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Ospite
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volevo condividere la rabbia e lo sconforto per l'articolo del giornalista Rondolino apparso su vanity fair n.38 del 28.09.2011 pag. 112 che ritengo offensivo in modo incomprensibile. Ho inviato la segnalazione all'ordine del veneto e ho scritto al giornale ma ho pensato fosse giusto parlarne anche con voi. andate a leggere e fatemi sapere Vi allego copia della lettera che ho inviato al giornale
Allegati:
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Ringraziano per il messaggio: vittorio zanon
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non riesco a leggerlo purtroppo, mi manca qualche programma forse
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alessandra, non riesco ad aprirlo...per favore puoi mettere il link
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Cara Alessandra.
Non ho letto l'articolo, nè conosco la rivista. Certo "vanity fair" richiama qualcosa di gossip o di rivista femminile..... Purtroppo capitano spesso questi articoli. E' che ogni volta le reazioni (pure nostre) sono poche e tu hai fatto bene a scrivere al giornale direttamente. La mia riflessione è questa (e la ripeto sempre): se reagiamo agli articoli "negativi" senza avere una strategia di "cura dell'immagine positiva" saremo sempre perdenti. Lo dico da assistente sociale e da giornalista. Anche gli ordini devono iniziare a saper lavorare con i giornalisti e ad usare addetti-stampa. Ma anche noi dobbiamo saper proporre ai giornalisti "storie buone". Saluti. Ugo Albano ====================================== CONTATTO DIRETTO: digilander.libero.it/ugo.albano |
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provo ad allegare nuovamente file di risposta al giornale e spero riusciate a leggerlo
concordo con il collega albano circa il bisogno di fare azioni di promozione organizzate e sistematiche dell'immagine della professione e penso che gli ordini dovrebbero porlo come obiettivo grazie alessandra Allegato articolo per vanity.doc non trovato |
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provo ad allegare nuovamente file di risposta al giornale e spero riusciate a leggerlo
concordo con il collega albano circa il bisogno di fare azioni di promozione organizzate e sistematiche dell'immagine della professione e penso che gli ordini dovrebbero porlo come obiettivo grazie alessandra |
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Letto.
Beh, credo che tu abbia sbagliato indirizzo. La stessa comunicazione va inviata all'Ordine dei giornalisti, è questa che ha il potere disciplinare sul giornalista in questione. Ugo Albano |
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Alcune note informatiche e un parere sul tema dell'immagine.
Rispetto al suggerimento di Ugo, auspicherei tuttavia che una segnalazione al competente ordine dei giornalisti potresse essere fatta direttamente anche dall'Ordine professionale nostro (forse da quello nazionale, visto la tiratura della rivista?) o quello più competente. Credo infatti che sia corretto che il singolo assistente sociale possa individuare e segnalare articoli (o altre tipologie di "eventi" che gettano impropriamente discredito sulla professione). Sarà poi ai nostri organismi rappresentativi sostenere ed indirizzare al meglio quanto emerge. Immagino infatti che possa avere un "peso" diverso che l'ordine dei giornalisti riceva una segnalazione da un singolo cittadino (senza nulla voler togliere ad Alessandra) piuttosto che da un altro ordine professionale. Infine, come già scritto anche più volte nel gruppo di ASit su Facebook, credo che come associazione culturale, se vi fosse un gruppo di colleghi interessati e disponibili ad un lavoro di gruppo collettivo, si potrebbe volentieri fornire supporto per portare avanti una azione un po' più "strutturata" ed organica a tutela dell'immagine professionale ed a supporto delle azioni degli ordini. vittorio zanon |
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Ultima modifica: 20/10/2011 21:15 Da vittorio zanon.
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Le procedure disciplinari sui giornalisti sono avviate -come per altri professionisti- su istanza. L'importante che questa arrivi. Ora se si pensa che ciò scatti da parte del nostro Ordine a seguito di segnalazione della collega, non credo proprio.
Ed infatti è quì che occorre riflettere: il nostro Ordine fa -se la fa- una lettera generica all'Ordine dei giornalisti o allo stesso giornale o non anche (come suggerivo) un'istanza disciplinare? Sono due cose ben diverse, nel primo caso è un'interlocuzione, nel secondo un'istanza, nel primo caso ci può o meno essere una reazione, nel secondo deve avviarsi un procedimento disciplinare. Non so se mi sono spiegato....... Buona notte. |
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ho letto l'articolo che Vittorio (grazie vitt) ha messo on line e che può essere visto se si accede al forum come registrati.
Vale la pena di leggere … Ovviamente questo NON e giornalismo, è “opinionismo”, e una opinione è per definizione un pensiero personale (quasi sempre rispettabilissimo). Le opinioni si formano dai fatti (o dalla percezione dei fatti) e si suppone che un giornalista i fatti li verifichi, li conforti con dati, altrimenti si scivola inevitabilmente nei luoghi comuni. E infatti Rondolino ritiene di aggiungere alla parola “assistente sociale” (un’assistente sociale che lui immagina) l’aggettivo “dequalificata”. Perché sig. Rondolino? ha delle esperienze? dei dati? Oppure sceglie la strada facile di strabusati luoghi comuni? Rondolino prende una frase (una sola) della sentenza e "illumina" i lettori con la sua opinione, attenzione è un gioco pericoloso. «Lo spettacolo del membro di Giovanni arrossato piantato in mezzo alle chiappe di Beatrice è straordinario. Ezio non resiste e spruzza in faccia alla troia» Fabrizio Rondolino “Secondo avviso”, Einaudi 1999 La differenza però è che io non penso che i giornalisti siano erotomani dequalificati |
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Stavo pensando che questa cosa degli assistenti sociali braccio armato dello Stato (però senz'auto, come si leggeva nella mailing list) l'ho già letta da un'altra parte, oltre che tra gli insulti di Rondolino.... mi ci vorrebbe il sapere enciclopedico del mauri per ricordarmi dove.... ma questo per dire che anche il sillogismo della Palombelli (Monicelli a 73 anni è stato un ottimo padre, ergo quest'illustre 70enne piemontese nn sarebbe stato da meno) è altrettanto pericoloso: allora potremmo dire che essendo il mauri un assistente sociale, ed essendolo anche io, anche io ho un sapere enciclopedico tale da citare gli scritti erotici del trascorso millennio di un Rondolino a caso....
bhe, per mia sfortuna non è così |
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Vi segnalo che la presidente del CNOAS ha inviato una lettera al direttore di Vanity Fair.
Il CROAS del Veneto l'ha pubblicata nel proprio sito... Potete scaricarla anche da qui. ciao vittorio zanon |
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clap clap, ma qta risposta di mauri non si potrebbe proporre al giornale?? Per me è perfetta... quando abbiamo da assumercele le colpe ce le assumiami ma in qto caso opponiamoci di brutto...
ciao yu (insonne) |
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si anche la palombelli che la mette sul religioso... peccato che Abramo ha vissuto credo 120 anni... qto se l'è scordato!!! Eppure che anche Abramo ha cercato di fare con le sue manine generando con la serva... stanon ancora litigando i "figli di Abramo" in giro per il mondo... insomma, quanto è facile fare i buonisti da fuori...
Entriamo invece nel merito del caso? Io non approverei mai un operazione di qusto tipo ma mi piacerebbe avere a qto punto più dati per capire cosa è successo...non credo abbiamo tolto il bambino solo perche i genitori "erano vecchi"... boh... il lavoro sociale ed i suoi misteri... |
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infatti dalla nota della preside "le assicuro che l'età era l'ultimo dei problemi"... obviolus...
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Caro Sig.Zanon,
Sono una cittadina italiana, mamma, cattolica , casalinga. Da tempo, dopo una trasmissione TV, mi son accorta di un dramma piuttosto nascosto, che sconvolge la vita di migliaia di famiglie e bambini. Sto parlando della sottrazione minori alle famiglie, senza che sussistano motivi validi. Le scrivo per avere, senza alcuna pretesa, una risposta da Lei, ma anche se servisse solo per segnalare ulteriormente la cosa, mi basta. Le mando un link E' una bambina che piange, straziante. E' vero che errori di giudizio, giudiziari, professionali in genere succedono ovunque. Qui pero ci sono di mezzo i bambini, sbagliare e' grave. Ho navigato in internet, ho letto articoli, libri, ascoltato storie di dolore. Succede in Italia, ma anche in Inghilterra, in Germania (vedi Jugendamt), negli Stati Uniti. I casi sono migliaia. Lei cosa ne pensa? Cosa sta succedendo? Cosa fate quando vi accorgete che un vostro errore di giudizio ha indotto un giudice ad eseguire una sottrazione forzata sbagliata? Purtroppo a quanto ho capito l'iter giudiziario e' molto lento e ciò causa inutili e profonde sofferenze. La prego mi dica che anche voi assistenti sociali vi state prodigando per risolvere la situazione. Grazie per l'attenzione e cordiali saluti. Cinzia |
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Ringrazio Cinzia per il desiderio di proseguire la discussione sull'argomento, anche se estremamente delicato.
Non ha senso in questo contesto entrare nel merito della vicenda cui si fa riferimento nel video che è stato inserito, rispetto al quale mi limito a dire, per ora, che sono stato molto colpito dai toni usati dall'avvocato e dall'immagine che ne deriva dei servizi sociali... Può essere troppo semplice a volte accusare gli assistenti sociali che peraltro, per vincoli istituzionali e deontologici, sono tenuti alla riservatezza ed al segreto professionale e quindi non intervengono pubblicamente nel merito a singole situazioni in cui sono coinvolti. La legge 184 del 1983, che "guida" assieme al Codice Civile le azioni di tutela minorile, è molto chiara fin dal suo titolo, che è stato modificato nel 2001 dall'originario "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori" al nuovo "Diritto del minore ad una famiglia" che a mio avviso ben testimonia il sostanziale orientamento dello stesso Legislatore nella tutela minorile: mettere al centro il minore e fare di tutto per garantire il suo diritto ad avere una famiglia, in primis ovviamente quella che è la propria famiglia d'origine. I provvedimenti a tutela del minore sono presi dal Tribunale per i Minorenni, che si basa sulle relazioni dei servizi sociali (ma non solo) e che giudica in autonomia (anche prendendo decisioni diverse da quelle che possono essere richieste o "auspicate" dai servizi): a ciascuno le proprie responsabilità. Certo è che non è mai facile trovarsi coinvolti in certe situazioni e che vi è un forte coinvolgimento anche emotivo, come può essere testimoniato in alcuni racconti degli stessi assistenti sociali che consiglierei di leggere proprio per capire come si affrontano certe situazioni e per conoscere meglio la nostra professione. L'Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali ha predisposto delle Linee guida per la regolazione dei processi di sostegno e allontanamento del minore, edite nel 2010 quale "frutto del lavoro congiunto effettuato dal Tavolo Tecnico promosso dal Consiglio Nazionale stesso e al quale hanno partecipato esponenti dell’Associazione Nazionale Magistrati, dell’Associazione Magistrati per i Minorenni e la Famiglia, del Consiglio Nazionale Forense, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, del Consiglio Superiore della Magistratura, del Ministero del Lavoro e Politiche sociali". Infine, come professione, abbiamo la fortuna di avere un Codice Deontologico cui fare riferimento e da rispettare. E' un testo molto importante, tanto che è stato modificato ben tre volte in poco più di 10 anni. Il mancato rispetto delle norme in esso contenute può essere segnalato al competente Ordine Regionale per l'apertura di eventuali provvedimenti disciplinari. Concludo riportando l'articolo 15, introdotto dal 2002, che pone senza dubbio una prospettiva su cui riflettere: L’assistente sociale che nell’esercizio delle proprie funzioni incorra in una omissione o in un errore che possano danneggiare l’utente o il cliente o la sua famiglia deve informarne l’interessato ed esperire ogni tentativo per rimediare. grazie,vittorio zanon |
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Gentile Sig. Zanon,
Grazie per la risposta. Molto chiara. In realtà sono convinta che chi lavora con coscienza non abbia la necessita di riferirsi ad alcun codice deontologico e sono sicura che molti di voi impegnati ogni giorno nel sociale compiano atti di grande valore e coraggio. Vi incoraggio a continuare e a fare del vostro lavoro un servizio verso il prossimo. Da cattolica ho inoltre un'altra prospettiva ben piu importante, ma so che non tutti condividono, o meglio capiscono. Da volontaria nel sociale vi auguro di trovare sempre gioia nel compiere il vostro lavoro. Naturalmente apprezzo la serietà e la completezza dei vostri riferimenti e protocolli, che leggero' con attenzione, indispensabili in questo nostro mondo confuso e difficile. Voglio essere franca, alcune storie sono davvero incredibili, o meglio incredibile e' la superficialità con cui sono state trattate, anche se chi ha subito parla di cattiva fede, interessi economici, menefreghismo, incompetenza. Sicuramente ci sono ingranaggi che si inceppano, continuate a verificarvi per migliorare. Vorrei informarla che intendo condividere alcune part del suo commento con i link con dei genitori che vivono il dramma del l'allontanamento dei figli. Magari potranno essere di aiuto. Mi comunichi eventuali divieti. Per il momento la ringrazio, continuerò a seguire questo forum, a risentirci. Cinzia |
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Non c'è problema a citare i contenuti presenti nel forum di ASit in altri contesti, con l'accortezza, suggerirei, di riportare un link alla fonte originale, in modo da garantire la possibilità di risalire alla discussione completa da cui si traggono i brani.
Se poi si volesse, è sempre gradita una comunicazione all'associazione per segnalare i link in cui si riportano i nostri contenuti... e lo si può fare anche attraverso il form di contatto. buone cose, vittorio zanon |
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Caro Vittorio,
Ho inviato il suo commento ad un gruppo di genitori, come comunicato tramite il form...praticamente la conclusione e' che le leggi sono giuste, ma le persone sbagliate. Intanto le mando il link con la seconda parte della trasmissione radio, con ulteriori dettagli. Questo audio sta girando da matti nel web: www.vivicentro.org/home/blog/20120302104...ies-ouverture-video/ Ho fatto un po di considerazioni: - Ho capito che vi preoccupate della vostra immagine professionale, be' forse dovete occuparvi dei metodi di chi produce questa immagine negativa, perché non denunciate chi fa del male? - i bambini sono l'ultima cosa che preoccupa chi si deve occupare di loro , vuoi uno dei due genitori, vuoi gli assistenti sociali, vuoi i giudici, vuoi gli psicologi delle case famiglia.... Tutti laureati o stralaureati. Insomma ognuno si impegna a dare il suo contributo ....... Che bello!! - lo strazio peggiore lo riscontro quando chi si trova a dover affrontare un caso simile non ha gli strumenti per farlo, economici, culturali, spirituali, emotivi..... Mi scuso per i toni, ma ho appena finito di riascoltare la bambina che piange. Io ho sempre ringraziato il Signore perché pensavo di vivere in un'epoca in cui l'impotenza contro le ingiustizie non avesse senso. Proprio oggi una mamma come tante ha saputo che suo figlio e adottabile da un mese, e lei non lo sapeva ( certo anche gli avvocati da aggiungere alla lista dei laureati ). Chissà se farà in tempo ad appellarsi nei termini!! Grazie per l'attenzione e cordiali saluti. Cinzia |
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