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ciao
ho rimesso tra gli articoli del sito il contributo Rinnovo degli organi collegiali. O meglio: perché siamo stati così pochi ad andare a votare? Dati, commenti, riflessioni ed interrogativi. di Cristina Odiard (allora segretaria del CNOAS), tratto dal notiziario del CNOAS del 2009, a commento delle elezioni per il rinnovo degli Ordini Regionali. Invito chi non lo ricordasse a scaricarlo da qui. Cristina all'epoca invitava ad aprire un dibattito all'interno della professione... anche alla luce di alcune notizie e informazioni che iniziano a circolare sul rinnovo degli ordini regionali, abbiamo voglia di riprendere il discorso? |
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Ciao a tutti, da novellina (ri)prendo il discorso!
Ho avuto modo di riflettere su diverse cose, sebbene il tempo a disposizione sia poco. Tralascio i vari "perchè sono qui", "cosa voglio fare nelle vita" che insomma, si spera, di averlo - almeno in parte - chiaro. Ho raccolto, nel tempo, i cosiddetti "commenti a caldo" rispetto all'Ordine, rispetto alla professione stessa fino ad arrivare all'università. I commenti sentiti e richiesti non sono stati così positivi e forse, alcuni, cadono nel senso comune, vedesi "l'Ordine non serve a niente se non a fregare soldi", "non faccio l'Esame di stato tanto non c'è lavoro", "l'università non è servita a niente, anzi ci ha illuso". Altri sono stati più specifici, ma che rendono un pò l'idea di quanto poco "affetto" si prova nei confronti di quella che è la nostra professione sia che la si eserciti o meno. "La newsletter non serve a niente, neanche la leggo", "cosa serve tenermi aggiornata, non lavoro!" e via di commenti e pareri simili, vero è che il periodo storico non aiuta, però il sentore generale è: l'Ordine sta là, io sto qua. Un pò come la montagna con Maometto, ma in questo caso, nè la Montagna nè Maometto si muovono. Il commento peggiore è stato "non ho idea di cosa sia l'Ordine neanche chi ne fa parte". E qui mi collego al discorso, qualunquista o meno, l'Ordine pare essere una élite. Inarrivabile. Sono tutte criticità che ho cercato di raccogliere e che raccolgo grazie al sito EdS e grazie al blog e che non vanno, a mio modesto avviso, sottovalutate. Questo è quello che posso lanciare adesso come adesso per far ripartire il discorso, soprattutto adesso che navigo anche io in questo mare. Un saluto a tutti, Chiara |
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Ultima modifica: 21/05/2013 21:23 Da Chiara Biraghi.
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Mi ricordo la riflessione di Cristina.
A mio modo di vedere dovremmo però comprendere che siamo in una fase generale di riflusso/non partecipazione, e ciò vale non solo per tutti gli ordini, ma anche per l'associazionismo, il sindacato. I nostri Ordini hanno poi un taglio particolare: 1) sono in mano agli "anziani". Costoro sarebbero pregati di "lasciare il posto". Il ricambio generazionale non riguarda solo l'alta politica, riguarda proprio la cultura "gerontocratica" della Ns. professione. Con la clausola dell'azzeramento dei vincoli per l'ultima riforma, c'è gente che c'è da quattro mandati...invito a riflettere! 2) hanno la pretesa di "essere" la professione, mentre non lo sono, al massimo la rappresentano (e pure male....). Questa pretesa ha però negli anni concentrato le poche energie nei consigli, depauperando il tessuto associativo. Questa è stata una perdita, a mio avviso. 3) c'è bisogno di gente nuova, io invito sempre i giovani a candidarsi e a portare nuova linfa, idee e competenze. Candidatevi!!! Spesso chi si candida sono i "soliti", che prendono il posto di chi si disinteressa. 4) l'Ordine, più che "assorbire" la comunità, dovrebbe "stimolarla". Pure sul piano economico: i benefit economici non devono essere prerogativa dei soli consiglieri, ci possono essere consulenti esterni. Pure la formazione: se l'Ordine non la fa (non è suo compito)forse è il caso di far transitare fondi a realtà esterne (di colleghi) che la formazione la sanno fare. 5) i nostri Ordini non sanno comunicare. I loro siti sono troppo statici, i notiziari (se esistono) troppo noiosi e ridondanti. Ciò perchè - come al solito - è l'Ordine che vuole comunicare a "nome della comunità" invece di "far comunicare la comunità". Ugo Albano ( digilander.libero.it/ugo.albano ) |
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Ringraziano per il messaggio: Chiara Biraghi
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Le considerazioni di Ugo mi trovano abbastanza concorde, soprattutto al punto tre, ecco perchè credo sia doveroso mettersi in gioco.
Ovvio è che noi giovani non possiamo sapere "tutto" e di certo abbiamo bisogno di guide e di insegnamenti ed ecco che un'occasione del genere può essere un momento, non solo di elezione, di voti e di candidature, ma anche un momento formativo per tutti (giovani e non), un momento in cui viene fatto il passaggio di consegne e di testimone. Una sinergia, fra "vecchio" e "nuovo". Il "nuovo" porta energia, idee, pensieri (ovvio anche le capacità), il "vecchio" indirizza, consiglia, insegna e si misura col "nuovo". Sarebbe ideale e dal mio punto di vista auspicabile. Chiara |
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Certo che si. Ma le cose bisogna farle, non auspicarle.
Il passaggio all' "essere professionisti" è proprio questo. L'elezione all'Ordine sono un opportunità. Giovani, candidatevi. Gli anziani già lo fanno. E prima di candidarvi "fate gruppo", raccogliete le idee, ponete obiettivi da perseguire da parte di chi sarà eletto. Ugo Albano |
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Infatti non ho detto che auspico semplicemente.
Ed il mio auspicare era riferito alla sinergia fra chi già è dentro e chi vorrebbe entrare. Per il resto è ovvio che non si deve restare in "potenza", ma in "atto". Chiara |
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Non voglio fare un monologo, ma tenere acceso il dibattito.
Ieri a Torino, l'Ordine Regionale ha tenuto un'assemblea aperta al fine di spiegare i meccanismi elettorali e fornire informazioni su candidature, tempistiche etc... Un momento sicuramente formativo per chi non aveva assolutamente idea di cosa, come e perchè si dovesse votare e sul lavoro del Consiglio; un momento importante - a mio avviso - perchè il Consiglio Regionale ha voluto incontrare gli iscritti e perchè, in questa occasione, è stato possibile conoscere e conoscersi. C'è chi ha già espresso la volontà di candidarsi con le relative motivazioni, chi di ri-candidarsi e chi, invece, ha specificato che non vuole candidarsi...e c'è chi - come me - ha ascoltato ed osservato in silenzio, per ragionare a posteriori. Resto dell'idea che sia giusto avere un Consiglio composto da giovani e "vecchi", che i giovani si mettano in gioco con tutto il loro bagaglio e che i "vecchi" collaborino con le nuove leve per costruire qualcosa. Un Consiglio di soli giovani, o solo nuovi, credo sia impensabile e poco fattibile, ma un mix che ha voglia di crescere e lavorare insieme, confrontarsi, insegnare ed apprendere può avere buone possibilità di riuscita. Non credo di essere la "solita" illusa, no? Chiara |
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