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Benvenuto,
Ospite
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Dopo oltre 7 anni lasciamo freeforumzone che ha ospitato il sito di ASit per integrarlo dentro al sito www.serviziosociale.com. La scelta di integrare il forum è dettata dalla volontà di far coincidere le due community (quelle del vecchio forum e del sito) e che in massima parte già coincidevano e dar così la possibilità di interagire anche con il sito (commentare articoli, votarli, collaborare ecc). In questa prima fase abbiamo scelto di mantenere ed accorpare le aree di discussione presenti nel vecchio forum per rendere più leggero e facilmente fruibile il servizio, ma possiamo in ogni momento cambiare l’assetto se si manifestano altre esigenze. La lettura dei post rimane libera in forma anonima, mentre per scrivere occorre registrarsi al sito. Vi ricordo che la registrazione su serviziosociale.com è libera e gratuita, soggetta ad alcune condizioni che potete leggere nel disclaimer presente nella pagina di registrazione. E’ opportuna anche la lettura delle poche semplici regole di comportamento che possiamo anche costruire insieme se volete, ma che rientrano in un normale uso corretto della rete.
Il sistema è nuovo anche per noi e ci potrà essere qualche inconveniente e qualche necessità di messa a punto tecnica, in qual caso abbiate pazienza e segnalate in questa area gli eventuali problemi. Per il resto fateci sapere che ne pensate rispondendo a questo post e buone discussioni. |
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Ringraziano per il messaggio: schiuma.roma
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ovviamente.... eccoci!
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che bellezza..finalmente riesco ad "entrare" nel forum!
complimenti alla regia e..grazie! ombretta |
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Ciao, Maurizio. Ciao, Vittorio.
Come sapete "vi sto sempre addosso". Secondo me è e resta un bel portale, anche sotto la forma grafica. un appunto (che feci a Vittorio qualche anno fa): ma se siamo tutti assistenti sociali, come mai non abbiamo il coraggio di definirci tali? La vecchia dizione "asit, forum per operatori sociali" è cambiata nella nuova "asit, forum per i professionisti del sociale". Ma perchè non si dice "asit, forum degli assistenti sociali"? Anche perchè - in tutta franchezza- in questi anni io di altri professionisti mica ne ho visto traccia, se non a (loro) uso e consumo. Si tratta di indicare una "mission" dell'organizzazione e quindi io mi astengo. Una più forte connotazione, però, sarebbe una carta vincente, non credete? Ciao, belli. Alla prossima. Ugo |
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Ciao Ugo
e grazie per il tuo garbato input, ti dico delle cose che penso personalmente, nel senso che lo faccio da “utente” del forum oltre che da socio ASit. Condivido con te che – specie in passato – c’è stata nella comunità degli ass. soc. una sorta di timore a rivendicare una sorta di “orgoglio” professionale. Potremmo discuterne a lungo dei motivi, che per me sono sinteticamente riconducibili alla presunta (e ribadisco presunta) assenza di una chiara disciplina di riferimento, e ne è testimonianza il sempre presente rischio di derive ora psicologiche ora sociologiche. Mi sembra che i tempi stiano cambiando e che le nuove generazioni soffrano meno di questo complesso di “inferiorità” (ma la cosa non è così semplice o scontata). Tuttavia l’analisi di una professione dai “saperi forti e presenze deboli” dispiegata nell’originale (per la forma) lavoro di Elena Allegri rimane a quasi 10 anni ancora attuale. Ma prima di organizzare un social workers pride, mi piace pensare che la nostra definizione di “professionisti del sociale” (anziché di assistenti sociali) sia stato un bel lapsus “consapevole” (è una contraddizione in termini lo so) nel senso che su una riflessione del “sociale” (delle politiche e delle azioni) sia quanto meno più produttivo un concorso di voci professionali che sul “sociale” si confrontano ogni giorno. Questo non significa che si azzerano le competenze, le specificità, ma che il coro che queste producono allarga gli orizzonti di una riflessione che diviene collettiva, quindi più ricca. Probabilmente questa riflessione è direttamente originata (vorrei dire “inquinata”) dal mio impegno di lavoro in un ufficio che conta 6 psicologhe e 2 assistenti sociali, e dove la nostra “presenza debole” diventa forte non tanto perché sono il loro “capo”, ma perché il forte orientamento all’obbiettivo spinge tutti a spendere le proprie competenze nella gestione efficace di un “sociale” che per definizione è un fenomeno complesso. Come socio ASit (che è una associazione culturale più che professionale) posso solo dirti che la nostra non è una remora a qualificarci. “Ostinazione” è il termine che definisce meglio la nostra voglia di raccogliere (anche a partire dagli ass. soc.) un pensiero, una riflessione comune. Ed è per questo che la porta è aperta ai … professionisti del sociale. |
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Ringraziano per il messaggio: vittorio zanon
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Sono appena arrivata sul forum!!!
Ciao a tutti!!! |
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