia molto, non esce quasi mai di casa, mangia in continuazione e tiranneggia la madre, il fratello che è moltolegato a lei, ha sempre sollecitato i genitori a spingerla verso una maggiore autonomia, ma ora è preoccupato per lei perché teme che la situazione peggiori e decide di chiedere aiuto ai servizi sociali.
3) Il signor Giuseppe di 78 anni , vedovo, abita da solo in un paese di montagna dove è sempre vissuto. Prima di andare in pensione faceva il falegname ed era molto apprezzato per le sue abilità artigianali, ma dopo il pensionamento si è isolato da tutti,diventando sempre più apatico. Ha una figlia sposata, casaligna, che da alcuni anni si è trasferita in città per esigenze lavorative del marito e che va a trovarlo una volta a settimana. Ultimamente le precarie condizioni di salute del signor Giuseppe (soffre di una grave cardiopatia) lo costringono a non affaticarsi per cui trascorre la maggior parte della giornata a letto. Il medico di bse, dopo aver parlatocn la figlia e l'interessato, ha ritenuto opportuno richiedere l'intervento di un assistente domiciliare. Il signor Giuseppe, nonostante avesse in un primo momento acconsentito non ha poi più voluto che l'assistente domiciliare si recasse a casa sua
sostenendo di potersela cavare da solo. La figlia, informata dell'accaduto, si rivolge all'assistente sociale del comune per farsi aiutare.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) La questione del welfare su scale locale : analizzate il problema dal punto di vista del vostro territorio di appartenenza.
2) Il ruolo del volontariato nel lavoro sociale di rete nell'ottica dei principi ispiratori della Legge 328/00 calato nella realtà locale di conoscenza del candidato.
3) Il candidato illustri e discuta criticamente le prospettive di lavoro di rete con riferimento alla propria esperienza di tirocinio.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Formulare un intervento di aiuto indicando i bisogni, gli obiettivi, le risorse, gli strumenti in relazione ad una specifica problematica a scelta del candidato.
2) Descrivere le fasi progettuali di un intervento del servizio sociale territoriale in ambito minorile su tematica specifica a scelta del candidato.
3) Descrivere le fasi progettuali di un intervento del servizio sociale territoriale nell'ambito della disabilità su tematica specifica a scelta del candidato.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Assistente Sociale e management: criteri di valutazione della certificazione di qualità dei servizi.
2) Il candidato predisponga schematicamente una scheda di valutazione in itinere per un progetto socio-assistenziale alla luce della L. 328/2000.
3) Il candidato tenendo conto delle azioni previste dai piani sociali descriva sinteticamente la programmazione, con particolare riferimento alla gestione integrata dei servizi sociali nelle realtà periferiche o urbane.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Redigere in modo sintetico un piano per un servizio in un contesto caratterizzato da alto tasso di anzianità.
2) Formulare un piano di mappatura del teritorio in funzione dell’individuazione dei soggetti deboli.
3) Progettazione e valutazione dell’impatto di un progetto d’intervento a favore dell’utenza minorile.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il ruolo e la figura dell’Assistente Sociale in questi ultimi anni dei servizi e delle istituzioni sono cambiati. Secondo il candidato in che maniera e in che termini?.
2) Il processo di aiuto: il candidato enunci i principi etici che lo ispirano e ne declini le fasi metodologiche.
3) Il decentramento, la sussidiarietà, la partecipazione e la comunità come tentativi di risposta alla crisi del welfare state.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Il candidato illustri un progetto personalizzato volto all’integrazione di soggetti migranti sul territorio specificando la tipologia dell’utenza.
2) Formuli il candidato un intervento d’aiuto personalizzato alle famiglie di utenti diversamente abili tenendo conto delle reti sociali presenti sul territorio.
3) Descriva il candidato fasi e strumenti di un progetto d’aiuto personalizzato nel caso che l’assistente sociale debba intervenire nel contresto di una famiglia multi-problematica
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) In quali ambiti viene maggiormente attuata l’integrazione socio-sanitaria e come il servizio sociale e professionale attiva programmi sulla persona. Il candidato approfondisca l’ambito che preferisce.
2) Applicazione per principio di sussidiarietà, tra istituzioni e terzo settore.
3) Illustrare anche in riferimento alla Legge quadro 328/2000, gli strumenti e le azioni che facilitano la costruzione di una rete di servizi.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) L’assistente sociale deve orientare il suo intervento per promuovere la piena autodeterminazione degli utenti: definire le potenzialità ed i limiti di questa metodologia di intervento.
2) Il processo di aiuto: principi deontologici e fasi metodologiche.
3) L’intervento di aiuto dell’assistente sociale tra empatia e rispetto dell’utenza.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il terzo settore rappresenta in misura crescente un contesto di lavoro per gli assistenti sociali : il candidato descriva in cosa consiste la sussidiarietà di tale settore con sistema sociale di appartenenza.
2) A partire dalla descrizione dei fattori che hanno determinato la crisi del Welfare State, illustrare gli elementi, sia di principio che di metodo, su cui si fondano le attuali politiche sociali, anche con riferimento agli strumenti di applicazione.
3) Il codice deontologico dell’assistente sociale all’art. 11 recita: “l’assistente sociale deve impegnare la sua competenza professionale per promuovere la piena autodeterminazione degli utenti e dei clienti, la loro potenzialità ed autonomia, in quanto soggetti attivi del progetto di aiuto”. Il candidato illustri e commenti il significato di tale principio, elemento costitutivo della professione.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Descrizione di una ricerca volta all’acquisizione dei dati necessari per la valutazione del contesto socio economico locale: dalla definizione dell’oggetto di studio (a scelta) fino alle fasi operative.
2) Metodologie quantitative e qualitative di mappatura del disagio sociale: tracciarne il quadro teorico fornendo almeno una esemplificazione concreta.
3) Si descrivano le varie fasi metodologiche del processo di aiuto, rivolgendo una particolare attenzione alla costruzione del progetto personalizzato di intervento.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Efficaci politiche social implicano un’elevata capacità di lavoro inter-professionale e di collaborazione tra servizi e istituzioni diverse. Il candidato, facendo riferimento ad una tematica sociale ed alle relative scelte politiche, proponga le proprie riflessioni e considerazioni rispetto agli aspetti problematici e ai punti di forza di tale impostazione.
2) Il lavoro di rete come strumento cardinale della pianificazione sociale.
3) Dalla domanda al compito : il candidato descriva e successivamente illustri il significato di questo passaggio metologico del processo di aiuto in un’ottica di pluridimensionalità. Esponga, poi, gli errori possibili ed i rischi conseguenti.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) F. ha 40 anni e vive in un alloggio popolare di proprietà del Comune, ha tre figli maschi illegittimi. Il maggiore è sposato e gli altri, rispettivamente di 15 e 17 anni, vivono con lei. La donna è ipodotata e dedita all’alcool, non svolge alcuna attività lavorativa. Il figlio di 17 anni non ha conseguito la licenza media ed il più piccolo è stato segnalato dalla scuola per uno svantaggio sociale significativo. I ragazzi vivono sulla strada, sono molto trascurati. Il candidato indichi gli interventi attivabili dall’assistente sociale nel percorso di aiuto e di sostegno alla famiglia.
2) All’Assistente sociale di un Comune di medie dimensioni (50.000 abitanti) si presenta una signora di circa 60 anni, vedova, segnalando la necessità di intervenire a favore della figlia di 40 anni con un grave ritardo mentale, sempre seguita dalla madre, mai giunta ai servizi sociali. Il candidato descriva i possibili interventi.
3) L. ha 6 anni, frequenta la prima elementare, è un portatore di handicap fisico. Il candidato elabori un progetto di intervento che prevede: sostegno alla famiglia; integrazione e socializzazione del bambino.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) “… è palese la complessità di situazioni e bisogni che si sono generati con l’evolvere della società e nel contempo è anche evidente la limitatezza delle risorse disponibili: ci si trova così ad essere parte di una molteplicità di soggetti pubblici e privati, collettivi e individuali, che interagiscono nel sociale e che cercano di recuperare risorse, materiali e non, che li mettano in grado di svolgere i loro compiti” (Luisa Onofrio)
2) Finalità atteggiamenti e tecniche nel colloquio di servizio sociale.
3) Il procedimento metodologico del servizio sociale è uno schema di riferimento concettuale che serve ad orientare l’azione ed a qualificare l’intervento professionale dell’assistente sociale. Il candidato illustri e commenti il procedimento metodologico dell’agire professionale dell’assistente sociale attraverso la schematizzazione delle sue varie fasi.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Il candidato illustri, rispetto ad una domanda/bisogno di un utente/cliente, da ipotizzare ed esplicitare, l’attivazione del processo di aiuto e le fasi metodologiche (gli strumenti) dello stesso.
2) Si invita il candidato a progettare un intervento di rete rispetto alla situazione qui di seguito rappresentata. Il Dirigente Scolastico segnala all’Ufficio servizi sociali del Comune la difficile situazione venutasi a creare presso la scuola media, da quando un gruppo di adolescenti delle classi seconde e terze ha messo in atto comportamenti vandalici preoccupanti: hanno rigato l’automobile di un insegnante e si sono recati al domicilio di una persona anziana minacciandola di incendiare la sua abitazione. I ragazzini coinvolti sono quattro ed appartengono a nuclei familiari diversi. Si tratta di famiglie già conosciute dal servizio territoriale, in quanto le accomuna una disagiata condizione economica ed una difficoltà di integrazione. Un ragazzino, in particolare, appartiene ad una famiglia fortemente disagiata: il padre presenta problemi di alcolismo e la madre, con una diagnosi di lieve insufficienza mentale, appare incapace di educare il figlio. Il Dirigente Scolastico e l’Assistente Sociale, discutendo sui fatti incresciosi accaduti, condividono l’importanza di aiutare questi ragazzi evitando il fenomeno della dispersione scolastica.
3) X di anni 35 ha iniziato a fumare spinelli a 16 anni e, dopo un anno, è passato all’eroina. E’ secondogenito di tre figli. Si è fermato alla scuola dell’obbligo. Ha svolto vari lavori ma tutti saltuari. Proviene da una famiglia socialmente precaria. Ha avuto problemi con la giustizia ed ha subito varie carcerazioni. Si è rivolto al Servizio Pubblico per le Tossicodipendenze perché a suo dire, è stanco di chiedere aiuto agli operatori del Ser.T. per una “presa in carico” ed un trattamento idoneo al recupero del suo stato di tossicodipendenza. X fa presente che ha dei problemi giuridici in corso ed ha paura di essere nuovamente arrestato. Il candidato descriva il tipo di progetto terapeutico che l’Assistente Sociale, insieme all’equipe multidisciplinare con la quale opera, può attuare per la realizzazione di un programma terapeutico socio riabilitativo ed un eventuale inserimento dell’utente nel mondo del lavoro.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Le famiglie multiproblematiche: il candidato, nel descriverne le caratteristiche, anche con riferimento ad un caso pratico, prospetti un’azione di intervento dei servizi sociali con l’utilizzo degli strumenti più idonei ad analizzare il bisogno e prospettare possibili soluzioni.
2) Il lavoro di equipe nelle comunità per minori. Il candidato definisca l’ambito di intervento alla luce della normativa vigente, proponendo due possibili programmi di iniziativa che tengano conto dei modelli diversificati di azione educativa.
3) Buone pratiche per la gestione delle reti sociali. Il candidato illustri alla luce della legge 328/2000 le potenzialità delle reti sociali e ne delinei sinteticamente un programma di politiche di gestione e organizzazione delle stesse
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Il candidato proponga sinteticamente la programmazione di un piano di zona, ivi compresa la possibile gestione integrata dei servizi sociali e l’accordo di programma, in una realtà come quella molisana o in un'altra scelta dal candidato.
2) La valutazione dei piani di zona. Il candidato valuti le azioni strategiche di un piano di zona - sommariamente descritto – nella prospettiva del Bilancio Sociale.
3) Il candidato , nel definire sommariamente una situazione di conflitto,rediga un programma di gestione dei conflitti che tenga conto delle possibili strategie riconosciute, finalizzato all’attivazione di un processo di negoziazione o di soluzione dei problemi.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il processo di progetto nel servizio sociale. Il candidato elabori un’ipotesi esemplificativa.
2) La comunicazione nel servizio sociale: livelli, metodi, strumenti e tecniche. Il candidato esponga in modo sintetico le dimensioni indicate e la loro rilevanza nella professionalità.
3) Il ruolo dell’assistente sociale nell’attivazione di dinamiche di cambiamento attraverso le risorse della persona e della società. Il candidato può svolgere il tema attraverso esemplificazioni.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Criteri per interventi di prevenzione a favore degli adolescenti: il ruolo dell’assistente sociale.
2) L’assistente sociale nel gruppo di auto-aiuto: quale ruolo nella promozione, conduzione o gestione?
3) Formulare una ipotesi di intervento di assistenza domiciliare integrata.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) I servizi pubblici per le tossico dipendenze : il candidato descriva i diversi modelli di Ser.T. e le attività che vi si svolgono.
2) Le culture organizzative dei servizi sociali : il candidato ne definisca le radici sociologiche ed antropologiche, descrivendo le varie teorie organizzative e le potenzialità emergenti.
3) Il problema dell’integrazione socio-sanitaria : il candidato partendo dalla legge quadro 328/2000, descriva il coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie e i livelli essenziali di assistenza.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) La strategia di conduzione del colloquio nei diversi contesti di riferimento e nella diversa tipologia di utenza.
2) La carta dei servizi come strumento di comunicazione pubblica nel contesto delle trasformazioni del welfare.
3) La relazione d’aiuto come strumento di intervento negli obiettivi dei servizi alla persona
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Gestione manageriale nel servizio sociale alla luce della recente normativa: il ruolo del marketing e della comunicazione.
2) Esporre sinteticamente un progetto di piano di servizi integrati in un contesto territoriale con presenze multi-etniche evidenziando problematiche di gestione, comunicazione e valutazione finale.
3) Redigere in modo sintetico ed esauriente un progetto specifico di programmazione strategica di servizi in un contesto di elevata marginalità sociale.
Seconda prova
1) Redigere in modo sintetico un progetto di piano di gestione di servizi sociali di territorio alla luce della normativa vigente.
2) La gestione e la progettazione di un servizio sociale attraverso l’utilizzo delle risorse delle reti formali ed informali alla luce della normativa vigente : evidenziare le specifiche fasi.
3) La gestione di qualità nei servizi socio-sanitari : obiettivi, ruoli, risorse e criticità alla luce dell’ordinamento attuale.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) II lavoro nel servizio sociale professionale alla luce delle Legge 328/2000: le priorità, le specificità ed i soggetti.
2) L’attivazione del processo di aiuto : motivazioni, fasi, strumenti e ruolo dell’Assistente Sociale.
3) Autosufficienza, auto-realizzazione ed etero-realizzazione: dinamiche interpersonali e processi nel servizio sociale.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) L’organizzazione di interventi di prevenzione a favore degli adolescenti.
2) Il ruolo dell’assistente sociale nel gruppo di auto-aiuto: promozione, conduzione o gestione?
3) Organizzazione di un intervento di assistenza domiciliare integrata : reti formali ed informali e ruolo dell’assistente sociale.
| i files più scaricati: | |
| 22888 | |
| 9575 | |
| 7336 | |
| 6982 | |
| 6595 | |
| 6590 | |
| 5980 | |
| 5777 | |
| 5539 | |
| 5483 |
| gli ultimi files inseriti: |
I materiali presenti in questo sito sono pubblicati col consenso degli autori, che si assumono la responsabilità del loro contenuto.
Salvo i materiali presi da altre fonti, che fanno riferimento ai diritti di utilizzo originari, i contenuti presenti in questo sito sono rilasciati secondo il Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
| a cura della associazione ASit - Servizio Sociale su Internet | ||
|
webmaster: Vittorio Zanon |
webengineer: Fabio Cabianca |
|
|
Consiglio Direttivo: Vittorio Zanon, Chiara Biraghi, Alessia Traversa, Maurizio Cartolano, Federico Basigli, Anna Tonia Gabrieli, Ombretta Okely |
||