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Lunedì, 07 Maggio 2012 17:25

Riforma professione: intervista a Franca Bonin, vicepresidente CNOAS

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Una intervista a Franca Bonin, Vicepresidente del CNOAS e l'editoriale di Patrizia Lonardi, presidente del CROAS Veneto, tratti dalla newsletter n.3/2012 del CROAS Veneto, pubblicata in data 26/04/2012

Intervista a Franca Bonin, Vicepresidente dell'Ordine nazionale

Dott.sa Bonin, perché il riordino della professione? E perché ora?
Innanzitutto perché ce lo chiede la legge finanziaria n. 148 del 2011, che prevede il riordino di tutti gli Ordini professionali entro il 12 agosto di quest'anno. Le nuove disposizioni, cui dobbiamo adeguarci, riguardano la commissione disciplinare, il tirocinio, l'assicurazione obbligatoria, le società di professionisti, il tariffario. Visto l'obbligo di legge, abbiamo colto questa opportunità per rivedere tutto l'ordinamento, introducendo anche altre novità come la formazione di base a ciclo unico.

Come sono state accolte, secondo lei, le modifiche introdotte?
In modo molto positivo da parte di tutti gli Ordini regionali e delle associazioni storiche della professione, quindi da tutta la comunità professionale. Solo l'Aidoss ha manifestato dubbi e criticità, ma nel complesso l'accoglienza è stata buona.

E gli studenti?
Preoccupazioni sono state manifestate da chi attualmente frequenta il corso triennale di Servizio sociale in merito all'introduzione del ciclo unico quinquennale. A questi studenti stiamo rispondendo che la riforma avrà una data di inizio, che non coinvolgerà chi attualmente frequenta il corso triennale e che i diritti acquisiti saranno garantiti.

Altre perplessità?
Alcune riguardano la possibilità che la riforma venga davvero approvata nel suo complesso. Ma nei contenuti c'è accordo.

Concretamente cosa comporta il riordino? Nella quotidianità degli Assistenti sociali cosa cambierà?
Ci sarà una formazione più adeguata e pertinente alle esigenze del sistema dei servizi socio-sanitari, si otterrà un'equiparazione rispetto alle altre figure professionali con le quali quotidianamente l'Assistente sociale opera, e sarà garantita maggiore forza contrattuale. Anche in ambito accademico, con l'istituzione, previsto dalla bozza di riforma, di un "settore concorsuale" autonomo di Servizio sociale, avremo il riconoscimento della nostra disciplina, una valorizzazione dei nostri dottorati. In generale, avremo un maggior riconoscimento della nostra professione e una riqualificazione della figura dell'Assistente sociale.

 


Editoriale del presidente del CROAS Veneto

La riforma della professione proposta dall' Ordine Nazionale Assistenti Sociali è stata elaborata a seguito dell'obbligatorietà di riordino di tutti gli ordini professionali, previsto dalla legge finanziaria n. 149/11, pena la decadenza degli ordini professionali stessi.

La specifica proposta di legge di riforma sull'ordinamento elaborata dal CNOAS, appoggiata da questo Ordine Regionale del Veneto che, per la prima volta, racchiude i principi specifici della professione e le esigenze tecniche e professionali.

L'importanza assoluta di sostenere la riforma accademica del ciclo unico quinquennale, nasce da plurime esigenze professionali:

  • perfezionare conoscenze tecniche e culturali;
  • garantire un livello elevato di formazione che permetta l'acquisizione di conoscenze congrue alla gestione dei bisogni sociali ad alta complessità;
  • rafforzare il sapere tecnico scientifico;
  • creare spazi per la ricerca scientifica della professione;
  • acquisire uno status professionale alla stregua delle altre professioni;
  •  rafforzare lo status professionale;
  • uniformare i piani di studio in tutte le università italiane per permettere una equipollente e adeguata preparazione accademica su scala nazionale;
  • permettere progressioni di carriera ed accesso alla dirigenza in egual misura delle altre professioni e le conseguenti ricadute contrattuali;
  • bloccare la possibilità data dall'attuale riforma Gelmini che lascia la scelta, all'interno del corsi di laurea 3+2, di accedere all'esame di stato e quindi all'iscrizione all'albo con il solo possesso della laurea specialistica senza il corso triennale in Servizio Sociale;
  • contrastare la chiusura dei corsi di laurea triennale e soprattutto magistrale, oggi già diffusa;
  • l'attuale formazione data dal triennio non garantisce sufficiente preparazione professionale e i saperi da acquisire non sono risolvibili all'interno di un ciclo di studi triennale;
  • la necessità che le materie professionali siano insegnate da Dottori di Ricerca in Servizio Sociale con comprovata carriera tecnica e scientifica;
  • l' attuale esigenza che la professione sia competitiva e rinforzata nel ruolo.

Per il passaggio al nuovo corso di laurea verranno previste sanatorie per i possessori del titolo triennale, i cui diritti acquisiti non verranno lesi, lo stesso dicasi per gli studenti frequentanti gli attuali corsi di laurea.

Infine, la presente proposta di riforma, per la prima volta evidenzia e valorizza le peculiarità del ruolo dell'Assistente Sociale, unico per competenze professionali, scientifiche e tecniche.

Un caro saluto.

La presidente,
Patrizia Lonardi

Newsletter 3/2012 CROAS Veneto

Newsletter n.3/2012 del CROAS Veneto
Numero speciale dedicato al riordino della professione

Con un'intervista al vicepresidente del CNOAS, dott.ssa Franca Bonin

Sito CROAS Veneto Data 2012-05-07 Lingua  Italian Dimensioni 162.06 KB Download 1488

Letto 4588 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Maggio 2012 21:47

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