dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

Segui  ico-ASit nei social: Facebook icon Youtube icon  Facebook like

 
image #abbracciodipace
image Perché hai scelto ASit?
image il Codice Deontologico Comparato
image ASit Forum
image il codice in pillole: 12 interviste video
image Biblioteca di memoria
image Ladri di bambini


banner-001

Forum
sideBar
Benvenuto, Ospite
Nome Utente Password: Ricordami

libera professione? qualche indicazione
(1 Online) (1) Ospite
  • Pagina:
  • 1

ARGOMENTO: libera professione? qualche indicazione

libera professione? qualche indicazione 11/03/2012 10:25 #1057

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
Riprendo qui un tema che è stato trattato su FB ma che abbastanza spesso si ripresenta, anche perchè sembra sempre un argomento nuovo e, oggi, una opportunità per i giovani.Vediamo come andrà sul forum e ho già data la mia disponibilità a dare qualche indicazione, come negli anni ho fatto con gli allievi in tesi e con le ricerche..ho anche una bibliografia abbastanza completa che vedro' di inserire qui.(già ritrovare come mi ero registrata è stata un lavoro:-)
Rispondo ad alcuni degli ultimi pezzetti di conversazione su FB. E' davvero diverso pensare alla libera professione se si è lavorato, piu' o meno a lungo, nell'ambito dei servizi pubblici: si conosce l'area del sociale, si sa come funziona il sistema dei servizi, la rete, ma anche quale è la domanda non affrontata e senza risposta..la famosa domanda potenziale che potrebbe diventare uno spazio per un'offerta professionalediversa dalle solite. Il problema, qui, è che proprio aver lavorato da un certo punto di vista vuol dire anche essersi abituati a quello e vedere con piu' fatica il resto.
Molto diverso è "iniziare" da un lavoro pensato in senso libero professionale: qui non aiuta,ovviamente, il lavoro e l'esperienza già fatta, ma potrebbe aiutare un lavoro di ricerca ed individuazione di spazi di lavoro sociale ancora scoperti. E qui non mi riferisco alle cose che gli Enti NON fanno, ma ai servizi, anche senplici, che alla gente invece servono.Si parlava in FB (Linda Formato) di accompagnamenti per visite ed altro, di consulenze su pratiche ..penso ad offerte di servizi utili, anche a prezzi sostenibili, che pero' vanno calibrati e con attenzione sul proprio territorio di riferimento..che va esplorato e conosciuto a fondo, facendone un lavoro preliminare..E' molto vero che è come "aprire" un negozio..e guardarsi intorno serve!
Cerchero' i riferimenti cartacei e li allego qui: ma anche sul web si trova materiale..

Non credo utile rispondere uno ad uno, ma mi pare meglio condividere qui domande e idee..negli anni ho risposto a tante di quelle interviste e domande on line..che poi non sono diventate patrimonio collettivo: vediamo ora se invece il forum aiuta!
buona domenica
Ombretta (Okely)
Ringraziano per il messaggio: Francy

Re: libera professione? qualche indicazione 12/03/2012 20:38 #1064

  • veronica
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 2
  • Karma: 0
Dopo circa 9 anni di professione in qualità di Assistente Sociale Territoriale, con contratto a tempo indeterminato, inserita in una buona equipe multi professionale ho deciso di cambiare, in molti mi hanno dato della folle... ma io che probabilmente un pò folle sono sentivo che era giusto fare questo passo...quindi mi sono lincenziata e proprio oggi ho ufficialmente aperto il mio studio.
Sono Assistente Sociale, Counselor e life Coach... a breve mediatore famigliare... (non sto qui a spiegarvi quali saranno le miei attività, non è mia intenzione farmi pubblicità in questo spazio, vi ho lasciato queste info solo per farvi capire chi sono)
Be ho deciso di scommettere su me stessa e sulla mia idea ci credo e sono convinta che con il tempo funzionerà...
Mi sono resa conto però che presentarsi sul libero mercato con una Laurea in Servizio Sociale, non sembra convincente...almeno queste sono le mie esperienze ad oggi... mi farebbe piacere confrontarmi con altri colleghi che si dedicano alla libera professione ...

Re: libera professione? qualche indicazione 13/03/2012 09:09 #1066

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
ciao Veronica.. e che esperienza che metti a disposizione di tutti..aprire uno studio vuol dire sapere "chi" si è e "cosa" si puo' proporre..e da quel che racconti sembra che tu abbia scelto il lavoro di counseling sociale con alcune variabili tue conquistate strada facendo..
Non sono proprio d'accordo, invece, che la laurea in Servizio Sociale abbia poco mercato.
E' dal nostro punto di vista, abituato alla PA, che sembra che gli unici "utenti" poi non possano pagare per interventi professionali: ma esistono diversi tipi di pubblico e fasce di popolazione cui indirizzarsi..e, soprattutto una volta conosciuti nel proprio settore di riferimento, chi arriva NON si stupisce di un assistente sociale libero professionista.. che propone le cose che sa fare e che su quelle è competente.
Spero che ci siano altri che vogliano condividere on line scelte e dubbi..

buon inizio da Ombretta

Re: libera professione? qualche indicazione 16/03/2012 10:18 #1079

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
Di recente ho fatto un intervento per la formazione a distanza(consultate BBC business by per il promo)proprio su questo tema..anche li' trovate documenti e suggerimenti.


ecco invece le note bibliografiche di riferimento:


Sul tema “libera professione”

Testi:

• “Libera.... la professione” (a cura di Ugo Albano e Fiorella Cava) Edizioni Socialia, 2003.
• Albano U., Il professionista dell’ aiuto, Ed. Carocci, Roma, 2004.

Articoli:

- Cortesi Gay A., “Assistenti sociali liberi professionisti”, in Prospettive sociali e sanitarie, n.10/2004, Irc, Milano.
- Folgheraiter F., “Gli spazi degli assistenti sociali”, in Lavoro sociale, n.1, aprile 2007, Erickson, Trento.
- Galli D., “La libera professione dell’ assistente sociale”, in La professione sociale, n.10/95.
- Ghisalberti R., Poli D., “Le prospettive di una professione”, in Prospettive sociali e sanitarie, n.1/2001, IRC Milano.
- Gilli M., “Libera professione: un’esperienza di laboratorio a Milano”, in Rassegna di Servizio sociale, n.4/04.
- Samory E., “La libera professione: lo status professionale e la professionalizzazione dell’ as-sistente sociale”, in La professione sociale, n. 10, Dicembre 1995, Bologna.
- Samory E., “Linee guida per la libera professione”, in La professione sociale, n. 10, Dicembre 1995, Bologna.
Dal web:
- www.ordiasliguria.it
- www.ordineaslombardia.it
- www.ordiasveneto.it
- www.assistentisociali.org

Inoltre di recente un documento dell'Ordine delle Marche.
ciao a tutti Ombretta (Okely)

Re: libera professione? qualche indicazione 16/03/2012 10:18 #1080

  • veronica
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 2
  • Karma: 0
Vi racconto un pezzetto della mia storia...mi sono laureata nel 2003, in quel periodo già nutrivo il desiderio che molti definivano balzano, volevo uno studio tutto mio... non avendo però assolutamente chiaro nella mente cosa potesse realmente significare decisi di accantonarlo... quindi con i piedi ben piantati a terra decisi che la sana gavetta era indispensabile per raggiungere il mio obiettivo. All'epoca fui molto fortunata perchè di lì a poco inizia subito a lavorare prima in Prefettura, poi in asl, poi in tanti Comuni ... i contratti non erano dei migliori ma l'importante per me è sempre stato poter imparare..ad un certo punto improvvisamente ed inaspettatamente arrivò l'agognato contratto a tempo indeterminato era il 2008, fui felici, ma il mio obiettivo non era quello ... lavorai ancora per tre anni....nel mentre proseguii a studiare, a leggere ed informarmi
L'ultimo periodo fu davvero faticoso non tanto per il lavoro che ho sempre amato, quanto per il mio stato emotivo…ero molto confusa, avevo sempre in testa l’idea del mio studio, in tempi di crisi abbandonare il certo per l’incerto poteva dimostrarsi un errore clamoroso e poi voleva dire mettersi totalmente in gioco, lavorare il triplo e magari guadagnare poco e niente… ma sentivo che dovevo farlo..ed ho scelto di fare questo salto nel vuoto… mi sono fidata di me stessa e delle mie intuizioni…
Ero consapevole d’imbarcami in un’avventura non semplice ma avevo, ho ben chiara la meta, avevo ho ben chiaro di dover governare la mia imbarcazione senza farla trasportare dai venti, rimanendo comunque flessibile al cambiamento.
Questo viaggio è appena cominciato… con impegno, dedizione e tanta, tanta passione…
Magari la prossima volta vi scrivo come va…
Ringraziano per il messaggio: vittorio zanon, schiuma.roma

Re: libera professione? qualche indicazione 16/03/2012 11:08 #1081

ciao Veronica,
mi sono identificata molto nella tua storia. la differenza è che io sono ancora nella fase di riflessione. in realtà ho già un contratto come libera professionista ma solo per poche ore settimanali. il mio sogno è aprire uno studio multidisciplianare. ma per ora è un lontano sogno.
ma raccontami...quali sono stati i tuoi primi passi? hai aperto aprtita IVa? hai mantenuto il posto fisso? hai aperto una studio?
grazie per la tua storia..
Manu

libera professione 17/03/2012 20:53 #1089

  • giacinto1a
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 2
  • Karma: 0
Mi rivolgo a tutti i colleghi che si sono messi a fare i liberi professionisti, volevo chiedere alla okeley dove posso trovare gli articoli che ha indicato, nel senso si trovano su internet o devo fare una ricerca, ho visto che ma messo dei siti di riferimento. Un libro già l'ho comprato di ugo albano l'ultimo spiega tanto ma all'atto pratico non riesco a capire su cosa mi possa concentrare eccc.

Re: libera professione 20/03/2012 09:02 #1096

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
Trovare questi testi non è cosi' semplice: si è pensato, in redazione , di chiedere a IRS che pubblica Prospettive sociali e sanitarie di mettere a disposizione gli articoli di cui si parla: appena posso scrivo io; poi serve anche credo l'adesione dell'autore..
Marcella Gilli è iscritta ad Asit, e si puo' chiedere a lei di mettersi in contatto con la rivista..
Io invece posso chiedere a Socialia anche attraverso Asit..
E questa è solo una parte del materiale bibliografico.
Sui siti si trovano invece sia indicazioni "fiscali/amministrative" da parte degli ordini, ben fatte ma da rivedere alla luce delle regole generali di oggi; sul sito invece di Marianna Leonarduzzi io avevo pubblicato a suo tempo due pezzi diversi che credo siano facilmente disponibili.
C'è un lavoro/lavorio da fare..ma spero anche in altre testimonianze, in persone che mettano a disposizione le tesi tematiche ecc.: ce ne sono abbastanza, perse nei meandri e archivi universitari, che potrebbero avere nuova vita qui.
Ma dirà il web master "come" dare un contributo: e chi ha voglia e tempo di cercare documenti..GRAZIE!
Ombretta (Okely)

Re: libera professione? qualche indicazione 20/03/2012 19:14 #1099

  • AntonellaA
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 1
  • Karma: 0
Salve Ombretta...questa nuova prospettiva professionale mi affascina molto , sebbene mi crei nuove perplessità: all'università non hanno mai accennato a questa possibilità lavorativa.Inoltre,essendomi laureata da poco più di 3 mesi e pertanto non ancora abilitata, non ho ancora avuto modo di confrontarmi nel mondo del lavoro..lo sto scrutando (nel frattempo dell'esame di stato), ma a quanto pare SEMBRA che l'educatore sia più ricercato dell'assistente sociale.
Mi auguro che lei possa "confortarmi" in questo e che mi possa dire che la nostra figura professionale, anche come libera professione, avrà un futuro prosperoso!

Re: libera professione? qualche indicazione 22/03/2012 18:02 #1109

  • ugo.albano
  • Offline
  • Expert Boarder
  • Messaggi: 151
  • Karma: 0
Olalà, ritorna un tema tutto particolare!

Un saluto ad Ombretta, mia cara prima maestra sul tema. Ho visto che è sfuggita l'opera ommnia sul tema. Vi allego la scheda del testo.

Come (forse) sapete io tengo in giro per l'Italia dei laboratori sulla libera professione. Devo dire che ogni volta si cerca di "depurare" la rappresentazione che noi ne abbiamo cercando di portare i colleghi "con i piedi per terra". C'è infatti una voglia-fantasia che però non si sviluppa in termini pragmatici, per cui resta tutto campato all'aria. C'è infatti tutto un percorso d'impresa in cui si parte da se stessi (punti di forza e di debolezza) e si finisce col business-plan. Insomma, roba da "professionisti maturi".

Condivido l'iniziale invito di Ombretta, che è lo stesso dato che io riscontro: parlando di prodotto noi siamo soliti pensare ai livelli "mega" (lo studio, o un replay in chiave privata del pubblico)e mai ai livelli "terra-terra" di prodotti più facili da vendere, più appetibili per le persone, più rispondenti alle reali esigenze del quotidiano.

Come dico nei miei laboratori: "per che cosa la gente pagherebbe"? Secondo me è il caso di partire da li, altrimenti non ne usciamo....

Saluti ad Ombretta e a tutti.

Ugo Albano
Allegati:

Re: libera professione? qualche indicazione 26/03/2012 17:47 #1123

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
Vero, il libro scritto da Ugo era proprio da segnalare ..e bravo Ugo che allega i riferimenti che sranno utili alle persone interessate.

Il punto è che quando io ho fatto il primo laboratorio (e tra gli "allieri" Ugo, pensate)era davvero un'altra epoca: in quel momento , ma non rioordo l'anno, la libera professione era una scoperta e ricerca da parte di professionisti esperti,e cio' che influenzava ogni itinerario era l'appartenenza ad un ente e alla sua "cultura" lavorativa: da qui per certi versi la progettualità spesso imitativa/a fotocopia di cio' che si era fatto e conosciuto nel pubblico.
Mi pare che ora invece chi "entra" o meglio non riesce ad entrare nella professione come dipendente dalla Pubblica Amministrazione, si confronta con la ricerca di un lavoro comunque e con la necessità di individuare al meglio "cosa" proporre..oltre che come proporsi.
Per questo non aiuta il bilancio di competenze (anche, ma non solo..),occorre ampliare lo sguardo a cosa serve, a cosa la gente chiede, al tipo di "prodotto" professionale che nella propria realtà scarseggia o manca. Creare un micro servizio per accompagnare in ospedale i pazienti(cito Linda Formato)? Coordinare domande/offerta di tate o badanti?
...le idee vengono e verranno guardando e da vicino la realtà intorno a voi!
ciao a tutti e, credo, è utile fare qui delle "conversazioni" tematiche..utili ad orientarsi
Ombretta

Re: libera professione? qualche indicazione 26/03/2012 17:53 #1124

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
Vero, il libro scritto da Ugo era proprio da segnalare ..e bravo Ugo che allega i riferimenti che saranno utili alle persone interessate.
Mentre la giovane collega curiosa ..bene che lo sia; ma mi sorprendo che nessuno ne abbia parlato in sede universitaria.

Il punto è che quando io ho fatto il primo laboratorio (e tra gli "allievi" Ugo, pensate)era davvero un'altra epoca: in quel momento , ma non rioordo l'anno, la libera professione era una scoperta e ricerca da parte di professionisti esperti,e cio' che influenzava ogni itinerario era l'appartenenza ad un ente e alla sua "cultura" lavorativa: da qui per certi versi la progettualità spesso imitativa/a fotocopia di cio' che si era fatto e conosciuto nel pubblico.
Mi pare che ora invece chi "entra" o meglio non riesce ad entrare nella professione come dipendente dalla Pubblica Amministrazione, si confronta con la ricerca di un lavoro comunque e con la necessità di individuare al meglio "cosa" proporre..oltre che come proporsi.
Per questo non aiuta il bilancio di competenze (anche, ma non solo..),occorre ampliare lo sguardo a cosa serve, a cosa la gente chiede, al tipo di "prodotto" professionale che nella propria realtà scarseggia o manca. Creare un micro servizio per accompagnare in ospedale i pazienti(cito Linda Formato)? Coordinare domande/offerta di tate o badanti?
...le idee vengono e verranno guardando e da vicino la realtà intorno a voi!
ciao a tutti e, credo, è utile fare qui delle "conversazioni" tematiche..utili ad orientarsi
Ombretta

Re: libera professione? qualche indicazione 26/03/2012 22:48 #1128

ombretta ha scritto:
Il punto è che quando io ho fatto il primo laboratorio (e tra gli "allievi" Ugo, pensate)era davvero un'altra epoca: in quel momento , ma non rioordo l'anno, la libera professione era una scoperta e ricerca da parte di professionisti esperti,e cio' che influenzava ogni itinerario era l'appartenenza ad un ente e alla sua "cultura" lavorativa

"correva" l'anno 2004: Laboratorio “Libera professione” Corso di autoimprenditoria sociale condotto da Ombretta Okely, presso lo Studio Consulenza Sociale di Milano aprile - giugno 2004

Re: libera professione? qualche indicazione 27/03/2012 14:04 #1135

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
eheh, almeno TU ti ricordi..dato anche che c'eri..BRAVO che sai il tempo e il titolo..mentre io ho ancora in mente i contenuti e il piacere di una condivisione in gruppo.

Grazie, e scusate il doppio topic, mi pareva di non averlo mandato..la solita pasticciona informatica purtroppo..ma spero di migliorare un pochino.
Ringraziano per il messaggio: vittorio zanon

Re: libera professione? qualche indicazione 06/10/2012 11:21 #1576

  • stefyfree
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 4
  • Karma: 0
salve! sono laureata da 1 anno e abilitata da marzo. Ho sempre saputo della libera professione dell'assistente sociale, me nn ho avuto modo di approfondire ne all'università ne altrove. è 1 aspetto ke m interesserebbe molto. però vorrei qualke consiglio. da dove dovrei cominciare? dovrei avere una idea ben precisa in mente o valutare il territorio e poi decidere? grazie!!

Re: libera professione? qualche indicazione 29/11/2012 08:09 #1782

  • ugo.albano
  • Offline
  • Expert Boarder
  • Messaggi: 151
  • Karma: 0
I diversi post evidenziano una voglia di "mettersi in gioco sul mercato", non tanto per condizioni delle opportunità lavorative (non ci sono più concorsi), ma perchè c'è una predisposizione personale all'autoimprenditoria.

Nelle università ciò non viene insegnato, il "modello" (tra l'altro assai confuso da dieci anni a questa parte) è quello di un "dipendente pubblico" (pure poco competente.

C'è quindi "materiale grezzo personale" che ha bisogno di essere elaborato per costruire ipotesi di reale autoimprenditoria.

Con Ombretta Okely docente tenemmo a Milano qualche anno fa un bel corso a piccolo gruppo sul tema. Io credo che, chiedendo alla collega, si può fare un replay. CONSIGLIO vivamente di fare questa formazione, perchè bisogna imparare questo importante settore della nostra professione.

Ombretta, fà una proposta!

Pensa che terrò a settembre un corso "full immersion" a Roma ad ottobre( vedete sotto) e molti da Milano mi scrivono che gradirebbero una "proposta meneghina".

Dividiamoci il mercato.

Ugo

digilander.libero.it/ugo.albano

Re: libera professione? qualche indicazione 04/12/2012 17:51 #1788

  • ombretta
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 19
  • Karma: 1
ciao a tutti..quello che io capisco è che i colleghi che hanno sperimentato la dipendenza cercano nuove strade e cominciano a riflettere sulla "propria"ipotesi di libera professione, mentre i nuovi arrivati, sfiniti dall'invio di CV e dalla mancanza di risposte, di posti di lavoro nel pubblico come nel privato, sono in cerca di risorse qualsiasi per entrare nel mondo del lavoro( e hanno ragione!). E il problema non è certo e solo per gli assistenti sociali.
Ho visto la proposta di Ugo che amplia le sue precedenti e che mi pare mirata a chi ha sperimentato un lavoro come dipendente.. ma mi chiedo se ,in questo momento, la libera professione (individuale?)puo' essere ancora una risposta e un progetto che ha gambe per camminare: sono preoccupata di possibili illusioni e idealizzazioni.
CHIEDO a chi ha fatto tesi su questo tema ( e io ne conosco a cui ho collaborato) se potrebbero metterle a disposizione di Asit..e di chi sta pensando a questo argomento.
Mentre credo che , oggi, vadano cercate ed immaginate strade ancora diverse per chi arriva e deve iniziare il lavoro..che siano gli Ordini, le associazioni, università, gruppi di senior, qualcosa va inventato e proposto.

Infine grazie Ugo di voler dividere con me il mercato..ma non ci sono di certo solo io o te..e chi ha voglia di una proposta operativa puo' chiedermela..tra l'altro mi capita spesso di fare consulenza su questo e ho fatto qualche proposta formativa...ma sono io che sostanzialmente cerco di ancorare alla realtà , proprio perchè ben la conosco e da tempo!
ombretta
Ringraziano per il messaggio: Chiara Biraghi

Re: libera professione? qualche indicazione 29/12/2013 10:45 #2318

  • Paola64
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 2
  • Karma: 0
Sono una assistente sociale che dopo aver lavorato 17 anni in vari Comuni ho avuto un grave problema di burn out, di cui si parla sempre troppo poco ed e' una caso molto seria, cosi' ho chiesto trasferimento ad altro ente pubblico, dove lavoro da 5 anni . Il lavoro che faccio ora mi ha permesso di conoscere a fondo il mondo della previdenza sociale, soprattutto per le fascie piu' deboli. A questo punto della mia vita, non avendo mai dimenticato il mio vecchio "amore lavorativo",volevo rimettermi in gioco facendo buon uso di tutte le esperienze e conoscenze lavorative acquisite inserendomi nel mercato come libero professionista, cercavo indicazioni operative per poter iniziare questo tipo di percorso e volevo sapere se c'e' qualcuno che ha iniziato una professione di consulenza ove possano incontrarsi la previdenza con l'assistenza, una sorta di patronato privato.
grazie e buon lavoro

Re: libera professione? qualche indicazione 30/12/2013 08:22 #2320

  • ugo.albano
  • Offline
  • Expert Boarder
  • Messaggi: 151
  • Karma: 0
Cara Paola,

quando scrivemmo il libro sulla libera professione, nella mediazione con gli altri co-autori, litigai non poco per far mettere un paragrafo sul Patronato. Anche lì: il DNA "pubblico" ci fa vedere queste attività di "intermediazione prestazionale sul versante della sicurezza sociale" come un'area che non ci riguarda, ma solo perchè "non riguarda il pubblico (italiano)". Infatti questa stessa funzione lo Stato lo ha delegato ai privati... Siamo sempre sul solito cortocircuito identitario della nostra professione, ahime. Io mi chiedo, quando si teorizza sullo "sportello sociale", cosa si intenda: lo sportello dell'Ente o "lo sportello del sistema territoriale (in cui ci sono anche le prestazioni previdenziali)"? Dico ciò con un pò di amarezza: negli altri Paesi non ci sono i Patronati (che da noi sono servizi che fanno "cassa" ai Sindacati), ma (guarda un pò.....) gli assistenti sociali. Io, quando facevo l'assistente sociale in Germania, buona parte del lavoro la svolgevo in attività di patronato. Ragazzi, sono migliaia di posti di lavoro......

Quindi, se il mercato italiano è pieno, io vedo ancora tante nicchie. Occhio al sistema di pagamento: lo status di Patronato prevede la gratuità per il cittadino, ma il rimborso all'ente da parte dello Stato. Conviene quindi (secondo me) appoggiarsi ad un patronato per le richieste verso l'INPS, ma anche offrire prodotti aggiuntivi a pagamento diretto. Per esempio le istanze di Amministrazione di sostegno, le certificazioni sociali per la L. 104, ecc......

Non mi sorprende affatto che diversi colleghi in libera professione offrano questi prodotti. Se vai sul mio sito personale digilander.libero.it/ugo.albano nell'area "colleghi in rete" li trovi tutti lì. Studiati questi siti.

OK??

Saluti.

Ugo Albano


======================================
CONTATTO:
digilander.libero.it/ugo.albano

Re: libera professione? qualche indicazione 30/12/2013 11:15 #2321

  • Paola64
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Messaggi: 2
  • Karma: 0
ti ringrazio per le indicazioni e ti faro' sapere.
  • Pagina:
  • 1
Tempo generazione pagina: 0.21 secondi
a cura della associazione ASit - Servizio Sociale su Internet

webmaster: Vittorio Zanon

webengineer: Fabio Cabianca

Consiglio Direttivo: Vittorio ZanonChiara Biraghi, Alessia Traversa, Maurizio CartolanoFederico Basigli, Anna Tonia Gabrieli, Ombretta Okely