Mi era accaduto di nuovo, ancora una volta i sentimenti, le emozioni, avevano avuto il sopravvento, quel "ti voglio bene" mi era uscito di bocca prima ancora che me ne accorgessi.
Questa volta mi era però accaduto, non con le mie amiche, ma con una utente; non l'avevo fatto apposta, ma la telefonata con Laura aveva preso una certa piega, le sue parole mi erano parse così dolorose che le mie emozioni erano passate direttamente dalla pancia alla lingua senza alcun freno; il suo Oddio come risposta mi aveva sconcertato, mi era sembrato così giusto offrirle in quel momento la mia vicinanza; forse invece, come dice una mia amica con il mio modo d'essere l'avevo spaventata.
Frequentavo in quel periodo un gruppo di formazione, in cui si parlava proprio di emozioni. Nell'ultima giornata ci veniva chiesto di come ciò di cui avevamo discusso e teorizzato negli incontri precedenti avesse avuto un riscontro nel nostro lavoro quotidiano; un po' preoccupata, delle considerazioni che di solito Anita esternava, più degli altri partecipanti, alle mie uscite, non troppo ortodosse da un punto di vista professionale avevo raccontato di quel "ti voglio bene" sfuggitomi dal cuore.
Un coro di considerazioni si era levato dalle colleghe, tutte avevano criticato la mia uscita, mi avevano benevolmente accusata di aver creato ancora più confusione in quella signora invitandomi ad essere più "professionale",a dominare le mie emozioni. Mi ero fermata a riflettere su ciò che mi era stato detto.
Era passato qualche giorno e Laura mi aveva telefonato di nuovo; avevo riparlato con lei di quel "ti voglio bene" sfuggitomi dal cuore e le avevo raccontato anche di come il gruppo a cui in quel momento partecipavo avesse stigmatizzato il mio atteggiamento; lei serenamente mi aveva invece narrato di come, dopo un primo momento di smarrimento, le mie parole le avessero dato la possibilità di accorgersi che le persone che la circondavano, e che erano a conoscenza delle sue difficoltà avessero avuto per lei attenzioni che le avevano permesso di accorgersi che intorno a lei c'era il mondo pronto ad accoglierla.




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