dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

Segui  ico-ASit nei social: Facebook icon Youtube icon  Facebook like

 
image #abbracciodipace
image Perché hai scelto ASit?
image il Codice Deontologico Comparato
image ASit Forum
image il codice in pillole: 12 interviste video
image Biblioteca di memoria
image Ladri di bambini


banner-001

Saperi Ladri di bambini Di mamma ce n'è una sola, anzi due
sideBar
Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

Di mamma ce n'è una sola, anzi due

Scritto da  Paolo Demuru
Vota questo articolo
(2 Voti)

strega2Non so se questa mamma mi voglia bene più dell'altra. Certo che le piace molto portarmi in giro per i negozi e presentarmi alle sue amiche, e mettermi tutti quei fiocchetti colorati che mi strappano i capelli e mi fanno male. Ma io non piango, anche se vorrei, perché lei non lo fa apposta, mi vuole vedere sempre pulita e pettinata.
"Questa è la mia bambina" dice a tutti; e poi a me: "Saluta la signora... falle vedere il vestitino nuovo..."
Adesso non gioco più con i miei amici nella piazzetta. Questa città è troppo grande e non ha piazzette... e nemmeno amici. Forse avrei dovuto dirlo alla dottoressa che è venuta a scuola per parlare con me.
"E' molto brava" mi ha detto la maestra "confidati come fosse un'amica, perché quello che le racconterai non lo dirà a nessuno". Ma io non ci riuscivo, quel nodo alla gola mi bloccava le parole. E poi, tutte quelle domande strane, io non le capivo. E quegli occhi che mi frugavano i pensieri! Non riuscivo a guardarla e avrei voluto scappare lontano.
Di questa mamma mi piace molto il suo profumo, mi piacciono i lunghi vestiti e tutti quei vasetti di crema sul bordo del lavandino.
L'altra mamma aveva sempre un odore di varecchina, ma quando mi stringeva a sé e la vestaglia sapeva di sudore e di cavolo bollito mi piaceva ugualmente, anche se non glielo ho mai detto.
Quando poi mi nascondeva dietro l'armadio per non sentire le urla di lui e tutte quelle parolacce contro di lei e contro Dio, e lei scappava con Antonello in braccio, ma non sapeva mai dove scappare perché lui la raggiungeva sempre, e la picchiava, allora sì, che mi veniva da piangere, e le volevo bene alla mia mamma.
Forse avrei dovuto parlare con la dottoressa, ma di quel giorno che lui è rientrato prima del solito, e la mamma aveva accompagnato Antonello da medico per quella tosse che di notte ci teneva tutti svegli, io non ho parlato.
Non le ho detto che sentivo le sue mani dappertutto, di quell'odore di vino, forte, che mi soffocava e mi faceva piangere. Non so se sia successo davvero o se l'ho inventato con la mia fantasia, ma non glielo ho detto alla dottoressa; come avrei potuto dirglielo! Non l'ho mai detto a nessuno.
Chissà che cosa poi avrà raccontato al Giudice, perché anche lui mi faceva tante domande strane mentre leggeva i suoi fogli e ogni tanto si toglieva gli occhiali per guardarmi meglio.
Io non le sentivo neppure le sue domande, ricordo solo che la mia mamma non c'era, avevo paura e le domande non finivano mai.
Forse avrei dovuto dirlo, che la mia mamma mi voleva bene, che quando mi veniva la febbre alta e facevo finta di dormire, lei mi parlava con dolcezza dei suoi ricordi, di quando era bambina e andava nei campi a raccogliere i pomodori maturi, di come sarebbe bello andare tutti e tre lontano, io lei ed Antonello, di come sarebbe diversa la vita se...
Avrei dovuto, ma non sono riuscita a dirlo, alla dottoressa.
Avrei dovuto dirlo che nessuno era capace di abbracciarmi come faceva lei.
Ma forse l'assistente sociale l'ha capito, forse lei sì, perché tenendomi le mani tra le sue, chinata all'altezza del mio viso, lentamente mi ha bisbigliato: "ora andiamo via", e senza altre parole siamo saliti nella macchina.

Letto 4237 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Febbraio 2021 01:12

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna

a cura della associazione ASit - Servizio Sociale su Internet

webmaster: Vittorio Zanon

webengineer: Fabio Cabianca

Consiglio Direttivo: Vittorio ZanonChiara Biraghi, Alessia Traversa, Maurizio CartolanoFederico Basigli, Anna Tonia Gabrieli, Ombretta Okely