
Ero stata letteralmente "catapultata" nel mondo dei minori da un giorno all'altro... trasferita dal settore "Assistenza Economica" considerato semplice e adatto alle A.S. alle "prime armi"...
Ma un'inadempienza considerata , dalle alte gerarchie, inaccettabile aveva fatto sì che un ordine di servizio inappellabile "scambiasse" il mio posto con quello della collega ..
A nulla valsero le mie rimostranze nel tentare di far comprendere che se una persona con esperienza nel settore aveva commesso un errore io che neppure avevo lavorato un'ora in quel campo potevo commettere chissà quali sbagli....
Mi avevano assegnato due "prove": la collaborazione con la psicologa per l'elaborazione di un progetto di prevenzione primaria al disagio minorile e il reinserimento di Mario nella sua famiglia d'origine dalla comunità.
Mi trovavo ad essere responsabile di una Unità operativa e di tre educatori che da 15 anni lavoravano nel settore... Ero comunque io la "ladra di bambini" di turno del Servizio. Mi sono trovata immersa in vari casi aperti con il T.M: e a sperimentare quindi nuovi rapporti istituzionali....
I primi tempi paragonavo le relazioni al T.M che formulavo con la psicologa ad un vero e proprio "parto" pur non avendo mai provato tale esperienza...
In quel periodo più che mai ho imparato l'immane "POTERE DELLE PAROLE".
Ogni parola deve essere attentamente valutata, soppesata poiché, se non utilizzata in maniera corretta, può contenere un giudizio, una presa di posizione, in alcuni casi non voluta...
Il mio primo incarico fu comunque formulare un progetto per il rientro di Mario dalla comunità alla sua famiglia.. mi ricordo di aver formulato il progetto dopo le 22 di sera, perché il tempo stringeva....un progetto dettagliato che conteneva i bisogni di Mario, di sua madre, dei suoi fratelli, e i conseguenti problemi, gli obiettivi a breve , medio e lungo termine etc, etc così come mi era stato insegnato all'università...
Mi sembrava assurdo dover progettare il futuro di Mario, cambiare la rotta della sua vita, senza MAI aver visto il suo volto, soprattutto senza mai aver visto i suoi occhi...
"Nel Volto c'è tutto. C'é la tua storia , ci sono tuo padre e tua madre, i tuoi nonni e bisnonni..
Dietro il volto c'è la personalità , ci sono le cose buone e quelle meno buone che hai ricevuto dai tuoi antenati.
Il volto è la nostra prima identità, ciò che ci permette di sistemarci nella vita dicendo: ecco sono qui"
(Susanna Tamaro)
Il mio progetto fu approvato, ma sentivo comunque il bisogno di dare un'immagine a quel bambino di 8 anni per il quale avevo, con tanta minuziosità individuato bisogni e problemi...Mi sembrava di avere un POTERE troppo grande nelle MANI e nella PENNA.. chi ero io per decidere il futuro imminente di quel bambino e decidendo influenzare tutta la sua vita?
In una sera d'inverno io e l'educatrice siamo partite, avvolte dalla nebbia, per andare a dire a Mario che ancora per poco sarebbe stato in quella comunità che lui comunque adorava e sarebbe rientrato da sua madre....
Sono entrata nella Comunità ho parlato con gli educatori, poi mi hanno accompagnata in una stanza dove c'erano alcuni bambini che giocavano a palla..
Ho individuato in mezzo agli altri un bambino vispo con i capelli neri, l'ho osservato, ho guardato i SUOI occhi.... poi l'educatrice mi ha presentato QUEL bambino, i suoi occhi non mi avevano tradito...era proprio Mario...
Dedicato alle A.S. alle prime armi e a tutte quelle persone che appena sentono nominare la nostra qualifica pensano a noi come "a quelli che portano via i bambini" e lo fanno con piacere, perché se anche UNA sola persona dovesse ricredersi o capire tutto il nostro scrivere e tentare di raccontarci non sarà stato uno sforzo vano.
Commenti
con questo tuo intervento, hai dato un contributo positivo nel convincermi ancora di più a scegliere questo lavoro.
non è un lavoro facile, ci sono molte esperienze difficili da affrontare con un lavoro come questo, penso che lo sai, ma quello che hai scritto, è sicuramente uno dei lati positivi: abbiamo il potere di migliorare la vita degli altri. l'importante è solo saper farlo bene e nel miglior modo possibile.
ciao
Daniela
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