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Domenica, 29 Maggio 2011 15:10

Ancona 1^ sessione 2007

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SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

Il Piano di Zona è lo strumento innovativo che la legge 328/2000, all’art. 19, ha introdotto per la costruzione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. La pianificazione locale ha quindi come obiettivo prioritario quello di progettare e sostenere processi e strumenti che aumentano la capacità riflessiva del sistema sociale. I decision makers e gli operatori sociali sono chiamati a generare soluzioni e progettualità, identificando i bisogni e favorendo processi comunicativi e interattivi dei soggetti implicati. Il candidato indichi, seguendo le varie fasi metodologiche ed operative, come si elabora un piano di zona:

a) Pianificazione partecipata

− Indicare i “soggetti attivi nella progettazione” che concorrono alla realizzazione concertata degli interventi. Modalità e strumenti per valorizzare il loro contributo.

b) Analisi del contesto – profilo di comunità

− Quali sono gli elementi della lettura del territorio ?

− Quali sono le fonti documentate che hanno valenza descrittiva sia spaziale che temporale?

− Quali “indicatori” significativi ?

c) Settori di intervento

− Quali “aree tematiche/organizzative” indicheresti nel piano di zona ?

d) Fasi conoscitive (indicare sinteticamentele modalità di rilevazione):

− d1) dei bisogni   - d2) della domanda      -d3) dell’offerta      -d4) delle risorse

e) Obiettivi generali e strategici

− Indicare quali “scelte strategiche” sono desumibili dalla “ratio” delle Legge 328/2000

f) Approvazione del piano di zona

− Indicare procedura e atto amministrativo da sottoscrivere.

SECONDA PROVA SCRITTA

Dalla scheda ISTAT, obbligatoriamente redatta annualmente dai Comuni, che rileva la “domanda di servizi, assistenza, interventi, espressa dai cittadini”, emerge quanto segue nel corso del triennio 2004-2006 in una Comunità di circa 43.000 abitanti. Il candidato:

1. analizzi i dati, fornendo sintetici indicatori sugli interventi attuati;

2. valuti la congruenza tra domanda ed offerta ed esprima un “giudizio tecnico” sulla “politica sociale” attuata dall’Ente Locale;

3. formuli ipotesi di misure/interventi/azioni da sottoporre allo staff preposto alla redazione del piano di zona (obiettivi strategici e specifici);

4. indichi dove reperire le risorse e quali soggetti della “rete” sono da coinvolgere ed impegnare.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

il candidato illustri le funzioni e le applicazioni del colloquio utilizzato nell’ambito del nel servizio sociale professionale.

SECONDA PROVA SCRITTA

Uno strumento professionale diffuso nella pratica del servizio sociale professionale è la “visita domiciliare”. Il candidato ne illustri la natura, le finalità, i limiti e in quale contesto metodologico ed operativo viene utilizzata.

PROVA PRATICA

Maria, otto anni, racconta alla madre di avere ricevuto attenzioni a sfondo sessuale da parte di un anziano, vicino di casa, amico di famiglia. Il padre denunzia il fatto alla locale stazione dei carabinieri. Il nucleo familiare, composto da padre, madre e due bambine: Maria e Iole di due anni e mezzo, è già noto al servizio sociale comunale ed usufruisce di interventi di supporto educativogenitoriale e domestico domiciliare a causa della multiproblematicità che presenta. Madre, insufficienza mentale di grado lieve, affetta da sindrome depressiva, sospetto abuso di alcool. Padre, marcato svantaggio socio-economico-culturale. Il nucleo familiare non è integrato nel contesto socio-ambientale. La denuncia per la molestia subita dalla minore Maria procede d’ufficio. Alla luce di questi nuovi elementi l’assistente sociale dovrà rivedere il progetto d’aiuto in corso. Il/la candidato/a indichi delle ipotesi di intervento e ne tracci brevemente l’articolazione.

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