SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
1. L’assistente sociale deve contribuire a promuovere una cultura della solidarietà e della sussidiarietà, favorendo o promuovendo iniziative di partecipazione volte a costruire un tessuto sociale accogliente e rispettoso dei diritti di tutti (articolo 33 del Codice Deontologico dell’Assistente Sociale). A quali modelli teorici del servizio sociale l’assistente sociale può fare riferimento per conciliare le azioni volte allo sviluppo della dimensione comunitaria con quelle volte al benessere dell’individuo?
2. Il/la candidato/a esponga e commenti le principali leggi che regolano la professione dell’assistente sociale.
3. Il/la candidato/a illustri i fondamenti etici e deontologici della professione di Assistente Sociale ed approfondisca il tema relativo al segreto professionale ed il segreto d’ufficio.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. Il/la candidato/a elabori un progetto che favorisca la pacifica convivenza in una cittadina di medie dimensioni tra comunità di immigrati appartenenti a etnie e/o religioni differenti e la comunità locale. Spieghi in particolare a quali principi etici e deontologici ispirerebbe il proprio intervento.
2. In conseguenza delle misure di restrizione della finanza pubblica, una amministrazione comunale è costretta a rielaborare il proprio piano di sviluppo dei servizi sociali e di assistenza sul territorio. Gli assistenti sociali sono chiamati a contribuire alla ridefinizione delle linee di indirizzo in materia. Tenuto conto della normativa vigente, dei riferimenti simulativi di bilancio a disposizione, il/la candidato/a elabori alcune proposte di indirizzo che consentano per un verso di corrispondere alla richiesta del sindaco e per l’altro di tutelare i diritti fondamentali della persona.
3. In base a quanto indicato dalla legge 328/2000 art. 16 “valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari” che al comma 3 punto d) prevede “prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare” e della legge 149/2001 che sancisce il diritto del minore di crescere in famiglia, il/la candidato/a elabori un progetto finalizzato alla realizzazione di un servizio di sostegno domiciliare rivolto ai minori residenti e alle loro famiglie.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
1. Il/la candidato/a illustri gli indicatori di qualità più accreditati nella valutazione degli interventi sociali, alla luce dei modelli e delle teorie di riferimento.
2. Il processo di aiuto nel servizio sociale: aspetti metodologici e strumenti professionali.
3. Il/la candidato/a illustri i fondamenti etici della professione di assistente sociale tenendo conto di quanto indicato dal codice deontologico.
SECONDA PROVA SCRITTA
1. La Costituzione italiana afferma che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. La società odierna, tuttavia, si caratterizza per una pluralità di forme di vita familiare, non sempre riconducibili a quella riconosciuta dalla Carta Costituzionale, che producono una diversificazione dei bisogni e delle domande rivolte al Servizio Sociale. Il/la candidato/a illustri quelle che ritiene maggiormente significative e quali strumenti operativi ritiene maggiormente incisivi.
2. Lo strumento professionale della visita domiciliare: il processo di realizzazione e di valutazione.
3. Il/la candidato/a dia una definizione per ciascun termine proprio del linguaggio professionale dell’assistente sociale:
• Colloquio
• Lavoro sociale
• Segnalazione
• Segreto professionale e privacy
• Sussidiarietà
PROVA PRATICA
1. Francesca ha 17 anni e mezzo ed è la secondogenita di una coppia sposata da circa 20 anni. Il padre è un libero professionista, mentre la madre è impiegata part time e la sorella maggiore ha due anni più di lei ed è iscritta all’università. Francesca frequenta la classe IV di un istituto magistrale con un buon profitto, gioca da anni nella squadra di pallavolo del quartiere e ha un gruppo di amici e amiche che sono “cresciuti insieme” in quanto hanno condiviso gli stessi percorsi scolastici. Da circa un anno ha iniziato a frequentare Marco, un ragazzo di 19 anni che frequenta la sua stessa scuolae si diplomerà fra pochi mesi. Francesca scopre di essere incinta e insieme a Marco si rivolge all’assistente sociale del consultorio Familiare per interrompere la gravidanza chiedendo di lasciar fuori i suoi da quello che definisce “un incidente di percorso”. L’assistente sociale...
2. La Scuola Materna segnala al servizio sociale del Servizio di Neuropsichiatria Infantile di aver assistito a episodi di maltrattamento da parte della madre nei confronti del figlio autistico di quattro anni. Il bambino è seguito regolarmente dal Servizio di Neuropsichiatria; è certificato e ha quindi l’insegnante di sostegno e l’operatore addetto all’assistenza che lo seguono a scuola. La madre è separata dal marito con il quale non mantiene un buon rapporto, ha un altro figlio di ventidue anni non convivente e tossicodipendente di cui si deve occupare, nato da una precedente relazione anch’essa interrotta.
Il/la candidato/a illustri come potrebbe attivarsi rispetto alla situazione esposta e quale piano di intervento intraprendere.
3. Il sig. Mario si reca dall’assistente sociale per esporre la situazione della sua anziana madre. Quest’ultima ha 87 anni, è vedova, le uniche entrate economiche sono la pensione sociale e l’indennità di accompagnamento per un problema di visus che, insieme all’età, l’ha resa ormai quasi cieca. Il piccolo appartamento nel quale vive è di proprietà. Durante il colloquio il sig. Mario racconta le sempre maggiori difficoltà della madre a vivere da sola a causa della sua patologia, di come gli aiuti domestici che ha provveduto ad attivare - una signora che si occupa della casa, della preparazione dei pasti e di farle compagnia - non siano più sufficienti e della sua impossibilità a occuparsi maggiormente della madre. Egli è figlio unico, con un’attività lavorativa e una famiglia; e non può sostenere la spesa di una badante a tempo pieno. Sa del desiderio della madre di “morire a casa sua” e per questo chiede all’assistente sociale di aiutarlo a convincerla ad andare in casa di riposo, e di indicargli le pratiche burocratiche necessarie per l’inserimento.
Quale piano di lavoro formulerà l’assistente sociale e quale progetto potrà proporre al figlio della sig.ra Maria? Quali gli obiettivi che con il suo progetto intende perseguire?




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