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Giovedì, 02 Giugno 2011 23:25

Verona 2^ sessione 2007

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SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. L'enfasi crescente posta sul concetto di sicurezza sociale da numerose forze sociali e politiche sta inducendo un confuso ma significativo senso di allarmismo collettivo che, da un lato, tende a tradursi in richieste di forme rigide di contenimento dei problemi legati a devianza e criminalità e, dall'altro, porta ad una insofferenza verso ciò che è diverso dalla propria cultura o dal proprio modo di immaginare la vita collettiva. La crescita dell'esigenza di contenimento induce i servizi, ma anche il singolo operatore, a ridefìnirsi non solo in termini di relazione di aiuto, ma anche a riflettere rispetto a funzioni che rimandano al concetto di controllo sociale. Il/la candidato/a, tenendo presenti i principi del Servizio Sociale, la legislazione e la deontologia professionale, illustri i possibili percorsi di integrazione tra le due funzioni, facendo riferimento anche a specifici ambiti di lavoro sociale professionale.

2. L'integrazione socio-sanitaria è uno strumento che ha la finalità di dare risposte adeguate ai bisogni delle persone. Essa, si riferisce all'esigenza di considerare la persona che esprime un bisogno, da un punto di vista unitario (approccio olistico), in virtù del quale si pongono in atto interventi coerenti, frutto di una progettazione organizzata, coordinata e condivisa da parte dei diversi attori del sistema. Inoltre ha la finalità più strumentale di aumentare il livello e la qualità della collaborazione tra servizi sociali e sanitari.Il/la candidato/a illustri il possibile apporto del Servizo Sociale e il ruolo dell'Assistenet Sociale Specialista in tale ambito.

3. Da anni ormai il concetto di Welfare State è sottoposto a densa critica; l'impossibilità dello stato nazionale di farsi carico dei bisogni sociali sempre più frammentati e particolaristici, ha lasciato uno spazio sempre maggiore alla cosiddetta Welfare Society. Il/la candidato/a discuta, alla luce delle sue conoscenze, il rapporto tra sistema pubblico, privato sociale e le reti informali di assistenza, mettendone in luce i punti di forza, le criticità e il ruolo che il Servizio Sociale può assumere in tale contesto.

PROVA PRATICA

1. Nella quotidianità del lavoro sociale professionale, l'Assistente Sociale si trova in relazione con altri membri dell'organizzazione di cui fa parte. In particolare il referente politico riveste un ruolo determinante per l'azione dell'Assistente Sociale. Il/la candidato/a, facendo riferimento ai principi, ai valori della professione e al codice deontologico, indichi e commenti gli elementi qualificanti di tale rapporto, come pure gli aspetti di criticità.

2.Servizio Sociale dell'Ente Locale: l'Assistente Sociale che via funzione di Coordinamento dell'Ufficio, riceve dal proprio referente politico (Assessore con delega ai Servizi Sociali) l'incarico di predisporre il nuovo "Regolamento Comunale delle Prestazioni Economiche alla persona". Il/la candidato/a formuli un piano di lavoro per la sua realizzazione, indicando altresì le eventuali collaborazioni con altre professionalità presenti nell'organizzazione stessa e al di fuori di essa, e le modalità del loro coinvolgimento.

3.Un/un'Assistente Sociale di un Servizio pubblico si rivolge al Coordinatore dell'Ufficio, suo referente gerarchico e anch'egli/ella Assistente Sociale, esplicitando di aver bisogno di un confronto nella gestione di un caso, anche al fine di condividere le imminenti scelte operative. Il Coordinatore riceve l'Assistente Sociale, che riferisce quanto segue: "Ieri mi ha telefonato la Sig.ra Giovanna, convivente del Sig. Amos, 50 anni, disoccupato, pluripregiudicato ed ex-tossicodipendente. Quest'ultimo è da tempo in carico al ns. Servizio, e già da alcuni mesi Giovanna mi ha più volte raccontato di aver subito delle minacce da parte di Amos, talvolta anche delle percosse (una volta si è dovuta presentare al Pronto Soccorso, con prognosi di guarigione di due giorni), ma nonostante abbia più volte tentato di motivarla, offrendole il mio aiuto, a denunciare l'accaduto alle Forze dell'Ordine, mi ha sempre chiesto di mantenere la più assoluta riservatezza perché teme ritorsioni da parte di Amos. Così anche ieri, quando mi ha anche riferito di essere ormai certa che il convivente sia ricaduto nell'uso di sostanze stupefacenti, in quanto ha trovato delle siringhe nascoste in bagno e in quanto lo stesso è spesso ubriaco e si presenta sempre più aggressivo. Mi ha anche detto di averlo visto, per quattro/cinque giorni, portare con sé una pistola". Sulla base di quanto delineato, la/il candidata/o analizzi la situazione prospettata dall'Assistente Sociale, a partire dalla prospettiva di ruolo del Coordinatore, e formuli un possibile piano di intervento, tenendo anche in considerazione i seguenti parametri:

•    restituzione da fornire all'Assistente Sociale circa gli interventi sinora posti in essere;

•    riferimento alle previsioni della normativa italiana vigente e del Codice Deontologico, e agli eventuali obblighi che ne derivino per i due attori;

•    definizione dei possibili compiti dei due attori, nel rispetto dei ruoli reciproci, nell'ambito del futuro piano di intervento sul caso.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il/la candidato/a, tenendo presenti i valori e i principi del Servizio Sociale, definisca il "diritto di autodeterminazione dell'utente", e ne discuta la sua trasformazione nel concetto di individualizzazione e personalizzazione dell'intervento.

2. Il primo colloquio: il/la candidato/a ne definisca caratteristiche e peculiarità, operando poi una contestualizzazione in un ambito di intervento del Servizio Sociale Professionale individuato a sua scelta.

3. La visita domiciliare è uno strumento usato sovente nella pratica del Servizio Sociale Professionale. Il/la candidato/a analizzi l'utilizzo di tale strumento nel contesto del processo di aiuto, sia dal punto di vista metodologico che operativo.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. La valutazione del bisogno nel processo di aiuto alla persona. Il/la candidato/a, dopo aver definito e descritto tale competenza del Servizio Sociale Professionale, ne contestualizzi l'utilizzo facendo riferimento allo specifico ambito di tirocinio.

2. Codice deontologico dell'Assistente Sociale. Titolo II - Principi - Art, 10: "L'esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sull'autonomia tecnico-professionale, sull'indipendenza di giudizio, sulle conoscenze proprie e della professione, sulla coscienza personale dell'Assistente Sociale. L'Assistente Sociale ha il dovere di difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti". Il/la candidato/a commenti tale dichiarazione di principio e ne descriva l'applicazione nella pratica operativa, facendo riferimento, se del caso, alla propria esperienza di tirocinio.

3.Al fine di contrastare l'istituzionalizzazione dei minori, la legge n. 149/01 ha disposto la chiusura degli Istituti Socio-Assistenziali entro il 31 dicembre 2006. Ma chiudere gli istituti non basta per ridurre gli allontanamenti di bambini e ragazzi dalle proprie famiglie. Il/la candidato/a, in base alle proprie conoscenze, indichi e commenti i possibili e diversi interventi da mettere in campo, mettendone in luce punti di forza e criticità.

PROVA PRATICA

1. Lunedì mattina, ore 11:45. Jessica, educatrice presso un Centro Diurno per Minori, si presenta dall'Assistente Sociale del Comune accompagnata da Mohammed, un ragazzo di 16 anni. Jessica riferisce all'Assistente Sociale che la notte precedente, a seguito di un grosso litigio con la madre, Mohammed ha lasciato il suo domicilio, ha passato la notte presso la famiglia di un coetaneo suo compagno di scuola, e stamani ha contattato Jessica poiché, anche se da più di un anno non frequenta il Centro Diurno, ha mantenuto con lei un rapporto di amicizia. Mohammed, che è nato in Italia da genitori marocchini, abita con la madre e due fratelli (un maschio di anni 4 e una femmina di anni 6) e recentemente è tornato a vivere con loro il secondo marito della madre, padre dei due fratellini di Mohammed. Mohammed è arrabbiato, non ha intenzione di tornare a casa, e sostiene che la madre stessa lo ha cacciato. Il /la candidato/a determini quali altre informazioni devono essere acquisite per predisporre un piano di intervento e descriva le azioni da mettere in atto nella fase di pronto intervento sociale.

2.La Sig.ra Bessie, 35 anni, di nazionalità Ghanese, si presenta presso un Ufficio Territoriale di Servizio Sociale di un Comune. Nell'ambito del primo colloquio, effettuato in presenza di una sorella con funzione di interprete in quanto l'utente parla un italiano molto stentato, emerge che:

•    La medesima convive con il compagno, Sig. Thomas, della stessa nazionalità, privo di precedenti penali, che lavora con regolare contratto presso una ditta metalmeccanica come operaio saldatore e percepisce uno stipendio di ca. 1.300 €. mensili;

•    La coppia, in un momento di difficoltà nel quale doveva assolutamente reperire un nuovo domicilio, ha sottoscritto un mutuo trentennale per l'acquisto dell'appartamento attualmente occupato dal nucleo, dato il quale deve far fronte al pagamento di una rata mensile di ca. 950 €.;

•    Dall'unione sono nate due figlie, Joan e Frida, di due e quattro anni, che sono iscritte all'Asilo Nido e alla Scuola Materna del quartiere: la Sig.ra Bessie narra che, a seguito di un errore nella scelta del modulo di iscrizione alla scuola Materna, Joan può al momento frequentare il Nido solo al mattino;

•    L'utente vorrebbe inserirla anche al pomeriggio, anche al fine di tentare di reperire un'attività lavorativa, e riferisce che la Coordinatrice del Nido le ha riferito che le graduatorie sono ormai chiuse e che per derogare dalle stesse servirebbe "una carta dell'Assistente Sociale";

•    Presso il nucleo è presente anche Desmond, 15 anni, figlio di Bessie, studente presso una Scuola Professionale, nato dal rapporto con un italiano che non ha riconosciuto il figlio: la Sig.ra Bessie ha intentato una causa di riconoscimento nei confronti del padre presunto, ma la stessa si è bloccata in quanto non dispone della somma di €. 500, necessari a coprire le spese di effettuazione dell'esame del D.N.A.;

•    La Sig.ra Bessie ha in corso la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, ed è in possesso del "tagliandino" della Questura competente per territorio che testimonia l'avvio dell'iter burocratico.

L'utente porta all'Assistente Sociale, in particolare, la sua preoccupazione sia per la situazione economica del nucleo, sia per la situazione di conflitto che da tempo si palesa tra Thomas e il figlio Desmond, a causa dei problemi di rendimento scolastico evidenziati dal medesimo. Sulla base di quanto prospettato, la/il candidata/o formuli una proposta di intervento ponendo particolare attenzione nel considerare, secondo la prospettiva del lavoro di rete, le possibili ipotesi di raccordo progettuale e operativo con agenzie pubbliche e/o private potenzialmente presenti nel territorio di un Comune capoluogo di provincia.

3. Il signor Aleardo ha 60 anni, coniugato, pensionato e vive in un piccolo paese. Nella sua stessa palazzina abita la madre di 85 anni che ha difficoltà nella deambulazione. Nel paese vivono altri figli della signora con le loro famiglie. Il signor Aleardo si reca nell'ufficio dell'Assistente Sociale del Comune con la richiesta che venga attivato il pasto a domicilio per la madre. Il/la candidato/a descriva quali altre informazioni sono necessarie per approfondire la conoscenza della situazione e ipotizzi un piano di lavoro che preveda obiettivi, azioni e modalità di intervento ritenuti più adeguati alla situazione presentata

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