SEZIONE A
PRIMA PROVA SCRITTA
Le politiche sociali riconoscono da sempre un ruolo privilegiato alla famiglia nei processi di formazione e cura alla persona; la normativa nazionale e regionale di questi ultimi anni appare confermare la sua centralità ogni qualvolta si affrontano tematiche connesse al sociale: il candidato descriva se a livello attuativo risulti concretamente e adeguatamente realizzata l’enunciazione del dettato normativo.
SECONDA PROVA SCRITTA
Il “prevalente interesse del minore” è un imperativo dell’agire professionale che può scontrarsi con un conflitto di interessi e priorità quando fragilità e disagio caratterizzano anche gli adulti di riferimento del minore stesso.
Il candidato, dopo una sintetica articolazione teorica a riguardo, formuli delle ipotesi circa possibili strategie organizzative e operative per risolvere tale conflitto e assicurare, anche nelle situazioni ad elevata complessità e
multiproblematicità le necessarie garanzie e forme di tutela.
SEZIONE B
PRIMA PROVA SCRITTA
In una recente pubblicazione è stato posto il seguente interrogativo: “Servizio Sociale: rete di salvataggio o agenzia di inclusione sociale?”. Il candidato articoli una riflessione su tale apparente contraddizione in relazione alle attuali politiche sociali in materia di immigrazione.
SECONDA PROVA SCRITTA
Il colloquio è uno strumento privilegiato delle professioni di aiuto.
Delinei il candidato peculiarità, specificità ed ambiti di utilizzo di tale strumento nell’agire professionale dell’Assistente Sociale.
PROVA PRATICA
La signora Maria, 52 anni, si presenta al Servizio Sociale del Comune per segnalare la situazione di grave disagio personale, igienico- sanitario e di gestione della casa del fratello, Sergio, 50 anni. Fino ad ora era lei ad occuparsi del fratello, ma da qualche tempo il proprio carico familiare non le permette più di provvedervi in quanto il marito è malato terminale, non autosufficiente e la figlia ha due bambini piccoli e necessita di aiuto.
La signora Maria descrive la situazione del fratello Sergio: Celibe, vive solo in un alloggio di proprietà (ereditato dai genitori). E’ invalido (riconoscimento di invalidità del 74%) a causa di una grave forma di epilessia che lo colpì durante l’infanzia con esiti cerebrali tali da limitarne le capacità mentali. Sergio è sempre stato seguito dalla madre, ma dopo la sua morte, avvenuta 3 anni fa, la situazione è andata via via deteriorandosi. La casa non è più stata sottoposta a manutenzione e versa in uno stato precario. La sig.ra Maria ha cercato di garantire al fratello i pasti principali, un minimo accudimento personale (igiene e biancheria) e della casa, ma ora non è più in grado di farsene carico. Sergio, seppur manifesti rari episodi di aggressività, è generalmente piuttosto socievole; i suoi limiti intellettivi ne riducono l’autonomia e la capacità di iniziative per la cura di sé e della casa. Tuttavia, se seguito, si lava, mangia da solo, si sposta dall’abitazione per brevi percorsi nel quartiere. Vive della pensione di invalidità ma è incongruo nella gestione del denaro.
Il candidato formuli un piano di intervento e delinei il quadro degli attori e delle risorse (istituzionali e non) da attivarsi a sostegno della situazione presentata.




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