Fare la tesi
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Guida alla compilazione delle tesi di Servizio Sociale a cura di Paolo Ferrario La scrittura di tesi e testi professionali con particolare riferimento alle politiche sociali: suggerimenti pratici in forma di schede
di Raffaello Maggian
consigli per la stesura della tesi per l'Area 1 - Università di Trieste
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documento del 19 agosto 2000
di Elena Allegri
Informazioni generali1. Consigli
2. STESURA DELLA TESI
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Capitoli |
Percorso |
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Note |
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1 |
Presentazione del fenomeno: |
Schede di rilevazione Criteri Voci |
Numero di pagine |
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2 |
Campo più preciso della ricerca Rapporto tra contesto e fenomeno osservato |
Descrizione servizio |
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3 |
Ricerca |
3.1 Premesse metodologiche 3.2 Percorso della ricerca 3.3 Specificazione degli strumenti utilizzati 3.4 Risultati della ricerca 3.5 Conclusioni della ricerca |
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4 |
Conclusione della tesi |
4.1 Rivisitazione del percorso fatto 4.2 Conclusioni |
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Dopo aver scritto la conclusione, si scrive, in 2 pagine, l'introduzione.
Evitare i ringraziamenti e, se proprio non se ne può fare a meno per operatori o tecnici, evitare comunque quelli ai famigliari: la tesi non è un saggio o un romanzo!
In genere non si fanno dediche.
STILE DI SCRITTURA
NOTE A PIE' DI PAGINA
Per es.: la nota può essere "Per ulteriori approfondimenti si vedano......."
Mettere almeno 2 testi di differente impostazione.
Evitare più di due citazioni in successione dello stesso autore (significa copiare!!!)
CITAZIONI
fare nota e sotto indicare autore, titolo, casa editrice della 1a edizione, anno, traduzione italiana, casa editrice (italiana), luogo, anno, pagina;
se si citano più pagine in sequenza si scrive PASSIM; se c'è un'altra citazione dello stesso testo si scrive IDEM, PASSIM.
Esempio: nella letteratura molti autori rilevano che "......." (Ferrario 96, Campanini 93, Allegri,97), altri affermano "..." (autore, anno);
BIBLIOGRAFIA
BATTITURA
TABELLE
INDICE
| Cap. 1 | Il fenomeno | pag.1 |
| 1.1 l’approccio al……..1.1.1 | pag. | |
| 1.1.2 | pag. | |
| 1.2 ........................ | ||
| Cap. 2 | ........................... | |
| Cap. 3 | ........................... | |
| Cap. 4 | Conclusioni | |
| Bibliografa | ||
| Elenco Tabelle o Figure | ||
| Allegati [non contano nel numero di pagine] |
Ciò che è segnato con un asterisco [*] costituisce indicazione essenziale che non va mai omessa.
LIBRI
* 1. Cognome e nome dell'autore (o degli autori, o del curatore, con eventuali indicazioni su pseudonimi o false attribuzioni),
* 2. Titolo e sottotitolo dell'opera,
3. ("Collana"),
4. Numero dell'edizione (se ve ne sono molte),
* 5. Luogo di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.l. (senza luogo),
* 6. Editore: se non c'è, ometterlo,
* 7. Data di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.d. (senza data),
8. (Dati eventuali sull'edizione più recente a cui ci si è rifatti),
9. Numero di pagine ed eventuale numero dei volumi di cui l'opera si compone,
10. (Traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una traduzione italiana si specifica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di edizione, editore, data di edizione, eventualmente numero di pagine).
ARTICOLI DI RIVISTE
* 1. Cognome e nome dell'autore,
* 2. "Titolo dell'articolo o capitolo",
* 3. Titolo della rivista,
* 4. Volume e numero del fascicolo (eventuali indicazioni di Nuova Serie),
5. Mese e anno,
6. Pagine in cui appare l'articolo.
CAPITOLI DI LIBRI, ATTI DI CONGRESSI, SAGGI IN OPERE COLLETTIVE
* 1. Cognome e nome dell'autore,
* 2. "Titolo del capitolo o del saggio",
* 3. in
* 4. Eventuale nome del curatore dell'opera collettiva oppure AA.VV.
* 5. Titolo dell'opera collettiva,
6. (Eventuale nome del curatore se prima si è messo AA.VV.),
* 7. Eventuale numero del volume dell'opera in cui si trova il saggio citato,
* 8. Luogo, Editore, data, numero pagine come nel caso di libri di un solo autore
Tratto (e leggermente riadattato) da:
Eco, Umberto (1980) Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche 5^ ed. 1993, Milano, Bompiani, pp.92-93
Alcune annotazioni utili
Usando i criteri suggeriti da Eco per costruire la bibliografia mi sono trovato leggermente in difficoltà per alcuni casi, per cui per cui ho preferito operare così:



Ci sono vari modi per cominciare, dal leggere tutto ciò che ci sembra attinente alla nostra idea, al guardare tra i "nostri" testi di studio, all'andare in una biblioteca o in Internet con un pensiero e una ricerca che ha già messo qualche radice.
Un modo interessante di cominciare è di porsi di fronte ad una grande pagina bianca o a una lavagna: uno spazio grande ma delimitato da linee
e confini, da un limite fisico che serve a ricordare che oltre non si va, che la ricerca ha uno spazio entro il quale bisogna stare.
Al centro o alla base e in basso al foglio si può mettere l'idea di partenza... che sarà una prima radice o che è già un tronco ben piantato nel terreno.
Poi, intorno, in ordine e anche in disordine, così come viene via via associandosi il pensiero, tutti i rami, le idee e le associazioni che vengono in mente: anche le cose strane, quelle un po' pazze e stravaganti, ciò che sembra entrare nel tema, anche troppo... chissà quanti altri ci hanno già pensato, come tutto ciò che davvero sembra altro o molto divergente da temi professionali.
Pensare ad un albero e ad un albero delle idee, aiuta a costruirsi un percorso di ricerca.



Tutti gli alberi vanno bene!
La cosa importante è scegliere la qualità e il tipo di albero, ombroso o spoglio, con i fiori e la frutta o solo il verde i rami e la forma particolare che piace e interessa. Si immagina e sceglie un albero e una forma nel suo complesso – una forma generale e un insieme – e poi si lavora per arrivare alla forma e misura specifica che sarà la "nostra".
L'albero delle idee è fatto di rami a più livelli e altezze... alcune direzioni e crescite nascono dalla scelta di far crescere alcuni rami e non altri, di potare ad un certo punto e di orientare la forma e la direzione della crescita.
Se l'albero delle idee è una "forma" di ricerca possibile, il gioco del brain-storming è un aiuto a costruire i contenuti, la sostanza e la direzione dell'albero e dei rami. Dall'inglese, "frullar di cervelli": la tecnica è relativa alla messa in gioco e in questione di tutta una serie di idee che vanno raccolte, "frullate" e poi catalogate e classificate... ma questo ad una prossima tappa.
Le idee che frullano intorno e sopra o dentro l'albero possono essere di chi è "in tesi", di amici e colleghi, di chi è comunque interessato al nostro "andar tesando"...
A volte, tra l'altro, le idee ed associazioni di qualcuno che NON é del mestiere sono molto interessanti, una visuale e una prospettiva fuori dalle righe e aperta ad altro e da altro.
Ci si ferma, si associa, si chiede ad altri e ci si chiede: appunti ovunque, interviste ovunque... la serata del brain-storming tra amici... pur di pensare in vari modi e con diverse direzioni allo scopo di arricchire l'albero e le proprie idee di rami e deviazioni e potenziali frutti.
Tanto poi c'è o ci sarà la potatura... che saprà orientare la "nostra forma" finale.
Sottovoce:
Non preoccupatevi troppo né delle poche idee né delle troppe idee: a volte i temi complessi diventano facili e viceversa, in relazione a molte variabili che meglio vedremo nel corso delle prossime tappe... l'importante è iniziare a "frullare" nella propria testa le cose che si aggregano o no, in attesa di elementi catalizzatori che certamente ci saranno: la tesi... chi non la fa? Ma la cosa piacevole potrebbe essere che la forma e sostanza della tesi, come il nostro albero, diventino un metodo di lavoro e di costruzione di competenza utile poi nel tempo del lavoro.
"Entrare dentro" la tesi e avviare il lavoro è un processo che attraversa fasi che sono ad un tempo organizzative ed emotive.
Ci si mette in gioco, si domanda e ci si domanda... i dubbi sulla scelta e le curiosità o le prime ipotesi di ricerca si connettono oppure confondono...
La prima battuta d'avvio, il "mandato", è istituzionale, diventa poi organizzativo e riguarda la forma e struttura dei percorsi formativi attuali.
Senza tesi non ci si diploma e non ci si laurea: di fatto la tesi (o una tesi) è un obbligo formale a cui ci si è impegnati fin dal momento dell'iscrizione al percorso formativo.
Questo compito può assumere il senso e il valore di un rituale formale - vuoto o pieno secondo le persone e le situazioni - oppure diventare un passaggio molto interessante del proprio percorso di professionalità.
L'ideazione è già una scelta, iniziare ad orientarsi rispetto a forma, direzione, senso di un viaggio: si andrà a Nord o a Sud? al caldo o al freddo ? che viaggio sarà? una vacanza o un'esplorazione, da turisti (per legge o per caso...) o da viaggiatori? cosa servirà lungo il viaggio?
Il progetto di tesi con l'ideazione e poi la scelta di un tema sono il dato cruciale della fase d'avvio e ciò che segnerà davvero tutto il viaggio.
Qualche coordinata...
Alcuni dati metodologici apparentemente banali possono facilitare la scelta di un tema o di un argomento di tesi:
Sottovoce...
A volte la tesi è suggerita da altri, dal professore o dal collega, da un amico/a o dalla mamma (!)... ma la tesi è la propria tesi, o una propria tesi, farà parte della propria storia o ne sarà una tappa... vale certo al pena di pensare per sé e da sé a ciò che si ha voglia di dimostrare e dire in quel momento, con le proprie conoscenze, esperienze, curiosità...
La scelta di un argomento è un processo molto sofisticato, soggettivo e personale, che mette a confronto e in gioco molte parti di sé e della professione.
Da un lato consente di "visitare" la realtà e la propria realtà e di discutere/argomentare l'esperienza e la propria esperienza, dall'altro obbliga alla ricerca di fonti e radici teoriche, di un metodo di lavoro, di risorse per la stesura scritta...
Forse esagerando si può pensare alla tesi come ad una prefigurazione di capacità e competenze professionali... che si integrano in maniera più o meno armonica e con un risultato più o meno piacevole e adeguato.
La tesi è o diventa, in questo senso, una forma di identità o l'esercizio di una prima identità professionale e va custodita come possibilità evolutiva orientata ad un'identità specifica di tipo professionale.
Perché?
Pensare ad una tesi, soprattutto la PROPRIA tesi, significa pensare a un argomento, scegliere delle ipotesi di ricerca, prevedere tempi, modi, una raccolta di informazioni, un relatore e un contratto possibile... una dimensione organizzativa che è molto presente e struttura la fase di progettazione iniziale.
D'altra parte ognuno si confronta a vari livelli con interessi, risorse e vincoli che appartengono al mondo esterno ma che sono aspetti non secondari dell'esperienza e quindi dell'identità professionale e personale.
Una confusione iniziale, una sorta di disorientamento sono dati quasi fisiologici dell'inizio del lavoro di analisi e ricerca che è il percorso di tesi, peraltro spesso attraversato da momenti di fatica o di cortocircuito.
Qualche nota metodologica e delle indicazioni generali possono forse essere strumento di lavoro per chi si accinge a "scrivere" o, meglio, a pensare la propria tesi.
"Tesi" e' una proposizione che richiede di essere dimostrata.
Una scrittura argomentativa su un tema attinente ad una delle discipline studiate con la costruzione di una dimostrazione che si presenta alla discussione per il conseguimento della laurea.
Il termine deriva dal verbo greco posare (atto di porre) e poi dal latino (proposizione in retorica).
E' utile richiamare significati contigui utili alla comprensione più articolata e di definizione di base del senso della tesi.
In campo matematico, la tesi è parte dell'enunciato di un teorema che contiene un'affermazione che si vuol provare in base ad un'ipotesi: per la stesura di una tesi rimanda alla necessità di partire da ipotesi che vanno pensate e progettate in fase iniziale.
In filosofia il termine tesi presuppone un'antitesi, spesso in situazioni di dialogo tra una persona che afferma qualcosa e l'altra che confuta la sua opinione: L'antinomia tra tesi-antitesi è stata superata da Kant, con la sintesi dialettica. Da lì in avanti la tesi diventa una forma tipica del pensiero che si pone per poi contrapporsi o modularsi dialetticamente.
In sintesi Tesi è l'azione di "porre" e stabilire una posizione e delle asserzioni, di carattere filosofico... scientifico o attinente questioni culturali che si enunciano e discutono per dimostrarne la validità contro altre contrarie o diverse.
Si enuncia qualcosa di cui si è convinti, lo si articola con pensieri e dimostrazioni di varia natura, da bibliografia a interviste a ricerche... VA TUTTO BENE purché rientri nella logica di base di un tema da dimostrare davanti a persone che potranno confutare l'argomentazione o la scelta di dimostrazione effettuata.
Note tecniche
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