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Venerdì, 03 Giugno 2011 01:59

Verona 2^ sessione 2010

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il ruolo dell'Assistente sociale nella pianificazione locale. Il candidato illustri, con esempi teorici e concreti, modalità e forme di coinvolgimento del professionista dell'aiuto nelle più recenti esperienze realizzate nella comunità locale.

2. Il candidato, dopo aver declinato il concetto di sussidiarietà, indicandone i riferimenti teorici, ne illustri i percorsi applicativi nelle progettazioni a livello locale.

3. Il ruolo dell'integrazione socio-sanitaria nella definizione delle attuali politiche sociali. Il candidato ne illustri i riferimenti teorici, specificandone talune applicazioni nell'ambito della pianificazione e della metodologia utilizzata.

PROVA PRATICA

1.L'assessore alle Politiche sociali di un grande comune chiede all'Assistente sociale responsabile dell'Area Anziani di effettuare uno studio per riprogrammare le politiche socio-assistenziali locali in senso partecipativo. Come dovrebbe muoversi l'operatore sociale per corrispondere a tale richiesta?

2. Il Dirigente di un SERD chiede all'operatore responsabile del settore Promozione alla salute di elaborare un progetto di comunità per contrastare il fenomeno della diffusione delle "nuove dipendenze" tra la popolazione. Come potrebbe muoversi l'operatore sociale per corrispondere a tale richiesta?

3. L'Assistente sociale è chiamato ad intervenire in una situazione di emergenza ambientale: il candidato descriva le varie fasi dì progettazione, individuandone le strategie e le azioni professionali.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. La questione dell'autonomia tecnico professionale e di giudizio dell'AS. Il candidato approfondisca questo potete/dovere con riferimenti alla normativa recente.

2. Il principio di sussidiarietà: applicazione metodologiche per il lavoro dell'A.S.

3. Il contributo originale del terzo settore nei nuovi scenari del welfare locale.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il colloquio d'aiuto in situazione di conflitto familiare. Il candidato ne descriva le fasi della preparazione, della realizzazione, la documentazione utilizzabile e la fase di rielaborazione e verifica.

2. Il candidato ne descriva le fasi della preparazione, della realizzazione, la documentazione utilizzabile e la fase di rielaborazione e verifica.

3. La riunione d'equipe multi-professionale. Il candidato ne descriva le fasi della preparazione, della realizzazione, la documentazione utilizzabile e la fase di rielaborazione e verifica.

PROVA PRATICA

1. Un anziano di anni 72, vive da solo. A causa di un caduta, viene ricoverato in ospedale. Nel frattempo l'abitazione viene resa inagibile. Il personale del reparto segnala all'AS del comune di non aver visto alcun familiare, dal giorno del ricovero. Il candidato descriva sinteticamente le varie fasi dell'intervento professionale tenuto conto della normativa vigente.

2. Un minore di anni 16, extracomunitario. riferisce ad una insegnante di non voler più far rientro a casa, La segnalazione scritta arriva all'AS del comune che, sentito il minore, riferisce di violenze. Il nucleo è composto dallo stesso minore, da padre operaio di anni 51 e da uno zio paterno, non in regola con il permesso di soggiorno. Il candidato descriva sinteticamente le varie fasi dell'intervento professionale tenuto conto della normativa vigente.

3. All'AS del comune viene segnalato uno sfratto esecutivo di un nucleo di 2 minori rispettivamente di anni 10 e anni 2. Il candidato descriva sinteticamente le varie fasi dell'intervento professionale tenuto conto della normativa vigente.

Pubblicato in 2010
Venerdì, 03 Giugno 2011 01:45

Verona 1^ sessione 2010

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Alcuni autori individuano nella "capacità di partecipare ai cambiamenti della propria comunità" un valore della professione di assistente sociale: in quali principi ed atteggiamenti dell'operatività del servizio sociale questo valore si declina.

2. Il servizio sociale svolge una funzione di tipo applicativo rispetto alle politiche sociali, ma può anche avere un ruolo di promozione e di individuazione di linee programmatiche innovative per costruire servizi che meglio rispondano ai bisogni dei cittadini.

3. In che cosa consiste il case management, quali effetti produce sul lavoro sociale e quale figura professionale meglio si attaglia al ruolo di case manager.

PROVA PRATICA

1. Lavorare per progetti di comunità o per settori specifici di intervento. Il candidato presenti e approfondisca la fase della valutazione e la sua funzione di guida per una nuova eventuale progettazione.

2. L'assistente sociale e le ricorse del territorio: sfida quotidiana. Il candidato indichi quali strategie e quali modalità o innovazioni professionali può utilizzare l'assistente sociale nel suo lavoro quotidiano.

3. L'agire concitato spesso imposto all'assistente sociale dalle emergenze impedisce uno sguardo più ampio sulle macro-problematiche che possono fungere da indicatori sociali per le politiche di welfare generali e per una più corretta programmazione degli interventi.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. II segretariato sociale. Strumento di orientamento del cliente/utente alla rete e alle offerte dei sei-vizi sociali. Il candidato ne delinei una definizione e ne indichi i principi, facendo riferimento all'esperienza professionale.

2. L'Assistente Sociale è tenuta a promuovere la cultura della cittadinanza e l'accesso ai Servizi Sociali. Il candidato spieghi il significato di tale affermazione, ne descriva i principi sottesi ed espliciti le modalità di implementazione di questa funzione, facendo riferimento all'esperienza professionale.

3. Le ripercussioni delle nuove povertà sul lavoro dell'Assistente Sociale. Il candidato illustri i contenuti di questa sfida e le sue implicazioni operative, facendo riferimento, se possibile, alla propria esperienza professionale.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. La segnalazione al servizio sociale. Presentazione, raccolta e prima definizione di un problema. Il candidato delinei una definizione e ne indichi i principi professionali, facendo riferimento ali'esperienza professionale.

2. Il candidato proponga una definizione di segreto professionale e ne illustri le implicazioni per l'operatività dell'assistente sociale nel rapporto con la rete di servizi e degli operatori del privato sociale.

3.Il colloquio in ufficio e durante la visita domiciliare. Il candidato tenuto conto del contesto ne descriva le peculiarità, le differenze, le modalità di attuazione e le finalità.

PROVA PRATICA

1. Un'anziana di anni 82, ricoverata in ospedale, verrà dimessa a breve. I medici del reparto segnalano il caso all'Assistente sociale del comune. Da quanto riferito la signora non è in grado di gestirsi a domicilio in quanto necessita di supervisione e vive da sola. Il candidato predisponga il piano di intervento, che comprenda sia l'eventuale attivazione di supporti socio assistenziali a domicilio, sia l'eventuale inserimento in struttura alla luce della legge 328 del 2000.

2. Un nucleo famigliare viene segnalato al servizio sociale del loro comune di residenza da un vicino di casa il quale assiste sempre più frequentemente a liti familiari. Il segnalante si dimostra disponibile anche all'incontro con la famiglia che ha segnalato e sembra disposto al confronto. Al primo incontro l'Assistente sociale che incontra la famiglia raccogliere le seguenti informazioni:

• padre 40 anni originario del sud-Italia con esperienze pregresse di tossicodipendenza e una breve esperienza in una comunità di recupero. Il padre è operaio metalmeccanico e lavora a turni;

• madre 28 anni analfabeta, disoccupata e in attesa del secondo figlio;

• bambino di 6 anni iscritto al primo anno di scuola primaria.

Da quanto riferito i litigi si riferiscono spesso a divergenze sull'educazione del figlio e sui problemi economici che spesso la famiglia si trova ad affrontare a causa di alcuni debiti riferiti al gioco che la signora pratica utilizzando delle slot-machines presenti nei bar che spesso frequenta. Il candidato sintetizzi le varie fasi di intervento ipotizzando percorsi operativi.

3. Un minore di anni 15 proveniente dalla Tunisia viene segnalato dal Dirigente scolastico per inottemperanza all'obbligo scolastico. La famiglia più volte invitata non si è mai presentata. Dalle poche informazioni raccolte, risulta che il ragazzo abbia due fratelli minorenni. La madre non lavora e non parla italiano. Il padre lavora saltuariamente e spesso la famiglia incontra problemi di gestione economica. Il candidato sintetizzi le varie fasi di intervento ipotizzando percorsi operativi.

Pubblicato in 2010
Venerdì, 03 Giugno 2011 01:23

Verona 2^ sessione 2009

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. La realizzazione di un sistema integrato dI servizi ed interventi comporta notevole complessità sia nell'assetto organizzativo-gestionale dei sistemi di risposta che nell'organizzazione del lavoro all'interno dei servizi. Il candidato illustri le principali forme di gestione e le caratteristiche organizzative che il sistema dei servizi alle persone può assumere, al fine di salvaguardare l'integrazione, la partecipazione e l'efficacia delle risposte.

2. La normativa attuale in campo sociale attribuisce particolare rilievo alla collaborazione dei volontariato nell'offerta di risposte ai bisogni della popolazione. Il candidato illustri il ruolo e le funzioni proprie del volontariato, e indichi poi modalità e strategie dell'ente locale per un appropriato utilizzo del volontariato.

3. Va sempre più diffondendosi anche nei servizi sociali l'esigenza di operare valutazioni di efficacia e di efficienza. il candidato, dopo aver definito i diversi tipi di valutazione nella operatività dell'assistente sociale, ne illustri le principali modalità di attuazione, gli obiettivi e gli strumenti per realizzarla.

PROVA PRATICA

1. La presenza sul territorio di persone senza fissa dimora è un fenomeno che è divenuta realtà in molte città italiane. Predisponga il candidato un progetto di inclusione sociale di queste persone illustrando le fasi procedurali da attuare e le eventuali risorse da pianificare.

2. In una zona periferica di un comune di media densità vi è una forte presenza di popolazione anziana. Un loro rappresentante si rivolge all'Assessore per le Politiche Sociali chiedendo l'apertura di un centro diurno. Indichi il candidato le fasi procedurali che il servizio sociale incaricato deve attuare e le eventuali risorse da pianificare per giungere alla realizzazione di un progetto innovativo.

3. Il Direttore dei Servizi Sociali ritiene che siano aumentate in maniera significativa le segnalazioni al Servizio Tutela Minori con conseguenti ricadute nel servizio stesso e nelle amministrazioni comunali. Il candidato illustri le azioni professionali necessarie per valutare il fenomeno e per predisporre gli interventi più appropriati.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Molti autori di servizio sociale convergono nel caratterizzare il lavoro dell'assistente sociale per la sua tridimensionalità e per l'ottica bifocale. Il/la candidato/a spieghi il significato di tali concetti. 

2. L'identificazione degli interventi più appropriati per fronteggiare la situazione di disagio delle persone che chiedono aiuto ai servizi comporta per l'assistente sociale importanti operazioni professionali. Il/la candidato/a indichi quali sono tali operazioni, il loro significato, e la strumentazione necessaria per la loro attuazione. 

3. Il/la candidato/a illustri le principali responsabilità che il codice deontologico attribuisce all'assistente sociale nei confronti della persona utente e cliente.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il/la candidato/a descriva metodi e strumenti di programmazione alia luce della Legge n°328/2000.

2. Nel "sistema integrato degli interventi e dei servizi" l'assistente sociale gioca un ruolo determinante in qualità di attivatore di reti. Il/la candidato/a approfondisca il tema proponendo esemplificazioni su un'area a sua scelta.

3. L'Unità Valutativa Multidìmensionale Distrettuale (U.V.M.D.) è lo strumento più idoneo a garantire e realizzare l'integrazione socio-sanitaria. Il/La candidato/a delinei ruolo e metodologia di lavoro dell'assistente sociale in tale ambito.

PROVA PRATICA

1. La responsabile del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) dell'Azienda sanitaria contatta l'assistente sociale del comune per segnalare la situazione di una signora di 35 anni, paraplegica a seguito di un recente incidente stradale in cui è deceduto il marito. La signóra, una volta dimessa dall'ospedale, si è isolata e non è ancora rientrata al lavoro. La casa dove abita presenta, inoltre, delle barriere architettoniche. Al momento accetta di relazionarsi solo con l'infermiere che si reca a domicilio due volte alla settimana. Il/la candidato/a illustri un piano di lavoro che preveda una prima ipotesi di valutazione, obiettivi e modalità d'intervento.

2. Il Sig. Giulio ha 80 anni e contatta telefonicamente il sindaco chiedendo aiuto per l'assistenza alla moglie colpita di recente da un ictus che l'ha resa parzialmente non autosufficiente. Il sindaco incarica l'assistente sociale di effettuare una visita domiciliare urgente. Il/la candidato/a formuli un'ipotesi di intervento indicando:

® quali strategie intende mettere in atto; ® quali strumenti intende utilizzare;

® quali risorse (istituzionali e non) intende coinvolgere per affrontare la situazione descritta.

3. Il parroco segnala al servizio sociale comunale che la Sig.ra Maria di circa 80 anni, vedova con una pensione minima INPS, vive in una casa di proprietà con un figlio disabile grave di 40 anni. La Sig.ra Maria, che dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico a breve, è preoccupata per il figlio che non risulta essere in grado di provvedere a se stesso. Il/la candidato/a formuli un piano di lavoro esplicitando una prima ipotesi di valutazione, obiettivi e strategie di intervento.

Pubblicato in 2009
Venerdì, 03 Giugno 2011 01:05

Verona 1^ sessione 2009

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il tema dell'integrazione sociosanitaria è sempre più presente nella normativa e nella pratica dei servizi. Il candidato descriva gli ambiti in cui tale integrazione assume maggiore rilievo, indicandone le finalità, i problemi di realizzazione, le modalità e le strategie per superarli.

2.Illustri il candidato le finalità, i principi ispiratori e le caratteristiche più salienti di un Piano di Zona, riportando delle esemplificazioni riferite ad un'area liberamente scelta.

3.La valutazione dei servizi e degli interventi sociali è uno dei compiti primari dell'ente locale. Il candidato descriva i processi, le modalità e gli strumenti che consentono all'istituzione pubblica di verificare l'efficacia delle risposte garantendo nel contempo economicità nell'uso delle risorse.

SECONDA PROVA SCRITTA (PRATICA)

1.In un comune di medie dimensioni l'assistente sociaie più anziano di servizio viene incaricato a svolgere le funzioni di coordinamento nell'ufficio dove lavora da più di dieci anni. Fino ad allora la funzione era svolta dal capo-ufficio amministrativo, Il servizio conta quattro assistenti sociali, due educatori, tre amministrativi e dieci assistenti domiciliari. La/il candidata/o esponga i primi interventi che metterebbe in atto, elenchi le criticità dovute al nuovo incarico e le strategie più adeguate per risolverle.

2. L'Assessore alle Politiche Sociali ritiene che siano aumentati i casi di inserimento in strutture residenziali con conseguente lievitazione delle spese a carico dell'Amministrazione Comunale. La/II candidata/o illustri le azioni professionali necessarie per valutare il fenomeno e per predisporre gli interventi più appropriati.

3. L'attuale situazione economica e il conseguente aumento di richieste d'aiuto ai servizi sociali obbliga l'Amministrazione Comunale ad adottare un regolamento per la definizione dei criteri per l'erogazione di servizi al cittadino (per esempio: assistenza domiciliare, contributi economici, integrazione retta in strutture residenziali, altri servizi). La/il candidata/o riporti i punti più rilevanti da inserire in un ipotetico regolamento, motivando le scelte e i riferimenti legislativi.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il candidato illustri le fasi metodologiche del processo di aiuto e i principali strumenti usati dall'assistente sociale.

2. Uno dei principi fondamentali del servizio sociale è il rispetto della dignità e unicità di ogni essere umano. Il candidato illustri il significato di tale principio e le sue modalità di applicazione nel lavoro concreto dell'assistente sociale.

3. Il CODICE DEONTOLOGICO è costituito dai principi e dalle regole che gli assistenti sociali devono osservare e far osservare nell'esercizio della professione. Il candidato illustri quali sono i principi cardine e in che modo una loro corretta applicazione agevoli il processo di aiuto.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. L'accoglienza della persona straniera: risorsa o vincolo? Il candidato, ipotizzando di lavorare in un servizio sociale di base, esponga alcune ipotesi operative per favorire l'integrazione sociale delle persone straniere avendo, fra le altre risorse territoriali, quelle relative al mondo del volontariato.

2. Un'elevata capacità di lavoro interprofessionale e di collaborazione fra servizi ed istituzioni garantiscono la promozione di efficaci politiche sociali. Il candidato, illustrando un'area tematica a sua scelta, descriva il ruolo che l'assistente sociale può svolgere per contribuire a realizzare ed implementare tale processo.

3. Il candidato illustri i metodi e gli strumenti di programmazione alla luce della Legge n° 328/2000, con particolare riferimento all'integrazione con il terzo settore.

PROVA PRATICA

1. Un comune di circa 5000 abitanti assume, dopo due anni di assenza, un altro Assistente Sociale. Il precedente Assistente Sociale aveva attivato il servizio di Assistenza Domiciliare, i Centri Estivi per i ragazzi della scuola primaria e stabilito una discreta rete di contatti con le associazioni locali. Il candidato costruisca un piano di lavoro relativo agli impegni che ritiene di dover assolvere per i primi due mesi, definendo gli obiettivi, priorità, tempi, modalità operative.

2. Il parroco segnala all'assistente sociale di base la seguente situazione: nel quartiere vive una signora vedova di circa 75 anni, percepisce la pensione minima INPS ed è seguita dalla Caritas parrocchiale con interventi di tipo economico finalizzati all'acquisto di generi alimentari. A seguito del repentino peggioramento delle sue condizioni di salute non sembra essere più in grado di provvedere a se stessa. Nell'avviare il processo di aiuto, ipotizzi il candidato un progetto d'intervento indicando obiettivi, azioni da implementare, risultati attesi e modalità di verifica.

3. Il sig. Antonio, di ottanta anni, è un noto alcolista. Da circa dieci mesi sta sperperando il suo denaro lasciando debiti nei vari negozi. Vive in solitudine in un appartamento popolare. Dopo la morte della moglie, avvenuta circa un anno fa, risulta inoltre avere grosse difficoltà nella gestione dell'abitazione e della sua persona. Antonio frequentava il gruppo degli Alcolisti Anonimi; con qualcuno del gruppo aveva stretto un discreto rapporto di fiducia. Il candidato descriva i primi passi dell'intervento.

Pubblicato in 2009
Venerdì, 03 Giugno 2011 00:48

Verona 2^ sessione 2008

SEZIONE A

PROVA PRATICA

1. Il preside dell' istituto comprensivo di una zona periferica cittdina segnala formalmente all'assessorato dei servizi sociali del comune che la scuola media è interessata dal fenomeno dell0inadempienza scolastica che riguarda la seconda ma soprattutto la terza classe. Il preside riferisce che i tentativi fatti dagli insegnanti per responsabilizzare studenti e genitori non hanno prodotto risultati significativi; chiede la collaborazione del Comune per affrontare il problema. L'assessore incarica l'assistente sociale che segue l'area materno-infantile della zona interessata di esaminare la situazione e formulare una proposta. Come imposta il lavoro l'assistente sociale e cosa propone ?

2. Politiche sociali a sostegno della famiglia: quali possibili compiti e funzioni da parte del servizio sociale professionale.

3.La gestione dei servizi sociali in convenzione con organizzazioni del no-profit comporta l'assunzione da parte degli stessi di capacità di adeguatezza nello svolgimento dei compiti affidati: il candidato indichi alcuni strumenti per verificare qualità ed efficacia degli interventi posti in essere dall'organizzazione convenzionata.

Nota: Non sono reperibili altre tracce di questa sessione, di entrambe le sezioni.

Pubblicato in 2008
Giovedì, 02 Giugno 2011 23:54

Verona 1^ sessione 2008

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Illustri il candidato le finalità e le caratteristiche di un Piano Sociale di Zona utilizzando anche eventuali esemplificazioni (in un'area a scelta).

2. La valutazione multidimensionale: specificità del servizio sociale professionale negli interventi integrati socio-sanitari.

3. Tra assistenza sociale e bisogno di sicurezza: quale ruolo del servizio sociale professionale nell'organizzazione dei servizi.

PROVA PRATICA

1. Il lavoro di organizzazione delle risorse del privato sociale finalizzato all'implementazione di progetti per il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati: il candidato indichi un percorso per la progettazione e l'organizzazione della sudddetta attività.

2. Quali elementi possono essere considerati di qualità dal punto di vista del servizio sociale nell'assegnazione di un servizio di assistenza domiciliare al privato sociale: il candidato commenti gli indicatori che ritiene maggiormente rilevanti.

3. Illustri il candidato le tappe principali del processo di elaborazione di un piano di intervento con il seguente obiettivo strategico: prevenire situazioni di disagio e devianza dei minori stranieri, quando privi in ambito locale di figure parentali di riferimento significative.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Esame del ruolo dell'assistente sociale nel lavoro di territorio: metodologia e strategie nel lavoro di rete e nella promozione dei gruppi di auto-aiuto.

2. Le prime fasi del processo di aiuto: aspetti metodologici e strumenti possibili nell'ambito del servizio sociale professionale.

3. Il colloquio è uno strumento privilegiato nell'operatività dell'assistente sociale: ne delinei il candidato caratteristiche, specificità ed ambiti di utilizzo.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il Piano di Zona: strumento privilegiato di programmazione che permette all'assistente sociale di esercitare le specifiche competenze nella connessione, integrazione e valorizzazione delle risorse.

2. Le misure di contrasto alla povertà messe in atto dagli enti locali, anche alla luce della legge 328/2000.

3. Garantire l'accesso ai livelli minimi di assistenza sociale: quale contributo del Servizio Sociale professionale.

PROVA PRATICA

1. Al Servizio Sociale Comunale accede, senza appuntamento, una signora trentenne di origine ucraina, assieme al suo unico figlio di anni due; ella riferisce di essere stata "messa alla porta" dal suo convivente di nazionalità italiana (proprietario dell'appartamento in cui vivevano e padre del bambino ) e di non saper quindi dove alloggiare. La signora, disoccupata, non ha per sé e per il figlio alcun effetto personale, in quanto - dice - il convivente le impedisce di rientrare in casa. Illustri il candidato un possibile piano di lavoro.

2. Caso di Luca. Luca è un signore di 40 anni, celibe, vissuto con i genitori (entrambi alcolisti e seguiti dai servizi sociali) fino alla loro scomparsa. A seguito di ciò i fratelli (che nel frattempo si erano coniugati) hanno deciso di vendere la casa paterna e di dividere "l'eredità". La parte spettante a Luca si è esaurita immediatamente (aveva contratto dei debiti e ha dovuto assolverli), ora non ha più nulla, né una casa né un'entrata economica. Luca non lavora da molti anni: finché i genitori erano viventi assolvevano loro ai bisogni primari, ora i fratelli lo hanno informato della loro indisponibilità "assoluta" ad occuparsi di lui. Luca si rivolge all'assistente sociale del proprio Comune, e chiede di essere assistito: vuole una casa ed un lavoro ... forse anche lui ha un problema con il bere, ma non lo ha mai riconosciuto né intende farlo ora, a suo dire lui abbisogna solo di un lavoro e di un'abitazione! Il candidato, ponendosi nei panni dell'assistente sociale del Comune al quale Luca si è rivolto indichi, motivandone le scelte:

- che tipo di idea si è fatto di questa situazione (prima valutazione) e quali altri elementi sono necessari per un migliore inquadramento della situazione

- come intende procedere

- quali, come e quando (se ritiene il caso) altri Servizi possono essere coinvolti

-  come attuare il principio di autodeterminazione e di coinvolgimento dell'utente nelle fasi del processo metodologico in situazioni come quella presentata.

3. Il sindaco di un comune di circa 150 mila abitanti viene contattato dal Presidente di una circoscrizione che segnala quanto da più giorni riferito da un gruppo di cittadini: da un'abitazione del centro, nella quale vivono una giovane coppia con due bambini di 3 e 5 anni, si sentono continue urla, pianti e rimproveri rivolti soprattutto ai minori e alla madre. Il padre risulta svolgere lavori saltuari e di breve durata e lo si vede spesso frequentare i bar della zona; la madre al momento non lavora e s'è rivolta alla Caritas parrocchiale con la richiesta di aiuto. Il sindaco incarica l'assistente sociale di verificare la situazione. Ipotizzi il candidato un progetto di intervento indicando:

- come intende procedere nel contattare il nucleo familiare;

- quali servizi pubblici o del privato sociale intende coinvolgere;

- quali azioni intende promuovere a sostegno della situazione presentata.

Pubblicato in 2008
Giovedì, 02 Giugno 2011 23:25

Verona 2^ sessione 2007

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. L'enfasi crescente posta sul concetto di sicurezza sociale da numerose forze sociali e politiche sta inducendo un confuso ma significativo senso di allarmismo collettivo che, da un lato, tende a tradursi in richieste di forme rigide di contenimento dei problemi legati a devianza e criminalità e, dall'altro, porta ad una insofferenza verso ciò che è diverso dalla propria cultura o dal proprio modo di immaginare la vita collettiva. La crescita dell'esigenza di contenimento induce i servizi, ma anche il singolo operatore, a ridefìnirsi non solo in termini di relazione di aiuto, ma anche a riflettere rispetto a funzioni che rimandano al concetto di controllo sociale. Il/la candidato/a, tenendo presenti i principi del Servizio Sociale, la legislazione e la deontologia professionale, illustri i possibili percorsi di integrazione tra le due funzioni, facendo riferimento anche a specifici ambiti di lavoro sociale professionale.

2. L'integrazione socio-sanitaria è uno strumento che ha la finalità di dare risposte adeguate ai bisogni delle persone. Essa, si riferisce all'esigenza di considerare la persona che esprime un bisogno, da un punto di vista unitario (approccio olistico), in virtù del quale si pongono in atto interventi coerenti, frutto di una progettazione organizzata, coordinata e condivisa da parte dei diversi attori del sistema. Inoltre ha la finalità più strumentale di aumentare il livello e la qualità della collaborazione tra servizi sociali e sanitari.Il/la candidato/a illustri il possibile apporto del Servizo Sociale e il ruolo dell'Assistenet Sociale Specialista in tale ambito.

3. Da anni ormai il concetto di Welfare State è sottoposto a densa critica; l'impossibilità dello stato nazionale di farsi carico dei bisogni sociali sempre più frammentati e particolaristici, ha lasciato uno spazio sempre maggiore alla cosiddetta Welfare Society. Il/la candidato/a discuta, alla luce delle sue conoscenze, il rapporto tra sistema pubblico, privato sociale e le reti informali di assistenza, mettendone in luce i punti di forza, le criticità e il ruolo che il Servizio Sociale può assumere in tale contesto.

PROVA PRATICA

1. Nella quotidianità del lavoro sociale professionale, l'Assistente Sociale si trova in relazione con altri membri dell'organizzazione di cui fa parte. In particolare il referente politico riveste un ruolo determinante per l'azione dell'Assistente Sociale. Il/la candidato/a, facendo riferimento ai principi, ai valori della professione e al codice deontologico, indichi e commenti gli elementi qualificanti di tale rapporto, come pure gli aspetti di criticità.

2.Servizio Sociale dell'Ente Locale: l'Assistente Sociale che via funzione di Coordinamento dell'Ufficio, riceve dal proprio referente politico (Assessore con delega ai Servizi Sociali) l'incarico di predisporre il nuovo "Regolamento Comunale delle Prestazioni Economiche alla persona". Il/la candidato/a formuli un piano di lavoro per la sua realizzazione, indicando altresì le eventuali collaborazioni con altre professionalità presenti nell'organizzazione stessa e al di fuori di essa, e le modalità del loro coinvolgimento.

3.Un/un'Assistente Sociale di un Servizio pubblico si rivolge al Coordinatore dell'Ufficio, suo referente gerarchico e anch'egli/ella Assistente Sociale, esplicitando di aver bisogno di un confronto nella gestione di un caso, anche al fine di condividere le imminenti scelte operative. Il Coordinatore riceve l'Assistente Sociale, che riferisce quanto segue: "Ieri mi ha telefonato la Sig.ra Giovanna, convivente del Sig. Amos, 50 anni, disoccupato, pluripregiudicato ed ex-tossicodipendente. Quest'ultimo è da tempo in carico al ns. Servizio, e già da alcuni mesi Giovanna mi ha più volte raccontato di aver subito delle minacce da parte di Amos, talvolta anche delle percosse (una volta si è dovuta presentare al Pronto Soccorso, con prognosi di guarigione di due giorni), ma nonostante abbia più volte tentato di motivarla, offrendole il mio aiuto, a denunciare l'accaduto alle Forze dell'Ordine, mi ha sempre chiesto di mantenere la più assoluta riservatezza perché teme ritorsioni da parte di Amos. Così anche ieri, quando mi ha anche riferito di essere ormai certa che il convivente sia ricaduto nell'uso di sostanze stupefacenti, in quanto ha trovato delle siringhe nascoste in bagno e in quanto lo stesso è spesso ubriaco e si presenta sempre più aggressivo. Mi ha anche detto di averlo visto, per quattro/cinque giorni, portare con sé una pistola". Sulla base di quanto delineato, la/il candidata/o analizzi la situazione prospettata dall'Assistente Sociale, a partire dalla prospettiva di ruolo del Coordinatore, e formuli un possibile piano di intervento, tenendo anche in considerazione i seguenti parametri:

•    restituzione da fornire all'Assistente Sociale circa gli interventi sinora posti in essere;

•    riferimento alle previsioni della normativa italiana vigente e del Codice Deontologico, e agli eventuali obblighi che ne derivino per i due attori;

•    definizione dei possibili compiti dei due attori, nel rispetto dei ruoli reciproci, nell'ambito del futuro piano di intervento sul caso.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il/la candidato/a, tenendo presenti i valori e i principi del Servizio Sociale, definisca il "diritto di autodeterminazione dell'utente", e ne discuta la sua trasformazione nel concetto di individualizzazione e personalizzazione dell'intervento.

2. Il primo colloquio: il/la candidato/a ne definisca caratteristiche e peculiarità, operando poi una contestualizzazione in un ambito di intervento del Servizio Sociale Professionale individuato a sua scelta.

3. La visita domiciliare è uno strumento usato sovente nella pratica del Servizio Sociale Professionale. Il/la candidato/a analizzi l'utilizzo di tale strumento nel contesto del processo di aiuto, sia dal punto di vista metodologico che operativo.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. La valutazione del bisogno nel processo di aiuto alla persona. Il/la candidato/a, dopo aver definito e descritto tale competenza del Servizio Sociale Professionale, ne contestualizzi l'utilizzo facendo riferimento allo specifico ambito di tirocinio.

2. Codice deontologico dell'Assistente Sociale. Titolo II - Principi - Art, 10: "L'esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sull'autonomia tecnico-professionale, sull'indipendenza di giudizio, sulle conoscenze proprie e della professione, sulla coscienza personale dell'Assistente Sociale. L'Assistente Sociale ha il dovere di difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti". Il/la candidato/a commenti tale dichiarazione di principio e ne descriva l'applicazione nella pratica operativa, facendo riferimento, se del caso, alla propria esperienza di tirocinio.

3.Al fine di contrastare l'istituzionalizzazione dei minori, la legge n. 149/01 ha disposto la chiusura degli Istituti Socio-Assistenziali entro il 31 dicembre 2006. Ma chiudere gli istituti non basta per ridurre gli allontanamenti di bambini e ragazzi dalle proprie famiglie. Il/la candidato/a, in base alle proprie conoscenze, indichi e commenti i possibili e diversi interventi da mettere in campo, mettendone in luce punti di forza e criticità.

PROVA PRATICA

1. Lunedì mattina, ore 11:45. Jessica, educatrice presso un Centro Diurno per Minori, si presenta dall'Assistente Sociale del Comune accompagnata da Mohammed, un ragazzo di 16 anni. Jessica riferisce all'Assistente Sociale che la notte precedente, a seguito di un grosso litigio con la madre, Mohammed ha lasciato il suo domicilio, ha passato la notte presso la famiglia di un coetaneo suo compagno di scuola, e stamani ha contattato Jessica poiché, anche se da più di un anno non frequenta il Centro Diurno, ha mantenuto con lei un rapporto di amicizia. Mohammed, che è nato in Italia da genitori marocchini, abita con la madre e due fratelli (un maschio di anni 4 e una femmina di anni 6) e recentemente è tornato a vivere con loro il secondo marito della madre, padre dei due fratellini di Mohammed. Mohammed è arrabbiato, non ha intenzione di tornare a casa, e sostiene che la madre stessa lo ha cacciato. Il /la candidato/a determini quali altre informazioni devono essere acquisite per predisporre un piano di intervento e descriva le azioni da mettere in atto nella fase di pronto intervento sociale.

2.La Sig.ra Bessie, 35 anni, di nazionalità Ghanese, si presenta presso un Ufficio Territoriale di Servizio Sociale di un Comune. Nell'ambito del primo colloquio, effettuato in presenza di una sorella con funzione di interprete in quanto l'utente parla un italiano molto stentato, emerge che:

•    La medesima convive con il compagno, Sig. Thomas, della stessa nazionalità, privo di precedenti penali, che lavora con regolare contratto presso una ditta metalmeccanica come operaio saldatore e percepisce uno stipendio di ca. 1.300 €. mensili;

•    La coppia, in un momento di difficoltà nel quale doveva assolutamente reperire un nuovo domicilio, ha sottoscritto un mutuo trentennale per l'acquisto dell'appartamento attualmente occupato dal nucleo, dato il quale deve far fronte al pagamento di una rata mensile di ca. 950 €.;

•    Dall'unione sono nate due figlie, Joan e Frida, di due e quattro anni, che sono iscritte all'Asilo Nido e alla Scuola Materna del quartiere: la Sig.ra Bessie narra che, a seguito di un errore nella scelta del modulo di iscrizione alla scuola Materna, Joan può al momento frequentare il Nido solo al mattino;

•    L'utente vorrebbe inserirla anche al pomeriggio, anche al fine di tentare di reperire un'attività lavorativa, e riferisce che la Coordinatrice del Nido le ha riferito che le graduatorie sono ormai chiuse e che per derogare dalle stesse servirebbe "una carta dell'Assistente Sociale";

•    Presso il nucleo è presente anche Desmond, 15 anni, figlio di Bessie, studente presso una Scuola Professionale, nato dal rapporto con un italiano che non ha riconosciuto il figlio: la Sig.ra Bessie ha intentato una causa di riconoscimento nei confronti del padre presunto, ma la stessa si è bloccata in quanto non dispone della somma di €. 500, necessari a coprire le spese di effettuazione dell'esame del D.N.A.;

•    La Sig.ra Bessie ha in corso la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, ed è in possesso del "tagliandino" della Questura competente per territorio che testimonia l'avvio dell'iter burocratico.

L'utente porta all'Assistente Sociale, in particolare, la sua preoccupazione sia per la situazione economica del nucleo, sia per la situazione di conflitto che da tempo si palesa tra Thomas e il figlio Desmond, a causa dei problemi di rendimento scolastico evidenziati dal medesimo. Sulla base di quanto prospettato, la/il candidata/o formuli una proposta di intervento ponendo particolare attenzione nel considerare, secondo la prospettiva del lavoro di rete, le possibili ipotesi di raccordo progettuale e operativo con agenzie pubbliche e/o private potenzialmente presenti nel territorio di un Comune capoluogo di provincia.

3. Il signor Aleardo ha 60 anni, coniugato, pensionato e vive in un piccolo paese. Nella sua stessa palazzina abita la madre di 85 anni che ha difficoltà nella deambulazione. Nel paese vivono altri figli della signora con le loro famiglie. Il signor Aleardo si reca nell'ufficio dell'Assistente Sociale del Comune con la richiesta che venga attivato il pasto a domicilio per la madre. Il/la candidato/a descriva quali altre informazioni sono necessarie per approfondire la conoscenza della situazione e ipotizzi un piano di lavoro che preveda obiettivi, azioni e modalità di intervento ritenuti più adeguati alla situazione presentata

Pubblicato in 2007
Giovedì, 02 Giugno 2011 22:29

Verona 1^ sessione 2007

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Le condizioni necessarie per ideare, costruire, gestire e valutare interventi e processi di aiuto complessi sono: culturali, istituzionali, organizzative e professionali. Il/La candidato/a descriva le peculiarità di ciascuna condizione.

2. Il lavoro di rete é una prassi operativa richiesta dalla natura multidimensionale delle problematiche sociali, Il/La candidato/a ne descriva i principi e ie implicazioni metodologiche .

3. Il contratto in Servizio Sociale è un esplicito accordo tra due (o più) parti relativo allo sviluppo dell'intervento. Il/La candidato/a descriva tale strumento operativo nelle sue caratteristiche, contenuti e finalità, soffermandosi inoltre, sugli eventuali aspetti di criticità.

PROVA PRATICA

1. La definizione del ruolo professionale è determinata anche dal mandato istituzionale dell'Ente di cui il professionista fa parte. Tenendo conto di tale peculiarità, il/la candidato/a definisca e descriva il ruolo, i compiti e le possibili interazioni tra il Servizio Sociale Comunale, il Servizio Tutela Minori e il Servizio per le Dipendenze (SERD) nella predisposizione di un progetto di intervento rispetto alla seguente comunicazione:

AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI....

La signora Z.B. è conosciuta al Servizio Tossicodipendenze da circa 10 anni, dove per problemi legati all'uso di sostanze, ha effettuato varie terapie farmacologiche di disintossicazione, sostegno e verifica, assieme al marito anch 'esso tossicodipendente. La signora non è mai riuscita a risolvere il problema, nonostante due tentativi, falliti, dì inserimento in comunità terapeutica. Da circa tre mesi la signora, dopo essere ricaduta in modo grave nell 'uso di sostanze, ha lasciato il marito, anch 'egli ancora tossicodipendente attivo, con il quale si era trasferita, da circa un anno in un'altra, provincia, ed è tornata a vivere nel suo paese di origine presso la casa dei propri nonni, paterni. La signora ha 4 figli piccoli, e si è ripresentata al Servizio tossicodipendenze con la richiesta di intraprendere un percorso riabilitativo residenziale portando con sé i propri figli. In seguito a tale richiesta ed in accordo con il Servizio Tutela Minori dell'ULSS, si è ritenuto opportuno avvallare la richiesta della signora Z. B. di inserimento in struttura residenziale terapeutica con i figli A. di anni 3, B. di anni 6 e C. di anni 8, mentre per D. di anni 10 che vive con la zia paterna della signora Z.B. verrà valutato se sìa più idoneo ufficializzare l'affido già in atto o se sia più opportuno che anch'egli segua la madre in comunità. Per nessuno dei 4 figli della signora Z.B. è stalo emesso da parte del Tribunale per i Minorenni un provvedimento dì affievolirnento o decadenza della patria potestà. Si chiede la disponibilità all'assunzione della retta per i minori da parte del comune dì residenza. A disposizione per ulteriori informazioni......

f.to Responsabile Servizio Tutela Minori    f.to Direttore SERT

2) La Sig.ra Lucia si presenta senza appuntamento presso l'ufficio dell'Assistente Sociale del Comune di residenza, assieme al Parroco della sua zona: riferisce che il marito, che stava scontando in un istituto penitenziario fuori provincia una condanna per una serie di furti, è uscito dal carcere qualche giorno prima per concessione dell'indulto e si è presentato a casa senza preavviso. E' noto all'Assistente Sociale che, da parte del marito, vi erano in passato stati episodi di violenza nei confronti di Lucia, verosimilmente legati anche a problemi di disagio mentale (il Servizio Psichiatrico, frequentato nel passato in modo non continuativo dal soggetto, aveva ipotizzato una diagnosi di schizofrenia): dopo aver resistito per cinque giorni, la Sig.ra si è rifugiata in parrocchia assieme alle due figlie di 5 e 7 anni, e si rifiuta di tornare a casa temendo per la propria incolumità e per quella delle figlie. Il candidato indichi le possibili linee di un piano di intervento, individuando le priorità e ponendole in relazione ai possibili obiettivi di medio/lungo periodo: valuti nel contempo il possibile coinvolgimento di uno o due altri servizi, definendo il ruolo specifico che ciascun assistente sociale coinvolto sarebbe chiamato a svolgere all'interno del piano di intervento ipotizzato e in relazione, oltre che al comune mandato professionale, al mandato istituzionale caratterizzante il suo ente e/o servizio.

3.La legge n. 328 del 2000 "Legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" attribuisce un ruolo significativo ai soggetti del Terzo Settore nelle politiche sociali; Il/la candidato/a, soffermandosi particolare nella predisposizione ed implementazione del Piano di Zona, descriva tale ruolo.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il primo colloquio con l'utente: il/la candidato/a definisca tale fase metodologica e ne descriva caratteristiche e finalità, contestualizzando, se del caso, il suo utilizzo in un determinato Servizio Sociale a scelta del/la candidato/a.

2. La cartella sociale predisposta per ogni utente o nucleo familiare è uno strumento utilizzato quotidianamente dall'Assistente Sociale. Il/la candidato/a illustri l'uso della cartella sociale, la documentazione in essa contenuta e ne descriva le finalità, le caratteristiche e le modalità di impostazione ed aggiornamento.

3. La relazione scritta di Servizio Sociale: la/il candidata/o ne illustri le caratteristiche e finalità, anche in relazione alla tipologie di presa in carico e alle implicazioni deontologiche che l'utilizzo di questo strumento comporta.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. L'affidamento familiare è uno strumento complesso volto a sostenere sia il minore che la sua famiglia, attraverso il lavoro congiunto degli operatori e della famiglia, o persona affidataria, avvalendosi della collaborazione delle risorse presenti nella comunità locale. Il/la candidato/a citando la normativa vigente, descriva le finalità dell'affidamento, le funzioni dei soggetti coinvolti e le modalità del processo di affidamento familiare.

2. Il segreto professionale è l'obbligo a non rivelare le informazioni aventi natura di segreto, apprese all'interno del rapporto fiduciario. Ha un fondamento etico, deontologico e giuridico. Il/La candidato/a, con richiamo ai principi della professione di Assistente Sociale e alle disposizioni di legge che la normano, sviluppi tale argomentazione, facendo riferimento anche alla propria esperienza di tirocinio.

3. Il ruolo dell'A.S. nell'ambito dell'équipe pluri-professionale: il candidato illustri punti di forza e nodi critici di detta modalità di lavoro, avendo cura di delineare le specificità dell'apporto professionale dell'A.S., anche con l'eventuale contestualizzazione del tema in trattazione in uno specifico ambito di intervento a sua scelta (équipe socio-sanitaria, socio-assistenziale, penitenziaria, etc.).

TERZA PROVA SCRITTA-PRATICA

1. Maria 75 anni, vedova, è ammalata di Parkinson, in peggioramento, e necessita, inoltre, di cure sanitarie continue. Giulio, l'unico figlio, ha 32 anni lavora come operaio in un'azienda della zona, vive da solo con la madre, ma sembra non più in grado di assisterla. Si rivolge, per la prima volta, al Servizio Sociale Comunale per un consiglio... Il/La candidato/a, ipotizzi quali altre siano le informazioni necessarie all'assistente sociale e a Giulio per comprendere la situazione e gestire il problema, impostando inoltre un eventuale piano di lavoro.

2. Venerdì, ore 12:00; Ente: Comune. Ufficio: Servizio Sociale di Base.

L'Assistente Sociale riceve la telefonata del Comandante del Corpo di Polizia Locale (Vigili Urbani) che la informa, di aver inviato, due ore prima, presso la chiesa parrocchiale, una pattuglia a prelevare un uomo che circa due giorni prima il parroco ha trovato all'intemo della chiesa stessa e nella quale ha trascorso le due notti precedenti. Il comandante afferma che: "Si tratta di un uomo di razza bianca, di circa 30 anni, di cui non si conosce né provenienza, né residenza, né identità; è senza documenti, e non dichiara il proprio nome; dice qualche parola ma si esprime in inglese''. Il comandante riferisce inoltre che lo sconosciuto è stato medicato, e poi dimesso, la sera precedente presso il Pronto Soccorso del locale ospedale, per una lieve ferita alla gamba destra, e, aggiunge allarmato: " Si comporta in modo strano ...sembra smemorato. Ora si trova presso la locale stazione dei Carabinieri per la fotosegnalazione, ma completata la procedura, si pone il problema del suo ricovero... Non possiamo tenercelo in Comando, come risolviamo il problema?" Il/la candidato/a, dopo aver determinato quali sono le informazioni che andrebbero approfondite e come si potrebbero ottenere, definisca il piano di intervento, le azioni da mettere in atto nella fase di pronto intervento sociale, e ipotizzi un eventuale progetto di presa in carico a breve/medio termine con la descrizione delle risorse del territorio da coinvolgere nel progetto.

3. La Sig.ra Paola e il marito si rivolgono all'assistente sociale di un Centro Sociale Territoriale del Comune, in quanto sono preoccupati per il nipote, Mario, di otto anni, che frequenta la terza elementare e secondo loro vive una condizione di grave trascuratezza. Si sono sentiti rinforzati in tale convinzione anche dai riferiti ufficiosi provenienti da terze persone che, pur non essendo docenti, hanno contatti con il plesso scolastico frequentato dal minore. Riferiscono inoltre che la madre di Mario, sorella di Paola, starebbe vivendo una situazione di grave difficoltà ed evidenziando degli atteggiamenti di tipo depressivo: ciò anche in relazione al recente rientro in casa del marito, che storicamente aveva presentato problematiche di dipendenza da sostanze stupefacenti, dopo che il medesimo ha abbandonato una struttura comunitaria dove stava effettuando un programma terapeutico da circa nove mesi. Il candidato indichi le possibili linee di un piano di intervento, individuandone le priorità e ponendole in relazione ai possibili obiettivi di medio/lungo periodo.

Pubblicato in 2007
Giovedì, 02 Giugno 2011 22:08

Verona 2^ sessione 2006

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. La legge 328/00 è lo strumento locale teso al potenziamento, riordino, messa in rete di interventi e servizi sociali attraverso il piano di zona. Il/La candidato a illustri gii strumenti e la metodologia necessaria per la costruzione del piano di zona ed in particolare l'apporto dell'assistente sociale.

2. Il/la candidato/a scelga un'area di intervento (minori, anziani, disabilità, specifichi una problematica ed illustri le fasi di progettazione e le modalità di gestione di uno specifico servizio.

3. Il Dpr 328/01 definisce le attività professionali degli assistenti sociali appartenenti alle sezioni A (assistente sociale specialista) e B (assistente sociale). Il/la candidato/a le illustri evidenziando criticamente la specificità di entrambi i ruoli professionali.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il/La condidato/a illustri quale progettualità è possibile realizzare all'interno di un servizio sociale territoriale per favorire l'integrazione e la convivenza all'interno di un quartiere ad alto tasso di immigrazione.

2. Il/La candidato/a illustri l'attività professionale dell'assistente sociale coordinatore/trice di un servizio ad équipe multiprofessionale riferito ad un ambito a scelta fra adulti, anziani, disabili e minori.

3. Il/La candidato/a sviluppi un progetto finalizzato alla grevenzione della violenza sulle donne proposto da una struttura di accoglienza di donne in situazioni di emergenza, in sinergia con i servizi territoriali e chiarisca le strategie e i criteri che l'assistente sociale specialista può mettere in atto nel creare la rete.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il candidato facendo riferimento ad un'area di intervento (minori, famiglia, età adulta, disabilità), approfondisca gli strumenti per l'analisi del bisogno e la partecipazione nella pianificazione dei servizi alla persona a livello locale. (L. 328/00)

2. Le organizzazioni di solidarietà sono possibili interlocutori dell'assistente sociale nella realizzazione di percorsi di aiuto alla persona. Il candidato ne espliciti l'attività e il rapporto con il servizio sociale professionale facendo riferimento ad un'area di intervento (minori, famiglia, età adulta, disabilità).

3. L'assistente sociale è un professionista che svolge attività professionali in favore di persone singole, di gruppi, di comunità per prevenire e risolvere situazioni di bisogno. Il candidato sviluppi tale definizione facendo riferimento ad un'area di intervento a scelta.

PROVA PRATICA

1, L'insegnante di una scuola media di un quartiere periferico di città segnala all'Assistente Sociale del Servizio Sociale del Comune il caso di un ragazzino che fa uso massiccio di spinelli. Il/la candidato/a illustri il ruolo e le funzioni dell'Assistente Sociale del Comune, degli altri eventuali attori, gli strumenti e la metodologia necessari per la definizione e la realizzazione di un progetto individualizzato di intervento.

2. All'Assistente Sociale del Servizio Sociale del Comune viene segnalata dai vicini di casa la situazione di una famiglia con un bambino, nato da pochi mesi, che vive in condizioni molto precarie sia dal punto di vista economico che abitativo (casa molto sporca e mal tenuta). Nel nucleo risulta abitante anche la nonna paterna con disturbi mentali. Il/la candidato/a illustri il ruolo e le funzioni dell'Assistente Sociale nella valutazione iniziale della situazione giungendo ad un'ipotesi di valutazione sociale.

3. Il sig.Bianchi chiede all'Assistente Sociale del servizio territoriale un aiuto poiché in seguito alla ristrutturazione organizzativa dell'azienda in cui lavorava come tecnico, è stato licenziato. E' attualmente senza lavoro ed ha esaurito le sue risorse economiche, appare inoltre molto depresso. Il sig. Bianchi, 53 anni coniugato con la signora Maria, è separato da due anni. Il/la candidato/a indichi come l'Assistente Sociale deve strutturare il primo colloquio con il sig. Bianchi e come deve impostare il processo d'intervento.

Pubblicato in 2006
Giovedì, 02 Giugno 2011 21:51

Verona 1^ sessione 2006

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1) Il procedimento metodologico del servizio sociale è uno schema di riferimento concettuale che serve ad orientare l'azione ed a qualificare l'intervento professionale dell'assistente sociale. Il/La Candidato/a illustri il procedimento metodologico dell'agire professionale dell'assistente sociale attraverso la descrizione delle sue varie fasi.

2) L'assessement è una delle competenze più importanti esercitate dal servizio sociale professionale, significa valutazione ed accertamento di fatti e di situazioni in vista di un giudizio discrezionale e responsabile nella relazione d'aiuto.

3) Funzioni e compiti dell'assistente sociale nei servizi socio-sanitari in rapporto all'insorgere di nuovi bisogni, al definirsi delle metodologie del lavoro sociale e all'inserimento nei servizi sociosanitari di nuove figure professionali.

SECONDA PROVA SCRITTA

1) Il candidato illustri le politiche ed i servizi di sostegno alla persona previsti dalle leggi di riforma scegliendo una particolare area di intervento. (Minori, famiglia, disagio psichico, disabilità, dipendenze, devianze ed anziani).

2) Lo sviluppo del welfare comunitario tratteggiato dalle riforme vede l'assistente sociale quale professionista in sinergia con altri e diversi soggetti e agenzie dell'aiuto presenti sul territorio. Quali funzioni e compiti può assumere l'assistente sociale in tale contesto.

3) Personalizzazione, partecipazione, comunità e sussidiarietà sono alcuni dei concetti ricorrenti negli orientamenti di politica sociale. Il candidato illustri le possibili traduzioni operative degli stessi nella progettazione e valutazione degli interventi.

PROVA PRATICA

1) Il sig. Giulio e la sig.ra Maria si rivolgono all' assistente sociale del Centro Sociale Territoriale (C.S.T.) per segnalare la situazione di Luigi di anni 12, loro nipote, che sta manifestando a scuola un disagio comportamentale. La famiglia del minore sta vivendo un momento diffìcile perché i g enitori sono in fase di separazione e la mamma, (figlia di Maria e Giulio), è depressa. Il/la candidato/a indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per a ffrontare questo caso. Illustri, inoltre, un eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento.

2) Il sig. Mario e la moglie si rivolgono all'assistente sociale di zona poiché la sorella di lui ha problemi di alcolismo. Sono preoccupati per il nipote di sei anni che frequenta la prima elementare e secondo loro è molto trascurato. Chiedono aiuto al servizio sociale per la tutela del minore. Il candidato indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Illustri, inoltre, un eventuale piano di lavoro che preveda obietti vi e modalità di intervento.

3) Luisa, un'insegnante di quarantanni, sposata con due figli, si rivolge al centro sociale territoriale del comune per chiedere aiuto relativamente a problemi di gestione dei propri genitori molto anziani. Il padre presenta una malattia grave, degenerativa ed invalidante, mentre la madre da qualche tempo non riesce più a gestire autonomamente il problema. Da sei mesi Luisa ha accolto con grandi difficoltà sia organizzative che relazionali i genitori nella sua abitazione. La signora appare disorientata e chiede sostegno. Il candidato segnali se ed in quale direzione intende approfondire la raccolta di informazioni. Illustri, inoltre, uN eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento.

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