Esame di Stato
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SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
“La progettazione inter-istituzionale è parte fondante del sistema integrato dei servizi socio-sanitari.
Descriva la candidata, anche a partire dalla propria esperienza, diretta o indiretta, quali possono essere gli apporti del servizio sociale specialistico”
SECONDA PROVA SCRITTA
“Aspetti di contenuto nella definizione di un progetto di ricerca sociale sui bisogni della popolazione di un comune in un’area di intervento a scelta, facendo riferimento all’esperienza diretta o indiretta”
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
“Equipe interprofessionale e progetti personalizzati nei processi di aiuto. L’apporto specifico del Servizio Sociale”
SECONDA PROVA SCRITTA
“Ruolo e funzioni dell’ente locale nel sistema integrato degli interventi in un ambito a scelta del candidato – anche in riferimento alla normativa vigente”
1. Piani di zona, tavoli di concertazione, patti di stabilità. Quali esercizi di ruolo chiedono all’assistente sociale specialista questi spazi di partecipazione?
2. Che funzione svolge l’attività di supervisione nel lavoro professionale e quali sono le dimensioni implementate dall’assistente sociale specialista.
3. I processi di accreditamento nelle organizzazioni inducono una riflessione sui significati che si attribuiscono al concetto di qualità nel lavoro sociale. Quali attori sociali sono coinvolti in questo processo?
SECONDA PROVA SCRITTA
1. Il lavoro di rete: il candidato illustri come tale strumento si coniuga con il concetto di sussidiarietà.
2. La valutazione multi-professionale: il candidato ne illustri le modalità di attuazione specificando le peculiarità della valutazione sociale.
3. Come si struttura un processo di valutazione nel lavoro per progetti sviluppato attraverso i finanziamenti previsti dalla 285/97, ora Piano Regionale minori?
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Nella relazione d’aiuto con quali strumenti si accoglie la prima richiesta della famiglia immigrata?
2. Nella definizione di un progetto di assistenza domiciliare come l’assistente sociale accoglie la prima richiesta e con quali soggetti definisce l’intervento?
3. Nella relazione d’aiuto professionale si spieghi che cos’è la valutazione sociale e quando si utilizza.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. Quali sono gli strumenti forniti dalle politiche sociali che l’assistente sociale utilizza nel lavoro con le nuove forme di marginalità?
2. Dopo la legge 328/2000 come si ritiene sia evoluto il ruolo dell’assistente sociale nel lavoro con la comunità locale?
3. Volontariato e processi di sussidiarietà: che funzione svolge l’assistente sociale nella promozione delle risorse del territorio?
PROVA PRATICA
1. Viene segnalata all’assistente Sociale del Comune la situazione di una ragazza di 25 anni affetta da handicap mentale di grado lieve che, dopo la scuola dell’obbligo e un corso professionale per ceramista, è rimasta a casa con i genitori anziani. I vicini segnalanti sono ora preoccupati perché il padre è malato terminale e la figlia sta vivendo un processo di involuzione. Il candidato individui un piano di lavoro.
2. All’Ufficio di servizio Sociale è arrivata la richiesta del tribunale per i Minorenni di effettuare una valutazione sociale e psicologica di due minori residenti nel Comune. Il candidato presenti il piano di lavoro che intende effettuare per assolvere alla richiesta.
3. Arriva in consultorio familiare una giovane signora con un bambino di 4 anni. Ha due valige con tutta la sua roba e uno scatolone dei giochi del piccolo. Dice di essere stata “buttata fuori di casa” dal convivente. Sono le ore 18.00 e il servizio sta per chiudere.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
Promozione, sussidiarietà, solidarietà: quanto queste prospettive di politica sociale si coniugano con la programmazione degli interventi professionali nella comunità locale?
SECONDA PROVA SCRITTA
Nell’ambito di un’equipe multiprofessionale, quali elementi differenziano la valutazione sociale da quella svolta dagli altri professionisti, sia in relazione agli strumenti utilizzati sia in relazione ai contenuti.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
Il candidato indichi come ci si rapporta con il segreto professionale ed il segreto d’ufficio nella produzione e gestione della documentazione professionale.
SECONDA PROVA SCRITTA
Dai Piani Sociosanitari Regionali ai Piani di Zona vi è un continuo richiamo all’integrazione sociosanitaria fra gli attori preposti al benessere della persona e della comunità. Il candidato indichi quale contributo viene richiesto all’assistente sociale nella formulazione e utilizzo di questi strumenti.
PROVA PRATICA
Il sindaco di un Comune di 5.000 abitanti viene contattato da un gruppo di cittadini i quali segnalano di sentire continue urla, contenenti frasi ingiuriose, provenienti da un’abitazione del centro storico nella quale vive una signora di 60 anni che assiste la sorella, affetta da sindrome di down, di circa 50 anni. Il vicinato sostiene che la signora inveisce e maltratta la disabile convivente. Il Sindaco incarica l’Assistente Sociale di verificare la situazione. Il candidato ipotizzi un piano di
lavoro dell’Assistente Sociale.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1. L'enfasi crescente posta sul concetto di sicurezza sociale da numerose forze sociali e politiche sta inducendo un confuso ma significativo senso di allarmismo collettivo che, da un lato, tende a tradursi in richieste di forme rigide di contenimento dei problemi legati a devianza e criminalità e, dall'altro, porta ad una insofferenza verso ciò che è diverso dalla propria cultura o dal proprio modo di immaginare la vita collettiva. La crescita dell'esigenza di contenimento induce i servizi, ma anche il singolo operatore, a ridefìnirsi non solo in termini di relazione di aiuto, ma anche a riflettere rispetto a funzioni che rimandano al concetto di controllo sociale. Il/la candidato/a, tenendo presenti i principi del Servizio Sociale, la legislazione e la deontologia professionale, illustri i possibili percorsi di integrazione tra le due funzioni, facendo riferimento anche a specifici ambiti di lavoro sociale professionale.
2. L'integrazione socio-sanitaria è uno strumento che ha la finalità di dare risposte adeguate ai bisogni delle persone. Essa, si riferisce all'esigenza di considerare la persona che esprime un bisogno, da un punto di vista unitario (approccio olistico), in virtù del quale si pongono in atto interventi coerenti, frutto di una progettazione organizzata, coordinata e condivisa da parte dei diversi attori del sistema. Inoltre ha la finalità più strumentale di aumentare il livello e la qualità della collaborazione tra servizi sociali e sanitari.Il/la candidato/a illustri il possibile apporto del Servizo Sociale e il ruolo dell'Assistenet Sociale Specialista in tale ambito.
3. Da anni ormai il concetto di Welfare State è sottoposto a densa critica; l'impossibilità dello stato nazionale di farsi carico dei bisogni sociali sempre più frammentati e particolaristici, ha lasciato uno spazio sempre maggiore alla cosiddetta Welfare Society. Il/la candidato/a discuta, alla luce delle sue conoscenze, il rapporto tra sistema pubblico, privato sociale e le reti informali di assistenza, mettendone in luce i punti di forza, le criticità e il ruolo che il Servizio Sociale può assumere in tale contesto.
PROVA PRATICA
1. Nella quotidianità del lavoro sociale professionale, l'Assistente Sociale si trova in relazione con altri membri dell'organizzazione di cui fa parte. In particolare il referente politico riveste un ruolo determinante per l'azione dell'Assistente Sociale. Il/la candidato/a, facendo riferimento ai principi, ai valori della professione e al codice deontologico, indichi e commenti gli elementi qualificanti di tale rapporto, come pure gli aspetti di criticità.
2.Servizio Sociale dell'Ente Locale: l'Assistente Sociale che via funzione di Coordinamento dell'Ufficio, riceve dal proprio referente politico (Assessore con delega ai Servizi Sociali) l'incarico di predisporre il nuovo "Regolamento Comunale delle Prestazioni Economiche alla persona". Il/la candidato/a formuli un piano di lavoro per la sua realizzazione, indicando altresì le eventuali collaborazioni con altre professionalità presenti nell'organizzazione stessa e al di fuori di essa, e le modalità del loro coinvolgimento.
3.Un/un'Assistente Sociale di un Servizio pubblico si rivolge al Coordinatore dell'Ufficio, suo referente gerarchico e anch'egli/ella Assistente Sociale, esplicitando di aver bisogno di un confronto nella gestione di un caso, anche al fine di condividere le imminenti scelte operative. Il Coordinatore riceve l'Assistente Sociale, che riferisce quanto segue: "Ieri mi ha telefonato la Sig.ra Giovanna, convivente del Sig. Amos, 50 anni, disoccupato, pluripregiudicato ed ex-tossicodipendente. Quest'ultimo è da tempo in carico al ns. Servizio, e già da alcuni mesi Giovanna mi ha più volte raccontato di aver subito delle minacce da parte di Amos, talvolta anche delle percosse (una volta si è dovuta presentare al Pronto Soccorso, con prognosi di guarigione di due giorni), ma nonostante abbia più volte tentato di motivarla, offrendole il mio aiuto, a denunciare l'accaduto alle Forze dell'Ordine, mi ha sempre chiesto di mantenere la più assoluta riservatezza perché teme ritorsioni da parte di Amos. Così anche ieri, quando mi ha anche riferito di essere ormai certa che il convivente sia ricaduto nell'uso di sostanze stupefacenti, in quanto ha trovato delle siringhe nascoste in bagno e in quanto lo stesso è spesso ubriaco e si presenta sempre più aggressivo. Mi ha anche detto di averlo visto, per quattro/cinque giorni, portare con sé una pistola". Sulla base di quanto delineato, la/il candidata/o analizzi la situazione prospettata dall'Assistente Sociale, a partire dalla prospettiva di ruolo del Coordinatore, e formuli un possibile piano di intervento, tenendo anche in considerazione i seguenti parametri:
• restituzione da fornire all'Assistente Sociale circa gli interventi sinora posti in essere;
• riferimento alle previsioni della normativa italiana vigente e del Codice Deontologico, e agli eventuali obblighi che ne derivino per i due attori;
• definizione dei possibili compiti dei due attori, nel rispetto dei ruoli reciproci, nell'ambito del futuro piano di intervento sul caso.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Il/la candidato/a, tenendo presenti i valori e i principi del Servizio Sociale, definisca il "diritto di autodeterminazione dell'utente", e ne discuta la sua trasformazione nel concetto di individualizzazione e personalizzazione dell'intervento.
2. Il primo colloquio: il/la candidato/a ne definisca caratteristiche e peculiarità, operando poi una contestualizzazione in un ambito di intervento del Servizio Sociale Professionale individuato a sua scelta.
3. La visita domiciliare è uno strumento usato sovente nella pratica del Servizio Sociale Professionale. Il/la candidato/a analizzi l'utilizzo di tale strumento nel contesto del processo di aiuto, sia dal punto di vista metodologico che operativo.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. La valutazione del bisogno nel processo di aiuto alla persona. Il/la candidato/a, dopo aver definito e descritto tale competenza del Servizio Sociale Professionale, ne contestualizzi l'utilizzo facendo riferimento allo specifico ambito di tirocinio.
2. Codice deontologico dell'Assistente Sociale. Titolo II - Principi - Art, 10: "L'esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sull'autonomia tecnico-professionale, sull'indipendenza di giudizio, sulle conoscenze proprie e della professione, sulla coscienza personale dell'Assistente Sociale. L'Assistente Sociale ha il dovere di difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti". Il/la candidato/a commenti tale dichiarazione di principio e ne descriva l'applicazione nella pratica operativa, facendo riferimento, se del caso, alla propria esperienza di tirocinio.
3.Al fine di contrastare l'istituzionalizzazione dei minori, la legge n. 149/01 ha disposto la chiusura degli Istituti Socio-Assistenziali entro il 31 dicembre 2006. Ma chiudere gli istituti non basta per ridurre gli allontanamenti di bambini e ragazzi dalle proprie famiglie. Il/la candidato/a, in base alle proprie conoscenze, indichi e commenti i possibili e diversi interventi da mettere in campo, mettendone in luce punti di forza e criticità.
PROVA PRATICA
1. Lunedì mattina, ore 11:45. Jessica, educatrice presso un Centro Diurno per Minori, si presenta dall'Assistente Sociale del Comune accompagnata da Mohammed, un ragazzo di 16 anni. Jessica riferisce all'Assistente Sociale che la notte precedente, a seguito di un grosso litigio con la madre, Mohammed ha lasciato il suo domicilio, ha passato la notte presso la famiglia di un coetaneo suo compagno di scuola, e stamani ha contattato Jessica poiché, anche se da più di un anno non frequenta il Centro Diurno, ha mantenuto con lei un rapporto di amicizia. Mohammed, che è nato in Italia da genitori marocchini, abita con la madre e due fratelli (un maschio di anni 4 e una femmina di anni 6) e recentemente è tornato a vivere con loro il secondo marito della madre, padre dei due fratellini di Mohammed. Mohammed è arrabbiato, non ha intenzione di tornare a casa, e sostiene che la madre stessa lo ha cacciato. Il /la candidato/a determini quali altre informazioni devono essere acquisite per predisporre un piano di intervento e descriva le azioni da mettere in atto nella fase di pronto intervento sociale.
2.La Sig.ra Bessie, 35 anni, di nazionalità Ghanese, si presenta presso un Ufficio Territoriale di Servizio Sociale di un Comune. Nell'ambito del primo colloquio, effettuato in presenza di una sorella con funzione di interprete in quanto l'utente parla un italiano molto stentato, emerge che:
• La medesima convive con il compagno, Sig. Thomas, della stessa nazionalità, privo di precedenti penali, che lavora con regolare contratto presso una ditta metalmeccanica come operaio saldatore e percepisce uno stipendio di ca. 1.300 €. mensili;
• La coppia, in un momento di difficoltà nel quale doveva assolutamente reperire un nuovo domicilio, ha sottoscritto un mutuo trentennale per l'acquisto dell'appartamento attualmente occupato dal nucleo, dato il quale deve far fronte al pagamento di una rata mensile di ca. 950 €.;
• Dall'unione sono nate due figlie, Joan e Frida, di due e quattro anni, che sono iscritte all'Asilo Nido e alla Scuola Materna del quartiere: la Sig.ra Bessie narra che, a seguito di un errore nella scelta del modulo di iscrizione alla scuola Materna, Joan può al momento frequentare il Nido solo al mattino;
• L'utente vorrebbe inserirla anche al pomeriggio, anche al fine di tentare di reperire un'attività lavorativa, e riferisce che la Coordinatrice del Nido le ha riferito che le graduatorie sono ormai chiuse e che per derogare dalle stesse servirebbe "una carta dell'Assistente Sociale";
• Presso il nucleo è presente anche Desmond, 15 anni, figlio di Bessie, studente presso una Scuola Professionale, nato dal rapporto con un italiano che non ha riconosciuto il figlio: la Sig.ra Bessie ha intentato una causa di riconoscimento nei confronti del padre presunto, ma la stessa si è bloccata in quanto non dispone della somma di €. 500, necessari a coprire le spese di effettuazione dell'esame del D.N.A.;
• La Sig.ra Bessie ha in corso la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, ed è in possesso del "tagliandino" della Questura competente per territorio che testimonia l'avvio dell'iter burocratico.
L'utente porta all'Assistente Sociale, in particolare, la sua preoccupazione sia per la situazione economica del nucleo, sia per la situazione di conflitto che da tempo si palesa tra Thomas e il figlio Desmond, a causa dei problemi di rendimento scolastico evidenziati dal medesimo. Sulla base di quanto prospettato, la/il candidata/o formuli una proposta di intervento ponendo particolare attenzione nel considerare, secondo la prospettiva del lavoro di rete, le possibili ipotesi di raccordo progettuale e operativo con agenzie pubbliche e/o private potenzialmente presenti nel territorio di un Comune capoluogo di provincia.
3. Il signor Aleardo ha 60 anni, coniugato, pensionato e vive in un piccolo paese. Nella sua stessa palazzina abita la madre di 85 anni che ha difficoltà nella deambulazione. Nel paese vivono altri figli della signora con le loro famiglie. Il signor Aleardo si reca nell'ufficio dell'Assistente Sociale del Comune con la richiesta che venga attivato il pasto a domicilio per la madre. Il/la candidato/a descriva quali altre informazioni sono necessarie per approfondire la conoscenza della situazione e ipotizzi un piano di lavoro che preveda obiettivi, azioni e modalità di intervento ritenuti più adeguati alla situazione presentata
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Le condizioni necessarie per ideare, costruire, gestire e valutare interventi e processi di aiuto complessi sono: culturali, istituzionali, organizzative e professionali. Il/La candidato/a descriva le peculiarità di ciascuna condizione.
2. Il lavoro di rete é una prassi operativa richiesta dalla natura multidimensionale delle problematiche sociali, Il/La candidato/a ne descriva i principi e ie implicazioni metodologiche .
3. Il contratto in Servizio Sociale è un esplicito accordo tra due (o più) parti relativo allo sviluppo dell'intervento. Il/La candidato/a descriva tale strumento operativo nelle sue caratteristiche, contenuti e finalità, soffermandosi inoltre, sugli eventuali aspetti di criticità.
PROVA PRATICA
1. La definizione del ruolo professionale è determinata anche dal mandato istituzionale dell'Ente di cui il professionista fa parte. Tenendo conto di tale peculiarità, il/la candidato/a definisca e descriva il ruolo, i compiti e le possibili interazioni tra il Servizio Sociale Comunale, il Servizio Tutela Minori e il Servizio per le Dipendenze (SERD) nella predisposizione di un progetto di intervento rispetto alla seguente comunicazione:
AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI....
La signora Z.B. è conosciuta al Servizio Tossicodipendenze da circa 10 anni, dove per problemi legati all'uso di sostanze, ha effettuato varie terapie farmacologiche di disintossicazione, sostegno e verifica, assieme al marito anch 'esso tossicodipendente. La signora non è mai riuscita a risolvere il problema, nonostante due tentativi, falliti, dì inserimento in comunità terapeutica. Da circa tre mesi la signora, dopo essere ricaduta in modo grave nell 'uso di sostanze, ha lasciato il marito, anch 'egli ancora tossicodipendente attivo, con il quale si era trasferita, da circa un anno in un'altra, provincia, ed è tornata a vivere nel suo paese di origine presso la casa dei propri nonni, paterni. La signora ha 4 figli piccoli, e si è ripresentata al Servizio tossicodipendenze con la richiesta di intraprendere un percorso riabilitativo residenziale portando con sé i propri figli. In seguito a tale richiesta ed in accordo con il Servizio Tutela Minori dell'ULSS, si è ritenuto opportuno avvallare la richiesta della signora Z. B. di inserimento in struttura residenziale terapeutica con i figli A. di anni 3, B. di anni 6 e C. di anni 8, mentre per D. di anni 10 che vive con la zia paterna della signora Z.B. verrà valutato se sìa più idoneo ufficializzare l'affido già in atto o se sia più opportuno che anch'egli segua la madre in comunità. Per nessuno dei 4 figli della signora Z.B. è stalo emesso da parte del Tribunale per i Minorenni un provvedimento dì affievolirnento o decadenza della patria potestà. Si chiede la disponibilità all'assunzione della retta per i minori da parte del comune dì residenza. A disposizione per ulteriori informazioni......
f.to Responsabile Servizio Tutela Minori f.to Direttore SERT
2) La Sig.ra Lucia si presenta senza appuntamento presso l'ufficio dell'Assistente Sociale del Comune di residenza, assieme al Parroco della sua zona: riferisce che il marito, che stava scontando in un istituto penitenziario fuori provincia una condanna per una serie di furti, è uscito dal carcere qualche giorno prima per concessione dell'indulto e si è presentato a casa senza preavviso. E' noto all'Assistente Sociale che, da parte del marito, vi erano in passato stati episodi di violenza nei confronti di Lucia, verosimilmente legati anche a problemi di disagio mentale (il Servizio Psichiatrico, frequentato nel passato in modo non continuativo dal soggetto, aveva ipotizzato una diagnosi di schizofrenia): dopo aver resistito per cinque giorni, la Sig.ra si è rifugiata in parrocchia assieme alle due figlie di 5 e 7 anni, e si rifiuta di tornare a casa temendo per la propria incolumità e per quella delle figlie. Il candidato indichi le possibili linee di un piano di intervento, individuando le priorità e ponendole in relazione ai possibili obiettivi di medio/lungo periodo: valuti nel contempo il possibile coinvolgimento di uno o due altri servizi, definendo il ruolo specifico che ciascun assistente sociale coinvolto sarebbe chiamato a svolgere all'interno del piano di intervento ipotizzato e in relazione, oltre che al comune mandato professionale, al mandato istituzionale caratterizzante il suo ente e/o servizio.
3.La legge n. 328 del 2000 "Legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" attribuisce un ruolo significativo ai soggetti del Terzo Settore nelle politiche sociali; Il/la candidato/a, soffermandosi particolare nella predisposizione ed implementazione del Piano di Zona, descriva tale ruolo.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Il primo colloquio con l'utente: il/la candidato/a definisca tale fase metodologica e ne descriva caratteristiche e finalità, contestualizzando, se del caso, il suo utilizzo in un determinato Servizio Sociale a scelta del/la candidato/a.
2. La cartella sociale predisposta per ogni utente o nucleo familiare è uno strumento utilizzato quotidianamente dall'Assistente Sociale. Il/la candidato/a illustri l'uso della cartella sociale, la documentazione in essa contenuta e ne descriva le finalità, le caratteristiche e le modalità di impostazione ed aggiornamento.
3. La relazione scritta di Servizio Sociale: la/il candidata/o ne illustri le caratteristiche e finalità, anche in relazione alla tipologie di presa in carico e alle implicazioni deontologiche che l'utilizzo di questo strumento comporta.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. L'affidamento familiare è uno strumento complesso volto a sostenere sia il minore che la sua famiglia, attraverso il lavoro congiunto degli operatori e della famiglia, o persona affidataria, avvalendosi della collaborazione delle risorse presenti nella comunità locale. Il/la candidato/a citando la normativa vigente, descriva le finalità dell'affidamento, le funzioni dei soggetti coinvolti e le modalità del processo di affidamento familiare.
2. Il segreto professionale è l'obbligo a non rivelare le informazioni aventi natura di segreto, apprese all'interno del rapporto fiduciario. Ha un fondamento etico, deontologico e giuridico. Il/La candidato/a, con richiamo ai principi della professione di Assistente Sociale e alle disposizioni di legge che la normano, sviluppi tale argomentazione, facendo riferimento anche alla propria esperienza di tirocinio.
3. Il ruolo dell'A.S. nell'ambito dell'équipe pluri-professionale: il candidato illustri punti di forza e nodi critici di detta modalità di lavoro, avendo cura di delineare le specificità dell'apporto professionale dell'A.S., anche con l'eventuale contestualizzazione del tema in trattazione in uno specifico ambito di intervento a sua scelta (équipe socio-sanitaria, socio-assistenziale, penitenziaria, etc.).
TERZA PROVA SCRITTA-PRATICA
1. Maria 75 anni, vedova, è ammalata di Parkinson, in peggioramento, e necessita, inoltre, di cure sanitarie continue. Giulio, l'unico figlio, ha 32 anni lavora come operaio in un'azienda della zona, vive da solo con la madre, ma sembra non più in grado di assisterla. Si rivolge, per la prima volta, al Servizio Sociale Comunale per un consiglio... Il/La candidato/a, ipotizzi quali altre siano le informazioni necessarie all'assistente sociale e a Giulio per comprendere la situazione e gestire il problema, impostando inoltre un eventuale piano di lavoro.
2. Venerdì, ore 12:00; Ente: Comune. Ufficio: Servizio Sociale di Base.
L'Assistente Sociale riceve la telefonata del Comandante del Corpo di Polizia Locale (Vigili Urbani) che la informa, di aver inviato, due ore prima, presso la chiesa parrocchiale, una pattuglia a prelevare un uomo che circa due giorni prima il parroco ha trovato all'intemo della chiesa stessa e nella quale ha trascorso le due notti precedenti. Il comandante afferma che: "Si tratta di un uomo di razza bianca, di circa 30 anni, di cui non si conosce né provenienza, né residenza, né identità; è senza documenti, e non dichiara il proprio nome; dice qualche parola ma si esprime in inglese''. Il comandante riferisce inoltre che lo sconosciuto è stato medicato, e poi dimesso, la sera precedente presso il Pronto Soccorso del locale ospedale, per una lieve ferita alla gamba destra, e, aggiunge allarmato: " Si comporta in modo strano ...sembra smemorato. Ora si trova presso la locale stazione dei Carabinieri per la fotosegnalazione, ma completata la procedura, si pone il problema del suo ricovero... Non possiamo tenercelo in Comando, come risolviamo il problema?" Il/la candidato/a, dopo aver determinato quali sono le informazioni che andrebbero approfondite e come si potrebbero ottenere, definisca il piano di intervento, le azioni da mettere in atto nella fase di pronto intervento sociale, e ipotizzi un eventuale progetto di presa in carico a breve/medio termine con la descrizione delle risorse del territorio da coinvolgere nel progetto.
3. La Sig.ra Paola e il marito si rivolgono all'assistente sociale di un Centro Sociale Territoriale del Comune, in quanto sono preoccupati per il nipote, Mario, di otto anni, che frequenta la terza elementare e secondo loro vive una condizione di grave trascuratezza. Si sono sentiti rinforzati in tale convinzione anche dai riferiti ufficiosi provenienti da terze persone che, pur non essendo docenti, hanno contatti con il plesso scolastico frequentato dal minore. Riferiscono inoltre che la madre di Mario, sorella di Paola, starebbe vivendo una situazione di grave difficoltà ed evidenziando degli atteggiamenti di tipo depressivo: ciò anche in relazione al recente rientro in casa del marito, che storicamente aveva presentato problematiche di dipendenza da sostanze stupefacenti, dopo che il medesimo ha abbandonato una struttura comunitaria dove stava effettuando un programma terapeutico da circa nove mesi. Il candidato indichi le possibili linee di un piano di intervento, individuandone le priorità e ponendole in relazione ai possibili obiettivi di medio/lungo periodo.
II SESSIONE
Tema estratto – Sez. B
I PROVA SCRITTA
L’assessment è un elemento essenziale dell’azione professionale dell’assistente sociale: il candidato descriva la pratica della “valutazione inizale” e ne metta in rilievo gli aspetti metodologici e operativi.
II PROVA SCRITTA
Il contributo originale del Terzo Settore nei nuovi scenari del welfare locale.
Tema estratto – Sez.A
PROVA SCRITTA
I nuovi movimenti sociali degli utenti e il ruolo delle organizzazioni di auto-mutuo aiuto nella rete dei servizi sociali.
PROVA SCRITTA APPLICATIVA
Immagini il candidato di essere chiamato in un Ufficio di piano per migliorare l’impostazione del Piano di zona attuale e rilanciarlo sia sul piano funzionale che su quello della immagine pubblica. Come potrebbe rispondere a tale richiesta?
I SESSIONE
Tema estratto – Sez. A
PROVA SCRITTA
La logica dei mercati sociali e le funzioni di case manahement: principali elementi di innovazione rispetto al ruolo tradizionale del servizio sociale.
PROVA SCRITTA APPLICATIVA
Il dirigente del Servizio Sociale di un comune di medie dimensioni chiede ai responsabili di Area (Minori, Adulti, Anziani) un report annuale che renda conto dell’andamento del servizio, allo scopo di valutare e riprogrammare l’attività per il nuovo anno. Il candidato scelga un’area di competenza e tratteggi i contenuti di una possibile relazione, evidenziando il metodo utilizzato.
Tema estratto – diploma di laurea
Il lavoro con la famiglia è uno degli aspetti fondamentali del lavoro professionale dell’assistente sociale. Il candidato illustri le modalità di presa in carico, di valutazione, di eventuale revisione e conclusione dell’intervento (terna 5 maggio 2007).
II PROVA SCRITTA
I principi e gli orientamenti delle politiche sociali orientate alla community care. Il candidato definisca tale politica e ne metta in rilievo le caratteristiche importanti per la professione dell’assistente sociale (terna 5 maggio 2007).
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) La questione del welfare su scale locale : analizzate il problema dal punto di vista del vostro territorio di appartenenza.
2) Il ruolo del volontariato nel lavoro sociale di rete nell'ottica dei principi ispiratori della Legge 328/00 calato nella realtà locale di conoscenza del candidato.
3) Il candidato illustri e discuta criticamente le prospettive di lavoro di rete con riferimento alla propria esperienza di tirocinio.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Formulare un intervento di aiuto indicando i bisogni, gli obiettivi, le risorse, gli strumenti in relazione ad una specifica problematica a scelta del candidato.
2) Descrivere le fasi progettuali di un intervento del servizio sociale territoriale in ambito minorile su tematica specifica a scelta del candidato.
3) Descrivere le fasi progettuali di un intervento del servizio sociale territoriale nell'ambito della disabilità su tematica specifica a scelta del candidato.
SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Assistente Sociale e management: criteri di valutazione della certificazione di qualità dei servizi.
2) Il candidato predisponga schematicamente una scheda di valutazione in itinere per un progetto socio-assistenziale alla luce della L. 328/2000.
3) Il candidato tenendo conto delle azioni previste dai piani sociali descriva sinteticamente la programmazione, con particolare riferimento alla gestione integrata dei servizi sociali nelle realtà periferiche o urbane.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Redigere in modo sintetico un piano per un servizio in un contesto caratterizzato da alto tasso di anzianità.
2) Formulare un piano di mappatura del teritorio in funzione dell’individuazione dei soggetti deboli.
3) Progettazione e valutazione dell’impatto di un progetto d’intervento a favore dell’utenza minorile.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Il ruolo e la figura dell’Assistente Sociale in questi ultimi anni dei servizi e delle istituzioni sono cambiati. Secondo il candidato in che maniera e in che termini?.
2) Il processo di aiuto: il candidato enunci i principi etici che lo ispirano e ne declini le fasi metodologiche.
3) Il decentramento, la sussidiarietà, la partecipazione e la comunità come tentativi di risposta alla crisi del welfare state.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Il candidato illustri un progetto personalizzato volto all’integrazione di soggetti migranti sul territorio specificando la tipologia dell’utenza.
2) Formuli il candidato un intervento d’aiuto personalizzato alle famiglie di utenti diversamente abili tenendo conto delle reti sociali presenti sul territorio.
3) Descriva il candidato fasi e strumenti di un progetto d’aiuto personalizzato nel caso che l’assistente sociale debba intervenire nel contresto di una famiglia multi-problematica
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1) Nel processo d’aiuto la relazione e l’atteggiamento che l’assistente sociale instaura con l’utente ne rappresentano un punto focale. Il candidato sviluppi gli aspetti propri della relazione e dell’atteggiamento professionale.
2)Il processo di aiuto nel servizio sociale: aspetti valoriali, metodologici, relazionali ed operativi. Immaginando un promo incontro con un cliente/utente, e magari esemplificando a titolo strumentale, si illustrino tali aspetti sviluppando un proprio ragionamento per spiegare come e perché essi debbano essere coniugati tra loro in un corretto esercizio professionale. In altre parole, si evidenzi la necessaria congruenza tra i valori, i principi e gli obiettivi del servizio sociale e le scelte operative (di modelli, metodi, tecniche e strumenti) dell’assistente sociale.
3)L’autonomia delle persone nel servizio sociale è insieme valore e fine fondamentale. Essa è contemplata sia nel riconoscimento del diritto all’autodeterminazione, che indica costantemente la traiettoria degli interventi operativi, sia nell’aspirazione a indurre cambiamento e responsabilità, che richiede azioni non meramente assistenziali. Si espongano le proprie riflessioni su tale apparente paradosso, facendo anche riferimento alle funzioni “curativo-riparativa” e “preventivo-promozionale” del servizio sociale e agli aspetti ad esse correlati.
SECONDA PROVA SCRITTA
1) Nel corso del tempo il tema delle politiche sociali si è evoluto nei contenuti e significati e ha via via assunto rilievo fondamentale nell’ambito del diritto pubblico, sia in quanto riferito ai così detti diritti sociali in continua espansione, sia in quanto rappresenta una parte consistente dell’agire della pubblica amministrazione. Dalle primordiali e aleatorie forme di beneficienza, agli interventi di contenimento e controllo del malessere sociale, all’affermarsi dei così detti diritti di cittadinanza, i principi ideali ispiratori delle politiche sociali si sono faticosamente trasformati, nel corso talora discontinuo della civilizzazione, il cui processo non è mai scevro da insidie. In una carrellata, possibilmente agile, si illustrino e commentino i principi che hanno maggiormente caratterizzato le diverse forme storiche di politica sociale fino ad oggi.
2) Si prospetti un’ipotesi di piano di organizzazione per la gestione integrata di un servizio sociale, motivando e illustrando le relative opzioni.
3) Dopo averne illustrato le caratteristiche, si commenti il vigente sistema dei servizi alla persona nelle sue luci ed ombre, se ne prefigurino eventuali aspetti di realizzabilità e di critica.
PROVA PRATICA
1) Sara è una bambina di 8 anni che, a causa del prolungarsi delle turbolenze familiari provocate dai suoi genitori in continuo conflitto, da qualche mese è stata accolta in regime di affidamento familiare per il periodo di un anno, presso un’altra famiglia e qui sperimenta una quotidianità emotivamente più tranquilla e materialmente più confortevole. Nell’ambito dell’attuazione del progetto di aiuto (che contempla –come noto- la parte contrattuale) e specificamente in occasione di una visita domiciliare alla famiglia d’origine, lei in quanto assistente sociale riceve le lamentele di Sara riguardanti difficoltà di rapporti con la bambina e con la famiglia affidataria, tali da crearle angoscia e paura di un allontanamento affettivo della figlia da lei. La donna si dichiara cosciente delle pregresse responsabilità sue e del marito (attualmente in carcere) e promette una vita più ordinata, nonostante il disagio economico, tuttavia protesta per il comportamento della famiglia affidataria che sente sottilmente denigratorio nei suoi confronti (a tal sostegno riferisce di episodi a suo giudizio sospetti) e perciò pericoloso per la stabilità affettiva della bambina. Esponga considerazioni illustrative e metodologiche della fattispecie proposta e tracci qualche ipotesi operativa per la specifica questione nella situazione prospettata.
2) Il Telefono Blu, l’organizzazione locale corrispondente al più noto “Telefono Azzurro”, segnala a lei, in quanto operatore di ente pubblico, il caso di tre minori, residenti nella sua città, in temuta situazione o pericolo di violenza e abuso in ambito familiare o parafamilliare. Viene riferito dal segnalante di una telefonata ricevuta da una bambina che, con voce angosciata e seppure in modo stentato, avrebbe chiesto aiuto per sé e i suoi due fratellini più piccoli, perché “a casa sua qualche volta il fidanzato della mamma si comporta in modo brutto, non solo con la mamma ma anche con loro”. La bimba avrebbe spiegato di aver conosciuto il Numero del Telefono Blu a Scuola, ma avrebbe anche implorato di non rivolgersi alle maestre; infine, tuttavia, avrebbe sia dichiarato il suo nome che dato sufficienti indicazioni della sua abitazione. Dopo preliminari riflessioni, soprattutto con riferimento ai diritti soggettivi delle persone coinvolte, provi a tracciare un’ipotesi di approccio strategico al “caso”.
3) Luisa, un’insegnante di quarant’anni, sposata con due figli, si rivolge al centro sociale territoriale del comune per chiedere aiuto relativamente a problemi di gestione dei propri genitori molto anziani. Il padre presenta una malattia grave, degenerativa ed invalidante, mentre la madre da qualche tempo non riesce più a gestire autonomamente il problema. Da sei mesi Luisa ha accolto con gravi difficoltà sia organizzative che relazionali i genitori nella sua abitazione. La signora appare disorientata e chiede sostegno. In sede di colloquio si concorda un progetto di assistenza integrata. Il candidato segnali se ed in quale direzione intende approfondire la raccolta di informazioni e provi ad individuare le fondamentali istruzione da dare all’operatore socio-sanitario e l’illustrazione del Progetti di aiuto.
4) Immagini di essere preposto al Servizio di Segretariato Sociale di un Comune di media entità, dove sia presente un discreto indice di immigrazione extracomunitaria. Si presenta a lei una giovane signora, dall’aspetto un po’ dimesso e smunto in evidente stati di gravidanza, accompagnata da due figli piccoli di cui uno ancora in braccio. La signora chiede aiuto economico, oppure una casa più adeguata, oppure un lavoro mentre intercala confusi riferimenti al compagno, padre dei suoi figli, un cittadino nordafricano. Provi a tratteggiare il suo approccio nell’accoglienza dell’utente e nella conduzione del colloquio.
5) La sig.ra Anna, casalinga sposata da 12 anni col sig. Michele meccanico, madre di due figli in età scolare, le chiede aiuto per indurre suo marito ad abbandonare il vizio del gioco alle slot machines, di cui sarebbe ormai dipendente da qualche anno, depauperando il già fragile bilancio domestico e stravolgendo in negativo il menage familiare. La signora si presenta tanto disperata da dirsi disposta a separarsi da lui se non inizierà realmente a disintossicarsi senza più menzogne, e affrontare le conseguenti difficoltà di provvedere da sola ai bisogni della famiglia. ratteggi una possibile conduzione del colloquio ponendo in evidenza un’ipotesi di proposta operativa alla signora.
6) Il signor Mario e la moglie si rivolgono all’assistente sociale di zona poiché la sorella di lui ha problemi di alcolismo trascurato. Chiedono aiuto al servizio sociale per la tutela del minore. Il candidato indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Illustri inoltre, un eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento.
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