- riteniamo positivo che l’approvazione della proposta sia scaturita da un ampio coinvolgimento di tutte le rappresentanze della professione;
- consideriamo necessario prevedere un ulteriore ampliamento dei momenti di confronto con la comunità professionale che accompagnino il percorso dalla presentazione all’approvazione definitiva della normativa da parte degli organi di Governo e del Parlamento, ciò al fine di ricercare il massimo di condivisione possibile e rassicurare quei colleghi che guardano con preoccupazione all’ennesimo processo di ridefinizione del nostro essere e agire professionale che pur si configura, a nostro avviso, come un passaggio necessario al fine di poter garantire un futuro alla nostra professione;
- riteniamo altresì opportuno, per rispondere adeguatamente alle nuove sfide imposte dall’attuale situazione politica, economica e sociale del Paese, ribadire la proposta della sottoscrizione di un Patto per la Professione, cioè un’alleanza strategica tra tutte le rappresentanze della Professione per l’attuazione di azioni ed iniziative unitarie, a livello nazionale e regionale, che si ponga i seguenti obiettivi:
1 ) approvazione della proposta di legge per il riordino della professione come attuazione del suo pieno riconoscimento. Interlocuzione con il Governo, il Parlamento, le forze politiche e le OO.SS.
2) definizione di uno specifico settore scientifico disciplinare del Servizio Sociale, il cui insegnamento venga affidato, di norma, a docenti assistenti sociali;
3) ripresa del percorso compiuto dal Tavolo Tecnico del Ministero della Salute sulle funzioni del servizio sociale professionale e sulla dirigenza sociale in Sanità. Definizione di un modello organizzativo da proporre a livello regionale. Interlocuzione con la Conferenza delle Regioni.
4) richiesta di istituzione di un analogo Tavolo Tecnico presso il Ministero del Welfare per a definizione di un’Area del SSP e relativa dirigenza negli EE.LL. Interlocuzione con l’ANCI.
5) realizzazione di iniziative per la difesa e la tutela della professione nei vari ambiti operativi, con particolare riguardo alle condizioni di sicurezza.
6) promozione della libera professione.
Riteniamo che il suddetto Patto per la Professione debba fondarsi sull’attivazione di processi di partecipazione, mobilitazione e condivisione che coinvolgano l’intera comunità professionale, anche con la previsione di una convocazione degli “Stati Generali della Professione” che deve rappresentare un momento di forte interlocuzione con i rappresentanti istituzionali e della politica ma soprattutto un’occasione per estendere i contenuti del Patto proponendo una stretta connessione tra le nostre istanze professionali e quelle dei cittadini nella prospettiva di riuscire a disegnare un nuovo sistema di welfare e delle politiche sociali.
Invitiamo, quindi, quanti risultano in indirizzo, a volersi pronunciare sulla proposta in oggetto e in particolare il CNOAS a voler assumere una funzione di raccordo e a farsi carico, nel momento in cui dovesse emergere un riscontro positivo, di eventuali iniziative tese alla concretizzazione del percorso sopra delineato.
testo tratto dal sito del CROAS Puglia pubblicato in data 24 gennaio 2012




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