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Saperi Ladri di bambini I giochi del tempo
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Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

I giochi del tempo

Scritto da  Mario Abrate
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strega2Strani giochi fa la memoria, strane alchimie della mente. Hai la tua vita, le tue cose di tutti i giorni, gli entusiasmi e le preoccupazioni. Come, più o meno, tutti.

E non sai mai, quando ti svegli al mattino, che giornata sarà quella che stai per affrontare. Cosa potrà fare, di quel giorno, un giorno in qualche modo diverso da tutti gli altri.

Quel giorno particolare era ieri. La giornata era passata in modo del tutto normale, nessun sussulto, nessun segno premonitore.

Arrivi a casa dopo il lavoro, accendi il computer... "toh!" Un messaggio di ieri sera che non mi ero accorto fosse arrivato. Sembra un piano preordinato... E' una collega, di quelle dei tempi preistorici in cui anch'io ero studente. E inizi a leggere..... tutto normale, informazioni, saluti, commenti quando, improvvisamente, ecco il tuo tsunami personale arrivare in quel giorno: straripa, ti sommerge e, in qualche modo, ti cambia qualcosa dentro.

E improvvisamente, come se ci fosse davvero un'ondata anomala di ritorno, torni indietro nel tempo e, forse, anche nello spazio. Ti astrai e tutto intorno a te ti pare alieno, le voci di casa, perfino l'arredamento. Si torna proprio indietro. E leggi e rileggi, sperando di avere sbagliato, forse ho sbagliato riga, forse non e' così. Ma non c'e' appiglio a cui aggrapparsi, l'onda anomala ti sommerge anzi, ormai ti ha già sommerso. E mentre sei lì che affondi, tornano in mente immagini, parole, pensieri che credevi ormai sepolti da una vita che anch'essa travolge tutto.

Primo salto, vent'anni prima, forse anche di più. Lei è dolce, bella, chissà se..., fantasie... forse c'e' qualcuno con cui posso sognare. Mesi di confidenze, di telefonate, di sensazioni comuni, di risa e di discussioni, mesi di amori giovani come giovani eravamo. Paure... quante ne ho sempre avute io, di paure. Paura di amare soprattutto, di emozionarmi quando, invece, è davvero quella l'essenza della vita. Ma certe cose le si scopre sempre troppo tardi. Tutti noi abbiamo i nostri treni persi.

Ed è così che ci si perse tra lacrime, urla, terremoti che poi, rivisti oggi, appaiono davvero figli di un'epoca, di una vita e di persone che ormai non ci sono più. E che mai più saranno.

Secondo salto: dieci anni fa, mese più o mese meno. Dove ero io, dieci anni fa? Vorrei saperlo, vorrei ricordare, magari ero vicino, magari magari magari... magari stavo morendo anch'io e non lo sapevo.

Parole, pesanti come tuo fratello. Me lo dicevi tu che avevi per fratello una roccia, su in montagna, in cui ti rifugiavi nei momenti in cui sentivi il bisogno di stare da sola. Dieci anni fa dov'era quella roccia...

Parole pesanti, dure, che sommergono. Mio Dio che cosa e' successo? Una soffitta... Ma e' successo solo che la storia, anche questa storia, finisce e che la piantina verde non dara' piu' alcuna rosa rossa...

E' successo che dieci anni fa sono morto un po' anche io... e solo oggi riesco a saperlo.

Letto 3476 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Febbraio 2021 01:26

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