Ci sono almeno due motivi che rendono giustizia del lavoro della Perlman: l'aver anticipato l'approccio progettuale nel lavoro sociale e aver risolto (con decenni di anticipo) l'inutile ed effimero fronteggiamento del ruolo del servizio sociale posto tra i poli lavoro sul caso / lavoro di comunità.
Rispetto alla prima intuizione occorre dire che il casework ispirato dalla tecnica del problem-solving, ha qualcosa di più di un embrione della moderna progettualità, il processo che guida un percorso di aiuto è orientato da una conoscenza del "cliente", da una condivisa analisi del suo problema preceduta da una ricerca delle cause e da un condiviso riposizionamento del suo bisogno.
Sul fronteggiamento lavoro sul caso / lavoro di comunità mi sembra inutile aggiungere altro alle lucide considerazioni che la traduttrice dell'opera (l'A.S. Maria Luisa Emanuele) riporta nella sua presentazione del libro: "Le trasformazioni economico-sociali ... tendono ... a polarizzare l'interesse del servizio sociale sulla comunità, nell'intento di favorire e di equilibrare quel processo intimo di trasformazione che accompagna i mutamenti tecnico-economici.
E vero, d'altra parte. che aiutando la comunità a prendere coscienza di sé, a liberare le proprie energie, e a mettersi responsabilmente in moto, il servizio sociale di comunità aiuta contemporaneamente i singoli individui, che di questa sono parti, a compiere lo stesso maturante cammino, così come, promuovendo quelle attività e quei servizi che si propongono di elevare i livelli di vita e di prevenire i mali sociali, i singoli individui ne traggono personalmente vantaggio.
Ma, in seno ad ogni comunità, vivono persone perturbate da problemi che non riescono da sole a risolvere, problemi che - comunque abbiano avuto origine - possono avere intaccato, anche profondamente, il loro equilibrio di vita, il loro funzionamento sociale.
E, proprio perché la persona, esplicando i suoi ruoli sociali, si trova in continua interazione con l'ambiente, i disturbi provocati da questi suoi problemi non si esauriscono in essa, ma si ripercuotono in tutti i suoi gruppi di appartenenza e, quindi, nella comunità.
Ma il servizio sociale di comunità non può ad essi rispondere: bisogna rivolgersi al casework.
D'altra parte i cambiamenti e gli adattamenti che la persona, aiutata da un buon servizio di casework, sarà capace di promuovere in se stessa porteranno al miglioramento della sua vita di relazione e si rifletteranno, quindi, beneficamente sulla vita della comunità.
Servizio Sociale di comunità e Servizio sociale individuale, sono, quindi, due tipi di servizi che si integrano a vicenda e che hanno una funzione vitale e complementare da svolgere nella società."
Clicca qui se vuoi saperne di più su Helen Harris Perlman (1906 - 2004)
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